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admin Amministratore


Registrato: Jun 11, 2003 Messaggi: 392
Di dove sono: Veneto Padova (PD)
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Ricevo in redazione questo messaggio...
Non lavoriamo perché siamo invalidi, ma individui che devono avere un ruolo economico pari agli altri.
La discriminazione è la vera fonte di problemi occupazionali, non la carenza fisica.
Molti diabetici raggiungono il livello minimo di invalidità con l'aiuto di associazioni, sindacati ecc. ecc.. per ognuno di questi soggetti che si piange addosso senza motivo, altri dieci che desiderano superare il pregiudizio e la discriminazione, vedono vanificati i propri sforzi.
E' un processo autocastrativo.
Le categorie protette devono essere lasciate a chi ha dei problemi seri, questa è la ratio della legge.
Marco |
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Paola Staff: Moderatore


Registrato: Oct 05, 2003 Messaggi: 2727
Di dove sono: Veneto Padova (PD)

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Ciao Marco,
non so se ci conosciamo, ma forse dovresti spiegarti meglio, spiegare la tua esperienza.
Vediamo se riesco a spiegare il mio punto di vista su ciò che dici.
| Citazione: | | Non lavoriamo perché siamo invalidi, ma individui che devono avere un ruolo economico pari agli altri. |
Certamente... chi non sarebbe d'accordo con te?
| Citazione: | | La discriminazione è la vera fonte di problemi occupazionali, non la carenza fisica. |
In parte è vero, ma non pensare che i problemi del mercato del lavoro siano riconducibili solo a questo... altrimenti tutte le persone sane avrebbero un lavoro e solo chi ha problemi di salute "si troverebbe a casa" e invece non è così... ce lo raccontano le migliaia di disoccupati. E poi ci sono tantissimi di noi, che pur diabetici o altro, lavorano tranquillamente.
| Citazione: | | Molti diabetici raggiungono il livello minimo di invalidità con l'aiuto di associazioni, sindacati ecc. ecc.. |
Non conosco la tua esperienza, ma ti posso dire che esiste una Commissione Medica che valuta l'invalidità e per quanto riguarda qui a Padova, non è minimamente influenzata da Associazioni o Sindacati nell'esito della visita, viene applicata la legge.
Non è che siamo talmente abituati ad essere circondati da disonesti, che vedi tangenti e scandali vari ogni dove? Mi sembri un po' pessimista.
Piuttosto, a volte, soprattutto nel passato, si sono verificati problemi contrari: l'impossibilità del riconoscimento d'invalidità per atteggiamenti forse troppo severi, ma non si può far niente, a parte ricorrere al T.A.R. sulla decisione della Commissione, come organo investito di tale funzione giuridica.
Ti posso spiegare l'aiuto che dò io a chi me lo chiede, indicare la via e la conoscenza della normativa per l'effettuazione della pratica per il riconoscimento.
| Citazione: | ...per ognuno di questi soggetti che si piange addosso senza motivo (diabetici), altri dieci che desiderano superare il pregiudizio e la discriminazione, vedono vanificati i propri sforzi.
E' un processo autocastrativo. |
Ma hai frequentato il nostro sito? Hai letto nel nostro forum? Dove li vedi i soggetti che si piangono addosso? I ragazzi che si rivolgono a me per la richiesta d'invalidità, sono motivati e non si piangono addosso senza motivo... ed ogni caso è a sè... non fare di tutta un'erba un fascio.
La vedi molto male questa storia dell'invalidità e del collocamento mirato, dovresti fare una chicchierata con me e potrei farti vedere che le cose sono cambiate, rispetto al passato: anch'io la pensavo come te.
Se trovo materiale sul concetto attuale del problema, lo linko qui.
Fammi l'esempio in cui da persona diabeticia hai vanificato i tuoi sforzi. Dovresti conoscere un po' di persone che hanno l'invalidità, ma che per loro non è questo il biglietto da visita, l'alibi per essere compatiti. Non passano giorno che cercano di far capire con l'informazione corretta, che non dobbiamo essere discriminati.
Io posso farti il mio esempio... non sono mai stata discrimata.
Può capitare che siamo noi con i nostri atteggiamenti a portare a ciò. Posso solo aggiungere che ci possono essere rari casi di persone che discriminano (datori di lavoro), ma quelli sono irrecuperabili e bisognerebbe cambiargli la testa e ci sono diabetici che si piangono addosso, ma sono molto pochi. E' che siamo abituati a dare maggior peso alle notizie brutte invece che quelle belle... un'esempio è il telegiornale: fa più notizia una cosa brutta... e così i numeri sembrano tanti.
Il consiglio che posso darti, fai in modo di non essere discriminato e se ti è capitato, raccontacelo e denuncialo.
| Citazione: | | Le categorie protette devono essere lasciate a chi ha dei problemi seri, questa è la ratio della legge. |
Cosa intendi per problemi seri? Esistono le leggi e sono universali, quindi sono applicate a tutti ed esistono dei diritti soggettivi, i soggetti che rientrano nel diritto... o discrimini questo?
La scelta della richiesta dell'invalidità è un fatto personale e ognuno deve poter scegliere in libertà, perchè vuoi limitare questa libertà con la tua affermazione? E poi ti ricordo che non c'è un numero chiuso come in alcune facoltà universitarie... e poi ripeto, ogni caso è da valutare a sè e lo fa l'organo competente, la Commissione Medica.
Spero di essere riuscita a spiegare i miei pensieri e aggiungo che pochissimi dei ragazzi che frequentano questo sito hanno l'invalidità, io mi presto affinchè ci sia comunque l'informazione per la libertà di scelta.
Ciao
Paola |
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Paola Staff: Moderatore


