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DIABETICI FAMOSI - Adam Morrison (1984)

 
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Rita
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MessaggioInviato: 04-07-2006 07:59    Oggetto: DIABETICI FAMOSI - Adam Morrison (1984) Voto: Rispondi citando


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Data di nascita: 19 luglio 1984 a Casper, Wyo (Usa)
Nome: Adam Morrison
Professione: Giocatore di basket

RUOLO IN NBA : Ala Piccola
COLLEGE: Gonzaga
ALTEZZA : metri 2,04
PESO: 215 pound

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Beh, innanzitutto pensate che tutto quello che leggerete su di lui si riferisce ad un ragazzo malato di diabete, che più di una volta ha dovuto interrompere le sue partite per effettuare accertamenti sul livello di zuccheri nel suo sangue, e che è deciso a mostrare al mondo che cosa un malato di diabete può fare nello sport... tecnicamente è una guardia-ala dalle mani forti e discretamente precise... ha più dinamismo di quello che il suo fisico potrebbe far pensare... non è un super saltatore, ma ha intensità fisica che compensa ogni limite atletico... essenziale, difficile faccia qualcosa che non serve alla sua squadra... discreto tiratore piazzato, specialmente dentro l'arco... riesce a realizzare puntando sulle situazioni dinamiche senza richiedere giochi disegnati per lui... ha ball-handling sorprendente anche con la mano sinistra... difensivamente è un ottimo jolly, ha rapidità di piedi e mentalità da duro... difficile venga battuto dal palleggio ed è molto stimolato dallo scontro diretto, consigliabile impiegarlo sul miglior giocatore degli altri...

fonte: federicobuffa.com

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Ma c'è una cosa che lo tiene con i piedi per terra: il diabete.
Morrison segue una dieta molto attenta e controlla costantemente il livello di zucchero nel sangue durante gli allenamenti e le gare per assicurarsi di non avere problemi. "Non è poi così grave", assicura il diciannovene scuotendo le spalle.

Il suo caso di diabete tipo 1 gli fu diagnosticato quando frequentava l'ottava classe (l'equivalente della nostra terza media, ndt), quando calò improvvisamente di 13 chili e notò un affaticamento inspiegabile. Circa un milione di persone negli Stati Uniti condividono il problema, che può causare problemi circolatori, problemi alla vista e addirittura la morte. E ovviamente può facilmente mettere la parola fine alla carriera di un'atleta.
Per Morrison, vivere col diabete è una continua battaglia per tenere il livello di zucchero del sangue all'interno di determinati valori. La maggior parte degli sforzi si concentra sulla dieta, dove Morrison mantiene un attento controllo. Due ore e 15 minuti prima di una gara, mangia due bistecche, una patata cotta e dei piselli.
Dopodichè controlla la sua glicemia ogni mezz'ora, durante il riscaldamento e durante le pause della partita. Questo significa pungere il dito per prelevare una goccia di sangue su una striscia per il test, che sarà poi letta da un glucometro. Se la glicemia è bassa, mangerà qualcosa o berrà un uno sport drink che contiene molto zucchero. Se la glicemia è alta, si effettuerà una dose di insulina nell'addome, in panchina a lato del campo.

"Ti ci abitui", dice senza problemi. Morrison si inietta non meno di tre iniezioni di insulina duarnte una partita.

"Quello che fa, avendo il diabete, è incredibile", dice il compagno di squadra Cory Violette.

La crescente fama di questo ragazzo ha contribuito a far aumentare la consapevolezza sul diabete. Durante questi giorni gli viene chiesto frequentemente di parlare su come è possibile farcela avendo il diabete.

fonte: associazionediabaino.it

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Il Draft Nba è sempre un momento importante del basket professionistico americano e spesso è anche un'occasione per scoprire storie particolari di giocatori che si affacciano nella lega professionistica con un passato e magari un presente caratterizzato da esperienze quantomento singolari: una di queste storie è quella di Adam Morrison.

Nato il 19 luglio di ventidue anni fa a Casper nel Wyoming, Morrison è cresciuto a Spokane, nello stato di Washington, dove ha giocato al liceo prima di trasferisi all'Università di Gonzaga, una delle più note e prestigiose dell'Ovest degli Stati Uoniti.

In tre anni nei Bulldogs, la stessa formazione dove ha giocato un "Hall of Famer" come John Stockton, Adam, un'ala piccola di 2.03 per 93 chili, ha progressivamente alzato il proprio rendimento fino a chiudere l'ultima stagione con numeri di tutto rispetto: oltre 28 punti a partita con più il 42% da tre, risultando uno dei migliori giocatori del campionato universitario Ncaa grazie ad un'abilità relizzativa e ad una tecnica che lo hanno portato ad esser paragonato addirittura a Larry Bird.

