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I DIRITTI DELLA CASSIERA e altri lavoratori con diabete
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 aldospano
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MessaggioInviato: 04-02-2009 10:57    Oggetto: I DIRITTI DELLA CASSIERA e altri lavoratori con diabete Voto: Rispondi citando

Elisabetta ha scritto:
aldospano ha scritto:

lo spunto è forte e anche il mio messaggio.
Sul lavoro, se per motivi legati al Diabete, creano ostacoli, fate quello che dovete fare lo stesso.

Se proibiscono di andare in bagno per fare un controllo, tirate fuori il glucometro e dite "ora misuro davanti a tutti ".

Come credete che reagirà la "filiera", dal capo, al sindacato, ai media ?
Il buffo è che preferiscono sapere che si sta un paio di giorni a casa, piuttosto che concedere 5 minuti.

Fermo restando quanto hai detto sulla cheto acidosi, cioè che non si deve aspettare di arrivare alla crisi.

Aldo Spanò[/i][/color]


>Forse quella cassiera temeva per il suo posto di lavoro: si sentono storie di licenzialmenti per molto meno......
Chi lavora per enti pubblici in questo senso è tutelato. Almeno finora, prima che la scure di Mr Brunetta si abbatta impetosa.
Ma io sono seriamente preoccupata in tal senso....
( Elisabetta. )



Non c'è motivo di preoccupazione in tal senso, nè per la cassiera nè per te che lavori in un ente pubblico.
In tanto Brunetta ha chiaramente battuto la sua scure sulle false malattie, tant'è che come per incanto, sembra che mezza Italia sia stata miracolata.

Il caso della cassiera è chiaro, da punto di vista legale.
Ha una invalidità del 50 %.
Ciò la pone in fascia protetta e in collocazione obbligatoria.

Intanto la legge n. 104 del 1992, definisce chiaramente i Diritti dell'Invalido, finalizzati all'assistenza.
Cito i permessi che si hanno, anche frazionati in ore singole:

18 ore mensili per i lavoratori di 36 ore settimanali in 6 giorni;
24 ore mensili per 40 ore settimanali in 5 giorni.

Il calcolo si fà mediante la seguente sormula:
ore settimanali / numero giorni alla settimana = ore mensili spettanti.

C'è ancora da aggiungere che, in ogni caso, aziende con un certo numero di dipendenti, vedi supermercato, hanno l'obbligo di assumere un certo numero di persone con diritto di collocazione obbligatoria, usufruendo di vari sgravi fiscali.
Pertanto non sussiste la preoccupazione del licenziamento di un lavoratore in fascia protetta.
Troppo complicato per un'azienda, sia per i meccanismi legali di protezione, sia perchè, in caso di esagerate vessazioni andrebbe a sbattere contro la "filiera" protettiva extra, sindacati e media.
Corruzione permettendo.... Indiavolato

Infine è dimostrato che il bisogno di normalità, spesso spinge i Diabetici a non usufruire delle protezioni disponibili e che nelle Aziende, pubbliche o private, spiegano un tasso di impegno più elevato.
Cosa piuttosto gradita, specialmente nel privato.
E ci sono migliaia di Dia /1 che rifiutano lo status di invalido civile.
Non entro nel merito della psicologia del rifiuto, anche se suggerisco di richiedere il riconoscimento.

Chiudo con una considerazione.
Ho preso per mano una nostra amica di viaggio, circa un anno e mezzo fa, agli esordi del suo Diabete /1.
Dopo circa 4 mesi si AUTOGESTIVA abbastanza soddisfacente.
Quando l'ho invitata a chiedere lo status di invalida civile, l'ho persa con questa risposta.

- Ma come, prima mi hai insegnato ad essere AUTOSUFFICIENTE e ora vuoi farmi "marcare" come invalida ?