Registrato: Oct 05, 2003 Messaggi: 2727
Di dove sono: Veneto Padova (PD)

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Vorrei precisare una cosa che val la pena sottolineare....
il diabete non è una malattia invalidante finchè si riesce a controllarla bene e ci si "limita" a iniezioni e controlli della glicemia.
Ben diverso è quando ci si trova a dover affrontare le sue complicanze che a volte portano all'invalidità più o meno severa.
Ciao
Paola |
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marco New


Registrato: May 26, 2006 Messaggi: 1
Di dove sono: ()

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Il linguaggio era un po' provocatorio, ma la sostanza non varia.
Con tutto il rispetto ed ammirazione per il vostro lavoro, trovo errata l'impostazione nell'affrontare la tematiche del diabete e del lavoro.
Non si può solo proporre il link al sito della provincia, che elenca le offerte di lavoro riservate agli invalidi civili.
Apprezzo la ricerca di un legale, spero che sia rivolta anche al contrasto di azioni di mobbing e discriminatorie purtroppo molto presenti.
La città ha nella propria storia recente, un prezioso patrimonio nella tutela degli individui. La tutela dell'individuo, il contrasto al mobbing e alla discriminazione non hanno colore, o meglio hanno tutti i colori come l'arcobaleno.
Bisogna guardare oltre le categorie protette.
Il progresso medico (autocontrollo, insulina "ultrarapida", microinfusore), hanno fatto migliorare la condizione di vita dei diabetici, in particolare la lucidità e la capacità di relazionarsi con gli altri.
La strada è segnata, stiamo meglio ed abbiamo maggiori ambizioni.
Ho torto?
MARCO |
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gattolin Frequentatore


Registrato: Mar 18, 2004 Messaggi: 57
Di dove sono: Veneto Este (PD)

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Ciao Marco, mi chiamo Claudio e abito a Este.
Ho letto il tuo messaggio, e con sincera verità mi sono sentito in dovere di rispondere alle tue affermazioni non troppo positive nei confronti delle associazioni, sindacati, link, ecc.. ecc..
Guarda, io penso proprio il contrario di quello che tu affermi, senza naturalmente polemizzare naturalmelte, in quanto sono proprio queste associazioni che difendono dignitosamente queste categorie.
Se non esistessero, non si avrebbe nessun supporto a difendere le proprie esigenze come quelle per i veri ammalati, per l'assistenza sanitaria, per i ticket medicinali, per le visite mediche legali, per l'andicap,
per il disabile e per i non autosufficienti, e per ultimo anche per il diritto al lavoro come dici tu.
Anch'io essendo diabetico con "gravi" conseguenze sono sulle categorie protette, ma sinceramente ne farei proprio a meno ed avere al contrario la salute e lavorare tranquillamente invece di restare disoccupato vita naturan durante, in quanto la legislatura mi ha dichiarato di non essere idoneo al lavoro.
Dicono che sono un soggetto pericoloso agli altri, mi vietano di lavorare, di girare, di guidare, anzi forse sono anche pazzo perchè mi hanno mandato da un psicologo però sono contento perchè sono protetto.
Capirai !!!
E quando hai questo titolo, possono esistere tutte le categorie protette che vuoi, vedrai che a questo punto non serve a nulla.
E ti sembra che siano le associazioni o i sindacati che mi abbiano attribuito queste sentenze !!!
Loro si prodigono fin troppo per difenderci da queste assurdità, e per quel che conosco io tanti di loro che ne fanno parte ci mettono del proprio a livello di volontariato.
Comunque non hai tutti i torti a dire che ci sono ingiustizie, ma queste sono solo dovute a fatti di opportunismo individuale, che ne aprofittano di qualsiasi evenienza, ma stà pur sicuro che queste persone sebbene hanno solo il "diploma" delle categorie protette, anche questa una via per accedere al lavoro, non fanno certo parte del sociale e tanto meno delle associazioni.
Auguri e dai che l'unione fa la forza, arriverà anche che un giorno ci sarà giustizia per tutti, forse.
Bay-bay. |
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Tuck Super Vip


Registrato: Mar 12, 2008 Messaggi: 671
Di dove sono: Trentino Alto Adige Riva Del Garda (TN)

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Ciao Marco, io ritengo che, perchè la prevenzione non sia solo un concetto astratto, sia necessario che le persone con diabete possano avere degli strumenti concreti (ore di permesso per visite mediche, per esempio); credo che la maggior parte delle persone con diabete si senta prima una persona e solo poi affetta da diabete. Purtroppo i problemi pratici ci sono: non bisogna piangersi addosso ma nemmeno far finta di non avere delle, chiamiamole necessità, particolari. Spero che anche altri siano d'accordo: non vogliamo piagnucolare ma chiedere serenamente ma con fermezza di poter stare il più a lungo possibile sani evitando complicanze. Un caro saluto
PS data l'attuale serietà e severità delle Commissioni di invalidità (almeno per quanto sento e vedo qui) è davvero difficile immaginare che ci possano essere dei falsi invalidi.[/b] |
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