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Rischio di coma diabetico?

 
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Paola
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MessaggioInviato: 02-02-2009 14:32    Oggetto: Rischio di coma diabetico? Voto: Rispondi citando

Citazione:
Le negano il permesso per andare in bagno cassiera finisce in ospedale
"L'episodio è accaduto nel supermercato Gs in viale Monza a Milano. La Filcams-Cgil: "C'è un grosso disagio dei lavoratori dei supermercati, dove spesso le condizioni problematiche non vengono trattate in modo adeguato"
La cassiera di un supermercato, malata di diabete e ipertensione, aveva chiesto di andare in bagno perchè si sentiva male, ma il permesso le è stato negato dalla sua responsabile.
La donna ha avuto un malore ed è stata portata al pronto soccorso, da dove è uscita con una prognosi di dieci giorni. Pochi giorni dopo il fatto, avvenuto il 26 gennaio nel supermercato Gs in viale Monza a Milano, la donna, 58 anni, si è rivolta alla Filcams-Cgil, che ha reso nota la vicenda.

"Ho un'invalidità del 50 per cento perchè soffro di ipertensione, attacchi di panico e ho il diabete alto - racconta la cassiera - tanto che non sono idonea a stare sempre alle casse. Quando ho chiesto alla mia responsabile di alzarmi per andare in bagno, lei mi ha negato il permesso, ma io mi sono alzata lo stesso, poi mi sono misurata il diabete ed era talmente alto che mi sono sentita male e sono svenuta". Portata in ambulanza alla Santa Rita, la signora è rimasta in osservazione tutto il giorno: "Al pronto soccorso mi hanno detto che ho rischiato il coma diabetico, per questo ho denunciato ai carabinieri la mia responsabile".

Il direttore della filiale Gs di viale Monza non ha voluto commentare la vicenda. "Il malore della cassiera del Gs ricorda da vicino - fa notare Rabrizio Russo, funzionario della Filcams-Cgil di Milano - il caso della dipendente dell' Esselunga di Milano che lo scorso febbraio aveva denunciato di essersi urinata addosso perchè non le era stato data la possibilità di andare in bagno". Il problema non si limita a questi due casi: "C'è un grosso disagio dei lavoratori dei supermercati, dove spesso le condizioni problematiche - denuncia Russo - non vengono trattate in modo adeguato".
Fonte: Repubblica Milano.it - 30/01/2009


Era già successa una cosa simile in un altro supermercato mesi fa, ma non mi sembra fosse una donna diabetica, quindi il problema delle cassiere è proprio generale.

Colgo l'occasione per dire che, per quanto riguarda noi, gli insulinodipendenti, non voglio fare allarmismi, ma se vi sentite poco bene da tre giorni, con glicemie alte da tre giorni e malessere, nausea e vomito... andate subito al pronto soccorso.. possono essere i sintomi di una chetoacidosi che se non trattata, porta al coma diabetico.
Ma questo, dovrebbero avervelo già detto parlando di chetoacidosi
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 aldospano
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MessaggioInviato: 03-02-2009 10:01    Oggetto: Re: Rischio di coma diabetico? Voto: Rispondi citando

Paola ha scritto:
Citazione:
Le negano il permesso per andare in bagno cassiera finisce in ospedale
"L'episodio è accaduto nel supermercato Gs in viale Monza a Milano. La Filcams-Cgil: "C'è un grosso disagio dei lavoratori dei supermercati, dove spesso le condizioni problematiche non vengono trattate in modo adeguato"
La cassiera di un supermercato, malata di diabete e ipertensione, aveva chiesto di andare in bagno perchè si sentiva male, ma il permesso le è stato negato dalla sua responsabile.
La donna ha avuto un malore ed è stata portata al pronto soccorso, da dove è uscita con una prognosi di dieci giorni. Pochi giorni dopo il fatto, avvenuto il 26 gennaio nel supermercato Gs in viale Monza a Milano, la donna, 58 anni, si è rivolta alla Filcams-Cgil, che ha reso nota la vicenda.

"Ho un'invalidità del 50 per cento perchè soffro di ipertensione, attacchi di panico e ho il diabete alto - racconta la cassiera - tanto che non sono idonea a stare sempre alle casse. Quando ho chiesto alla mia responsabile di alzarmi per andare in bagno, lei mi ha negato il permesso, ma io mi sono alzata lo stesso, poi mi sono misurata il diabete ed era talmente alto che mi sono sentita male e sono svenuta". Portata in ambulanza alla Santa Rita, la signora è rimasta in osservazione tutto il giorno: "Al pronto soccorso mi hanno detto che ho rischiato il coma diabetico, per questo ho denunciato ai carabinieri la mia responsabile".