Un caro "salute" a tutti.
Aldo Spanò

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 TomJoad
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MessaggioInviato: 04-02-2009 18:10    Oggetto: Bisogno di normalità e di coerenza Voto: Rispondi citando

Ehi Aldo..
bisogno di normalità e di coerenza... aggiungerei,

40 anni fà la nostra condizione, allora era si una malattia, non era di certo opportunamente trattata. Le complicanze inesorabili creavano difficoltà a svolgere qualsiasi lavoro se pensiamo un’attività lavorativa standard tipo la catena di montaggio (mi viene in mente Charlot in "Tempi Moderni"), per un db1 poteva voler dire una mancata assunzione o impossibilità a conservare il posto di lavoro.

Sistemarsi questo l'obiettivo: con una pensione di invalidità, con il posto fisso in posta, nello stato, al comune o in qualche ufficio piu' o meno imboscato risultavano di certo essere la soluzione alla problematica.

Del resto la legge riferimento dei diabetici la 115/87 (la nostra tavola) con i suoi 10 articoli già vent'anni fà... visto l'elevato impatto sociale tutelava e sensibilizzava tutti riguardo al problema ma già allora quasi a parare il cu..ore della sanità sentenziava...
// La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistico e per l’accesso ai posti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedano specifici, particolari requisiti attitudinali. //

Abbiamo troppi invalidi nel bel paese questo è risaputo.. e questo stato di cose come al solito si ritorce contro chi effettivamente ne ha davvero bisogno. Ritengo giusto accompagnare e tutelare i giovani db1 con questo status e questa forma di indennità ma deve essere di solo transito verso la maturità ma non deve essere un diritto acquisito.

Il paradosso è che la stessa 115 viene disattesa poichè sollecita le asl nel continuo indottrinamento riguardo l'autocontrollo, gli strumenti diagnostici quindi agli ausili e poi leggiamo che ogni regione calmiera e autoregolamenta a proprio piacimento le forniture ai db infischiandose della legge. Vedi il nostro Cold la Sicilia e la sua striscetta quotidiana.

Si certo chiedere opportunisticamente lo stato di invalido civile in certe realtà sociali puo' essere una tutela valida come strumento alternativo alla possibilità di vedersi discriminare o ricattare dai datori di lavoro o dalla società civile specie se il lavoro non ce l'hai...

Ma oggi giorno il diabetico è sempre meno invalidamente diabetico e sempre piu' valido diabeticamente...

Davvero interessante la tua riflessione...

Salutissimi
Occhiolino
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...tieni duro amico mio e abbi fede.. piu' avanti c'è una luce
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MessaggioInviato: 04-02-2009 22:26    Oggetto: Voto: Rispondi citando

beh io sarei interessato, davvero, all'approfondimento della questione;
-bisogno di normalità (vero! ma c'è anche chi dietro il diabete si nasconde...)
-opportunità del riconoscimento della invalidità (quali i benefici?)
- qualcuno ha voglia di raccontare le sue eventuali esperienze in merito?
ciao cari
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Kaos
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MessaggioInviato: 04-02-2009 23:59    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Il 46% di invalidità, che è la soglia minima per poter accedere al collocamento obbligatorio, non riconosce nessun altro tipo di beneficio. Per cui, una volta assunto a tempo indeterminato, puoi stracciare il certificato, o usarlo per accendere la stufa o rollare una canna.
La 104/92 , non a caso definita “legge quadro sull'handicap” non la si ottiene automaticamente con l'inserimento nelle categorie protette. Sarebbe troppo bello! Sono due cose distinte e separate.

Essa riguarda l'handicap ed è un riconoscimento sociale.

Ha un iter autonomo differente dall'invalidità e la commissione è diversa in quanto ne fanno parte, oltre ad un medico specialista nella malattia per la quale si richiede il riconoscimento dell'handicap, anche gli assistenti sociali.

Le agevolazioni traducibili in permessi di 18/24 ore al mese, vengono attribuite sulla base del 3° comma dell'art. 33 L.104/92 (handicap grave). Nulla a che vedere con il diritto al collocamento obbligatorio. Purtroppo, è ben difficile che un diabetico non colpito da complicanze, possa rientrare in questa fattispecie. Comunque fatevi un giro su google, troverete migliaia di pagine su tutto lo scibile riguardante la famigerata Legge 104/92.