Tuttti questi numeri e qualità hanno fatto sì che Morrison sia stato scelto al Draft Nba 2006 con il numero 3 dai Charlotte Bobcats, franchigia nella cui proprietà è recentemente entrato anche un tizio che di basket dovrebbe intendersene, ovvero Michael Jordan.

Fino a qui, pur "d'eccellenza", la storia di Morrison pottebbe essere quella di tante altre prime scelte della storia Nba. In realtà Adam ha poco a che vedere con tanti altri suoi coetanei: ascolta musica d'ogni genere, magari caricandosi nei pre-partita con i Metallica, è un vorace lettore di libri e saggi (non crediate che sia comune tra i giocatori universitari, anche se sembra un paradosso);, e con il suo aspetto molto "west coast" con capelli lunghi e baffetti si diverte e arricchire conferenze stampa e interviste con citazioni più o meno colte.

Soprattutto, però, Adam Morrison lotta ogni giorno con un avversario senza pantaloncini che potrebbe risultare ostico anche ad una persona normale: l'ex-Bulldogs è infatti un diabetico di tipo-1 e durante gli allenamenti e le partite deve continuamente monitorare la sua situazione.

"Ho il mio misuratore di glucosio e mi controllo una o due volte durante lo sforzo fisico. Per intenderci, il mio livello di diabetico deve esser intorno a 200 (per le persone normali varia da 70 ai 120): io mi controllo e, se il livello è fuori dalla norma, lo riporto ai valori giusti con succhi di frutta o barrette energetiche - ha raccontato Adam - Finora è sempre andato tutto bene: non ho mai avuto grossi problemi o comunque tali da non esser risolti con un sorso di succo di frutta o un pezzo di barretta".

Detto che per avere consigli specifici Morrison si è rivolto ad un altro giocatore come Chris Dudley, centro che ha avuto una lunga carriera Nba le maglie di Cleveland, New Jersey Portland, New York e Phoenix, il diabete non pare avergli comunque precluso un brillante futuro, come testimoniato dalla terza "pick" assoluta spesa per lui da Charlotte.

Senza contare che un marchio come Adidas, che da quest'anno fornirà le divise ufficiali alle squadre Nba, aveva deciso di sceglierlo come testimonial ancor prima dello svolgimento del draft e Morrison sarà così uno degli uomini immagine della multinazionale dopo tante stelle del passato, come Jerry West, Oscar Robertson e Kareem Abdul-Jabbar, ed attuali, come Chauncey Billups, Gilbert Arenas, Kevin Garnett, Tim Duncan e Tracy McGrady.

Riuscirà l'ex-Bulldogs a eguagliare questi campioni? Solo il tempo potrà dirlo, intanto Adam la sua battaglia più grande l'ha già vinta: è nella Nba.

Fonte: sports.it 02/07/2006

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Quello che si è svolto questa notte a New York è stato un draft stranissimo. Indecifrabile, sotto molti aspetti: talento livellato, squadre che fino all'ultimo non sapevano chi scegliere (col solito grande dilemma: scegliere comunque il più forte o prendere qualcuno che risulta utile subito).
Alla fine Bargnani si è preso la prima assoluta (primo europeo a riuscire nell'impresa) ma i nostri occhi erano puntati sulla “war room” dei Bobcats, Charlotte, North Carolina (mia patria elettiva).
Quando uscirono le griglie del draft avevo posato gli occhi su Adam Morrison: guardia/ala da Gonzaga University, gran realizzatore e ottimo tiratore in uscita dai blocchi.
Pochi dubbi sul talento, sulle mani dolcissime e sui piedi velocissimi. Il problemi erano tre:difesa, concentrazione e tenuta fisica. Si,i problemi fisici sono stati fondamentali e sono stati il principale argomento “contro” questo ragazzo bianco dall'aria un pò naif.
Adam Morrison è, infatti, diabetico.
Capita spesso che durante le partite chiami un time-out per sottoporsi al controllo dell'insulina. A livello nba queste cose contano: ottantadue partite da giocare in regular season e la tensione sempre altissima ti fanno credere che forse uno con questi problemi rischia di non esplodere mai.
Ma nel North Carolina si respira ottimismo a pieni polmoni ultimamente: Michael Jordan ha appena acquistato un'importante quota azionaria del team e sembra vicino il ritorno a casa di Larry Brown come head coach.
E allora la fiche è finita su Adam. Chissenefrega dei problemi di salute, questo è un talento vero. Sarà una Charlotte senza zucchero ma con tantissima adrenalina. Sugarfree,appunto. Ma non per questo meno sweet.

Peccato non abitare vicini (stiamo solo ai due estremi della penisola), ma noi il draft lo abbiamo seguito in diretta. Sempre più grandi!
Occhiolino

Posted by Simone on Giugno 29th, 2006
fonte: freedom-land.it
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