Detto in soldoni: l'invalidità civile al 46% ti serve SOLO se sei disoccupato o vuoi cambiare lavoro, perché l'unico beneficio che dà è il collocamento obbligatorio.

La 104/92 3° comma serve per poter usufruire di 3 giorni al mese retribuiti che possono essere utilizzati per visite mediche. Questo è l'aspetto più importante, e non mi sembra che siano fuori luogo per un diabetico. Superfluo dire che quest'ultima è molto più difficile da conseguire.

Io, malato, assunto tramite liste speciali del collocamento, ora godo dello stesso trattamento dei colleghi sani, che vuol dire 3 giorni all'anno (sic!) di permessi da utilizzare per visite mediche. Li ho già fatti fuori solo nel mese di gennaio. Se io ho bisogno di altri giorni per girare ospedali, (e ne avrò) devo prendere ferie, mentre i miei colleghi le ferie le prendono per sciacquarsi le palle al mare.

A margine una considerazione: il discorso del non voler essere marchiati come invalidi o handicappati è un'ipocrisia e un falso problema. Questa maledetta malattia mi ha tolto tutto, se posso prendermi come risarcimento la milionesima parte di tutto quello che mi ha sottratto, IO non mi pongo nessuno scrupolo morale, e sono disposto a qualsiasi cosa, lecita o non lecita.

Non mi sento di rubare niente a nessuno se ho ottenuto uno straccio di lavoro attraverso l'inserimento nelle liste speciali del collocamento e sto intraprendendo l'iter per il conseguimento della L. 104, per lo meno ci provo. Sono disposto a farmela riconoscere anche attraverso il pagamento di tangenti e la produzione di attestazioni false, nessun problema. E' la malattia, fottutamente bastarda, a legittimarmi ad usare gli stessi mezzi scorretti.

Tutti i diabetici che hanno problemi di lavoro dovrebbero richiedere, invece, il riconoscimento dell'invalidità civile al 46%. È un dovere oltre che un diritto.

Kaos
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MessaggioInviato: 05-02-2009 20:55    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Kaos ha scritto:
sto intraprendendo l'iter per il conseguimento della L. 104, per lo meno ci provo. Kaos


Sono d'accordo praticamente su tutto...che vi/ci piaccia o no noi NON siamo "normali" con tutte le virgolette che volete metterci. Lo sapete meglio di me, ci costa lavoro/impegno/noia/fatica ecc ecc arrivare alla condizione che per gli altri è automatica, di avere un corpo che funzioni e quindi lavorare, amare, divertirsi.

Per quanto riguarda la 104 io ci ho provato non dopo la diagnosi di db ma 20 anni dopo, quando sono intervenute: sclerosi multipla, tiroidite autoimmune e altre magagne al fegato. La risposta?
Negato il riconoscimento di handicap grave perchè PERSISTE LA CAPACITA' DI DEAMBULARE! L'ho conservato, giusto xchè mi sa che a raccontarla non ci crederebbe nessuno! Triste

PS non dico che non ci siano i finti malati ma, purtroppo, ci sono anche quelli realmente malati negli enti pubblici che non sono "guariti magicamente", ma che semplicemente non possono permettersi le decurtazioni di stipendio e si prendono ferie.
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MessaggioInviato: 06-02-2009 12:20    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Non voglio entrare nelle questioni psicologiche, ma aggiungere alcune riflessioni.

Checchè se ne possa dire, il Diabete NON E' una malattia cronica come le altre.
Senza voler inseguire la bandiera dei più sfigati, il sordo non sente, il cieco non vede, ma sono persone sane, come in tanti altri casi.
Nè voglio innescare una guerra fra poveri.
Sicuramente ci sono malattie molto serie.

Ma quasi tutte le patologie , prendi la compressina, fai la punturina, e poi continui a fare la tua vita, senza il coinvolgimento che hanno i Dia, in ogni azione della loro vita e per 24 ore al giorno.
Il nostro rapporto col cibo, motivazione fondamentale dei viventi, è una continua frustrazione. Tutti i giorni, per tutto il giorno.
La vetrina di una pasticceria sembra il paese dellle meraviglie.
Facciamo visite, file, analisi, 4, 5, 6, 10 volte all'anno e per la patente ogni volta è una via crucis.
Ci buchiamo le dita e la pancia una decina di volte al giorno.
Viviamo e dormiamo con un occhio solo e con l'altro impegnato a fare la guardia alle ipo.

Ora mi chiedo, se la legge lo permette, perchè non usufruire delle agevolazioni previste, compresa invalidità ?
Cosa aggiungerebbe o toglierebbe alla nostra quotidianità ?

Dulcis in fundo, non ho fatto pratica di riconoscimento di invalidità. Cattivo o pazzo

Non per freni psicologici, ma per errata valutazione delle cose della vita.
Sentirmi immortale è una delle mie prerogative.
Come tanti.

Ma nella realtà si cambia e che ci piaccia o no, quello che a 30 anni sembrava niente, come sarà a 50, 60, 65 anni, tutto i complesso della Sanità, delle risorse finanziarie, della pensione, dei figli sui quali potremmo pesare parecchio, specialmente quando anche loro dovranno dedicarsi alle loro famiglie ?
E a 75, se ci arriviamo ?

Un caro augurio a tutti.
Aldo Spanò

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Mirko
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MessaggioInviato: 06-02-2009 14:15    Oggetto: Voto: Rispondi citando

aldospano ha scritto:

Checchè se ne possa dire, il Diabete NON E' una malattia cronica come le altre.
Senza voler inseguire la bandiera dei più sfigati, il sordo non sente, il cieco non vede, ma sono persone sane, come in tanti altri casi.
Nè voglio innescare una guerra fra poveri.
Sicuramente ci sono malattie molto serie.


io credo che ogni patologia cronica o handicap abbia delle sue specifiche caratteristiche, che solo chi ha la sfortuna di viverle può comprendere fino in fondo....non so come la prenderebbe un cieco se qualcuno gli dicesse "beh', a parte che sei sempre al buio, per il resto sei sano..."

è vero, noi db abbiamo un rapporto tutto particolare con il cibo, ma un cieco potrebbe dire che per lui andare in bicicletta è tutt'altro che un fatto naturale, come invece può esserlo per noi... che per lui rapportarsi con lo spazio fisico che gli sta attorno non è naturale come lo è ad esempio per un diabetico...quindi sì, sul serio, non alziamo la bandiera dei più sfigati, lo siamo nella media di chi ha una patologia cronica, con cui deve convivere sempre 24h su 24 per 365 giorni all'anno..

quanto all'invalidità, io non l'ho chiesta per freni psicologici (e poi perchè sono libero professionista, quindi non so quali vantaggi effettivi potrebbe portarmi), perchè da bambino mi sono sentito dire "poverino, così piccolo e hai già il diabete" un numero infinito di volte..e forse, per questo motivo, ho sempre sentito l'impulso di dimostrare agli altri - e soprattutto a me stesso - che fisicamente ero sano e integro come tutti i miei coetanei, anche se dovevo farmi tutti i giorni l'insulina, e che potevo fare tutto quello che facevano loro!...certo, se un domani dovessero insorgere complicanze, probabilmente la richiederei; ma non ho intenzione di fasciarmi la testa prima di essermela rotta..mi auguro solo di trovare la forza per affrontare - eventualmente - anche le complicanze.

Ciao Occhiolino
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 aldospano
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MessaggioInviato: 06-02-2009 14:58    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Come ho detto,
non è una guerra fra poveri, nè un inseguimento del pennacchio del più sfortunato.

Ma un invito alla valutazione seria delle opportunità offerte dalla legge.

Aldo Spanò

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MessaggioInviato: 06-02-2009 15:36    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Mi ci metto anch'io, e vi chiedo scusa se lo faccio, perche' come sapete non sono io ad essere diabetico, bensi' purtroppo mio figlio, e vi giuro che metterei la firma ovunque fosse possibile per scambiarmi la patologia con lui. Non mi sento per nulla immortale, anzi sono perfettamente consapevole del fatto che ho gia' da tempo fatto il mio giro di boa, ho avuto tanto dalla vita, e sono pronto a lasciare ai miei piu' cari giovani amici il posto; figuratevi se non farei carte false per fare la staffetta con mio figlio. Vabbe', sempre per via di guerra tra poveri, molti nostri amici sono db4 (=db1+db3), e quindi non ho neppure il diritto di piangermi addosso...

Per rientrare in tema (senno' Aldo mi sgrida) volevo comunque dire che sono in perfetta assonanza con quel che dice Mirko. La penso esattamente come lui. Penso che la patologia diabetica sia estremamente "scomoda", terribilmente seria da un punto di vista medico, e con l'invalidante regalino che ci sta sopra la testa delle complicanze, contro le quali, sotto forma reale o di fantasma, combattiamo per una vita intera. Tuttavia questa patologia ci consente di fare una vita senza privazioni: possiamo affrontare qualunque attivita' fisica, neppure lo sport estremo - per chi ne ha il fegato - ci e' veramente proibito. E non venitemi a dire che il cibo "proibito" e' una vera rinuncia: al contrario, e' una scelta salutista che tutti dovrebbero fare! Per il loro bene!

Io ho avuto la grandissima fortuna di poter spendere gran parte della mia vita per una cosa che amo immensamente: lo studio. La mia attivita' sarebbe impossibile se non potessi leggere, scrivere, graficare, mettere per iscritto in modo sequenzialmente non banale tante piccole idee nuove che solo nel concerto della loro multipla complessita' possono prendere forma. Vivo immerso in un caos di appunti presi in ogni dove ed in ogni quando. Mi son trovato, in un paio di occasioni, a dover riportare "in bella" dei conti che avevo scritto in un momento di pace, sulla carta igienica. Mi chiedo: cosa avrei potuto fare se fossi non vedente? Nulla, assolutamente nulla. Non avrei mai realizzato un sogno di vita.
Allo stesso modo credo fermamente che mio figlio, per il fatto di essere db1, potra' comunque concedersi "il lusso" di dedicare la sua vita ad ogni fondata passione egli avra', senza limitazioni. E questo secondo me fa si' che la nostra malattia, terribilmente seria e che ci richiede ogni santo giorno un'infinita pazienza ed energia alla quale mai possiamo venir meno, purtuttavia non ci rende mai invalidi.

Scusate lo sbrodolone, sembrera' un po' ingenuo quanto ho scritto, ma vi assicuro che ho parlato col cuore....

papa' Ric
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MessaggioInviato: 06-02-2009 16:05    Oggetto: Voto: Rispondi citando

riccardo_pd ha scritto:
Tuttavia questa patologia ci consente di fare una vita senza privazioni. E non venitemi a dire che il cibo "proibito" e' una vera rinuncia: al contrario, e' una scelta salutista che tutti dovrebbero fare! Per il loro bene!


Se permetti.

La vita di un diabetico è una sequela di privazioni: per fare tutto quello che fa una persona sana il diabetico deve mantenere un equilibrio metabolico che può essere raggiunto (se viene raggiunto) a prezzo, come minimo, di grande lavoro. Se ho voglia di fare un giro in bici io non posso semplicemente prender su e andare ma...come è la glicemia? Cosa ho mangiato? Ho magari il ciclo che mi influenza la glicemia? E' caldo? E' freddo? In quale zona ho fatto l'insulina? Solo per parlare delle stupidaggini

Per quanto riguarda il fatto che un diabetico deve soltanto fare una dieta che tutti dovrebbero fare, perchè più sana, mi piacerebbe decidere io quando mangiar sano.

In quanto alla tua passione: perchè se fossi non vedente non avresti potuto fare niente? Certo sarebbe stato ENORMEMENTE più difficile, ma la passione è passione...Vedere per esempio
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Tagliaferri uno scultore, cieco
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Detto questo è ovvio che neanche io scambierei una sedia a rotelle con le mie quattro iniezioni di insulina al giorno!!

Ciao Daniela
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MessaggioInviato: 06-02-2009 18:40    Oggetto: Re: Bisogno di normalità e di coerenza Voto: Rispondi citando

Sono fondamentalmente d'accordo con TomJoad quando dice che ...:

TomJoad ha scritto:
40 anni fà la nostra condizione, allora era si una malattia, non era di certo opportunamente trattata. Le complicanze inesorabili creavano difficoltà a svolgere qualsiasi lavoro.

Del resto la legge riferimento dei diabetici la 115/87 già vent'anni fà.. sentenziava... // La malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per la iscrizione nelle scuole di ogni ordine e grado, per lo svolgimento di attività sportive a carattere non agonistico e per l'accesso ai posti di lavoro pubblico e privato, salvo i casi per i quali si richiedano specifici, particolari requisiti attitudinali. //


Ma non per una questione politica sui troppi invalidi anzi, nè per una preoccupazione alle casse dello Stato; semplicemente penso che in presenza di un diabete non complicato, ognuno di noi possa svolgere la maggior parte delle attività lavorative.

In fondo la nostra necessità quotidiana qual'è? Assentarci pochi minuti di tanto in tanto per controllare la situazione. E a meno che non si abbia un lavoro con ritmi particolarmente serrati (ad esempio proprio una cassiera all'ora di punta o un operaio alla catena di montaggio), credo che in ogni tipo di lavoro sia possibile farlo senza la minima compromissione della prestazione lavorativa.
Un fumatore non fa forse lo stesso? E chi gli ha mai negato il diritto di uscire per 5 minuti a fumare? E se noi, anzichè fumare, facciamo un check della glicemia o facciamo uno spuntino, che differenza fa?

Per quanto mi riguarda, chiedere l'invalidità finchè mi trovo in condizioni di "normale gestione" del diabete, servirebbe solo ad accrescere un mio stato di frustrazione.
Ma a quanto leggo la maggior parte di noi non l'ha chiesta: nè Mirko, nè Tuck fino a qualche tempo fa, e nemmeno lo stesso Aldo, il quale consigliava alla sua amica di usufruire dei benefici di legge.
E penso sia perchè ognuno di noi, non importa se si senta immortale o meno, ma sicuramente vuole sentirsi normale.
E allora perchè toglierci questa illusione e questo importante supporto psicologico finchè le forze ci consentono di essere produttivi esattamente come gli altri?
Questo ovviamente è il mio sentire.

Ma poter chiedere l'invalidità deve comunque restare un diritto sacrosanto di cui, grazie a dio, ancora possiamo avvalerci, così come sacrosanto è il dovere dello Stato di tutelare la salute dei suoi cittadini, soprattutto dei più deboli.

E ciò è fondamentale soprattutto nel momento in cui insorgono le complicanze o altre patologie "accessorie"; allora sì è fondamentale poter usufruire di quei benefici che la legge (ancora, ma non si sa fino a quando, con l'aria che tira....ehehe Molto felice ) ci mette a disposizione. Perchè è in quel momento che diventiamo veramente una categoria "debole" che ha bisogno di essere tutelata.

Ciò comunque non nega quanto detto da Tuck; e che personalmente sottoscrivo al 100%.
Tuck ha scritto:
La vita di un diabetico è una sequela di privazioni: per fare tutto quello che fa una persona sana il diabetico deve mantenere un equilibrio metabolico che può essere raggiunto (se viene raggiunto) a prezzo, come minimo, di grande lavoro.


La nostra è una vita veramente faticosa ; fatta di sacrifici e rinunce; stancante e snervante nella sua lotta quotidiana, che un non diabetico probabilmente nemmeno si rende conto, perchè dal di fuori probabilmente non percepisce lo stress che accompagna ogni nostro gesto.

Proprio un mese fa mi sono trovata a scrivere questa cosa sul mio diario:
"Se avessi una lampada di aladino che desiderio esprimerei per il nuovo anno? Ehehehe risposta scontata!!
Ma è inutile chiedere ciò che sai già non potrai mai più avere!!
Invece.....se proprio potessi sognare, chiederei di essere libera per due mesi.
Libera di poter fare tutte le cose, senza dover sempre prevedere e calcolare e pianificare in anticipo ogni mio passo.
Semplicemente farle. Così.
Senza i soliti salti mortali per fare ciò che gli altri fanno senza nemmeno pensarci.
Due mesi. Soltanto due."
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Paola
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MessaggioInviato: 06-02-2009 19:55    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Ho letto con molto interesse i vostri interventi... tutti veri... capisco e comprendo tutto quello che avete esposto... sono tutte situazioni... molteplici che fanno capire che il diabete non è unico... è una "cosa" che colpisce in modo diverso ognuno di noi... in un modo ora e diverso un domani e che soprattutto viene vissuto in modo diverso da ognuno di noi.
Ognuno di noi "certifica" sulla sua pelle, cosa significa avere il diabete e convivere con esso e noi tutti cerchiamo di farlo in modo di mantenere il più possibile la normalità e per questo non è giusto essere giudicati o giudicare, ma non parlo di quelli che hanno scritto qui nel forum, mi riferisco ad altri episodi passati o chi lo pensa e non lo scrive Occhiolino
Ci sono delle leggi che difficilmente si viene a sapere che esistono perchè l'argomento handicap/invalidità se si può si evita Occhiolino
Ogni volta che ne parliamo in questo forum, ne resto contenta perchè è un mattone in meno sul muro della disinformazione e io credo moltissimo nell'informazione, ma soprattutto nel libero arbitrio, nella libertà di scelta che ognuno ha il diritto di avere, diritto che non può essere esercitato se manca l'informazione.
Vorrei fare però alcune precisazioni sulle vostre parole...

    "Intanto la legge n. 104 del 1992, definisce chiaramente i Diritti dell'Invalido, finalizzati all'assistenza. Cito i permessi che si hanno, anche frazionati in ore singole:
    18 ore mensili per i lavoratori di 36 ore settimanali in 6 giorni;
    24 ore mensili per 40 ore settimanali in 5 giorni.
    ..."

Parlando di lavoratore con diabete, purtroppo questi permessi non sono automatici e sono solo per chi ha ottenuto lo stato di portatore di handicap in situazione di gravità secondo l'art. 3, 3° comma, e lo si vede sul verbale della Commissione Medica, rilasciato su richiesta di riconoscimento della Legge 104/92, richiesta che può avvenire solo dopo l'accertamento dell'invalidità civile.
In questa
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Inps
[/url], viene chiarito.

    "C'è ancora da aggiungere che, in ogni caso, aziende con un certo numero di dipendenti, vedi supermercato, hanno l'obbligo di assumere un certo numero di persone con diritto di collocazione obbligatoria, usufruendo di vari sgravi fiscali."

Diritto al lavoro per le persone disabili. Aziende, partiti politici, organizzazioni sindacali e sociali, enti no-profit, Pubbliche Amministrazioni, hanno l'obbligo di collocamento di persone disabili, secondo la Legge 68/99 e s.m. Il numero varia a seconda della dimensione della ditta:
- n. 1 lavoratore, se l'organico è tra i 15 e i 35 dipendenti
- n. 2 lavoratori, se l'organico è tra le 36 e le 50 unità
- 7% dei dipendenti, se la Ditta o l'Ente occupa più di 50 dipendenti
Ci sono rimborsi spese e sgravi fiscali per il datore di lavoro, che variano in base alla percentuale d'invalidità: maggiore la percentuale d'invalidità, maggiori sono gli sgravi fiscali.
Non tutte le aziende hanno fatto le assunzioni che dovrebbero, perchè possono beneficiare, su richiesta, dell'esonero parziale, pagando un contributo.
Oltre alla Legge 68/99 e s.m., ci sono leggi regionali che ne ampliano e regolamentano vari aspetti. Altre info le trovate qui sul sito della
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vale63
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MessaggioInviato: 06-02-2009 23:41    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Io per tanti anni non ho saputo che avrei potuto chiedere l'invalidità, né sapevo niente della legge 104 Scioccato .
In questo senso ha ragionissima Paola quando dice dell'importanza dell'informazione...
Sicuramente ci sono delle motivazioni a favore, ed altre contro l'effettuazione di una richiesta in tal senso.
Quello che penso dia fastidio a tanti di noi è l'eventuale etichetta di “invalido”che ci verrebbe assegnata, quando lottiamo ogni giorno per avere una vita il più possibile normale.
Vero è però che, come dice Tuck, la nostra esistenza è oggettivamente più complessa e più faticosa di quella di una persona sana e che per cercare di mantenere o raggiungere un livello accettabile di benessere, dobbiamo sottoporci a numerosi controlli.

Allora, questa sarebbe la cosa che dovrebbe esserci garantita:
la possibilità di curarci adeguatamente e di svolgere un lavoro che non contrasti con i ritmi della nostra patologia!
Fatta salva questa possibilità, io, diabetica, posso rendere più e meglio di altri.

Ci sto riflettendo in questo momento, stimolata dai vostri spunti:
perché una persona deve trovarsi in una situazione di handicap grave per poter usufruire di tre giorni di permesso al mese al fine di sottoporsi con tranquillità a visite ed esami o per avere una sede di lavoro non disagiata? Cattivo o pazzo
Non sarebbe meglio concedere ai diabetici questa possibilità, in modo da evitare che si instauri l'handicap grave, con ulteriori aggravi di costi sulla comunità?
Sebbene questo non sia il momento migliore, visto il clima politico e la crisi economica , potrebbe essere una proposta di legge da suggerire alle Associazioni, in un'ottica di prevenzione delle complicanze.
Che ne dite? Sto sognando Confuso ?

Ciao a tutti

Valentina
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Tuck
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MessaggioInviato: 07-02-2009 07:55    Oggetto: Voto: Rispondi citando

vale63 ha scritto:
Io per tanti anni non ho saputo che avrei potuto chiedere l'invalidità


Idem, infatti il concorso che ho fatto nel 2000 e sulla base del quale mi hanno assunta era un concorso pubblico e non per appartenenti a categorie protette (anche se, x quel che mi riguarda trovo assolutamente legittimo, x chi volesse, seguire questa strada).


vale63 ha scritto:
Quello che penso dia fastidio a tanti di noi è l'eventuale etichetta di “invalido”che ci verrebbe assegnata, quando lottiamo ogni giorno per avere una vita il più possibile normale.


Di sicuro.

Quello che mi fa imbestialire è la duplicità di trattamento, due pesi due misure. Se lo Stato mi "concede" il rinnovo della patente per soli 5 anni (e già mi pare che in Trentino vada bene) pur in assenza completa di complicanze, per il solo fatto che sono diabetica, io deduco che mi considera MENO o comunque DIVERSA da una persona sana.
Se lo stesso Stato poi, quando si tratta di concedermi la possibilità di fare visite per perseguire la tanto auspicata prevenzione, aumentandomi i permessi per visita medica, mi risponde picche io deduco che mi considera UGUALE ad una persona che, al massimo, va dal dentista e dal suo medico di base per un'influenza una volta all'anno.
Naturalmente si tratta di rastrellare soldi ma farlo sempre sulla nostra pelle, almeno a me, comincia a fare male. Molto.
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felicipochi
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MessaggioInviato: 17-09-2009 16:20    Oggetto: Voto: Rispondi citando

ritiro su questo post per far sapere quanto sono incaxxata!! niente 104 e invalidità 55%

La mia azienda mi mette a disposizione 3 ore al mese per visita medica e basta!! Ho finito le ferie ed i permessi (visto che al 50% sono imposti) e quindi ad ottobre come ci vado al Centro Diabetologico??? E' tutto assurdo!! Non ci posso credere! Sono NERAAAAAAAAAA!! Cattivo o pazzo Cattivo o pazzo Cattivo o pazzo
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