Il direttore della filiale Gs di viale Monza non ha voluto commentare la vicenda. "Il malore della cassiera del Gs ricorda da vicino - fa notare Rabrizio Russo, funzionario della Filcams-Cgil di Milano - il caso della dipendente dell' Esselunga di Milano che lo scorso febbraio aveva denunciato di essersi urinata addosso perchè non le era stato data la possibilità di andare in bagno". Il problema non si limita a questi due casi: "C'è un grosso disagio dei lavoratori dei supermercati, dove spesso le condizioni problematiche - denuncia Russo - non vengono trattate in modo adeguato".
Fonte: Repubblica Milano.it - 30/01/2009


Era già successa una cosa simile in un altro supermercato mesi fa, ma non mi sembra fosse una donna diabetica, quindi il problema delle cassiere è proprio generale.

Colgo l'occasione per dire che, per quanto riguarda noi, gli insulinodipendenti, non voglio fare allarmismi, ma se vi sentite poco bene da tre giorni, con glicemie alte da tre giorni e malessere, nausea e vomito... andate subito al pronto soccorso.. possono essere i sintomi di una chetoacidosi che se non trattata, porta al coma diabetico.
Ma questo, dovrebbero avervelo già detto parlando di chetoacidosi


Cara Paola,
lo spunto è forte e anche il mio messaggio.
Sul lavoro, se per motivi legati al Diabete, creano ostacoli, fate quello che dovete fare lo stesso.

Se proibiscono di andare in bagno per fare un controllo, tirate fuori il glucometro e dite "ora misuro davanti a tutti ".

Come credete che reagirà la "filiera", dal capo, al sindacato, ai media ?
Il buffo è che preferiscono sapere che si sta un paio di giorni a casa, piuttosto che concedere 5 minuti.

Fermo restando quanto hai detto sulla cheto acidosi, cioè che non si deve aspettare di arrivare alla crisi.

Aldo Spanò

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Elisabetta
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MessaggioInviato: 03-02-2009 17:58    Oggetto: Re: Rischio di coma diabetico? Voto: Rispondi citando

aldospano ha scritto:

lo spunto è forte e anche il mio messaggio.
Sul lavoro, se per motivi legati al Diabete, creano ostacoli, fate quello che dovete fare lo stesso.

Se proibiscono di andare in bagno per fare un controllo, tirate fuori il glucometro e dite "ora misuro davanti a tutti ".

Come credete che reagirà la "filiera", dal capo, al sindacato, ai media ?
Il buffo è che preferiscono sapere che si sta un paio di giorni a casa, piuttosto che concedere 5 minuti.

Fermo restando quanto hai detto sulla cheto acidosi, cioè che non si deve aspettare di arrivare alla crisi.

Aldo Spanò[/i][/color]


Purtroppo il mondo del lavoro oggi come oggi è crudele e la produttività ha la priorità su tutto, anche sulla salute dei dipendenti.
Forse quella cassiera temeva per il suo posto di lavoro: si sentono storie di licenzialmenti per molto meno; a volte basta un qualsiasi atteggiamento che nuoccia o in qualche modo minacci una certa immagine dell'azienda a farlo scattare.
Chi lavora per enti pubblici in questo senso è tutelato. Almeno finora, prima che la scure di Mr Brunetta si abbatta impetosa.
Ma io sono seriamente preoccupata in tal senso.

Se penso che, in caso di malattia, mi toglie le indennità di stipendio, lo fulminerei.
"Come? Sto male e mi togli pure i soldi per curarmi????"

Non mi stupirei se domani cominciasse ad insinuare la possibilità di licenziamento in caso di riduzione della produttività che ne so... a causa del tempo necessario per fare un check della glicemia....

Alla stessa maniera per il gestore di quel supermercato era meglio che la cassiera restasse a casa in malattia, perchè quello è un diritto sindacale contro cui il datore nulla può, piuttosto che risultasse poco produttiva all'ora di punta.

Forse lei non pensava che si sarebbe sentita male ed ha stretto i denti a suo discapito.

Ma io dico una cosa: ha fatto benissimo a denunciare la cosa ai sindacati.
Noi diabetici non possiamo farci intimorire dai ricatti produttivi e piuttosto che sentirci male noi, dobbiamo mollare tutto e tutti.
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MessaggioInviato: 03-02-2009 20:55    Oggetto: Re: Rischio di coma diabetico? Voto: Rispondi citando

Elisabetta ha scritto:
Se penso che, in caso di malattia, mi toglie le indennità di stipendio, lo fulminerei.
"Come? Sto male e mi togli pure i soldi per curarmi????"


In alcuni enti pubblici sono uscite circolari in merito....In caso di malattia del dipendente si erogano solo le voci dello stipendio base, per i primi 10 giorni; la decurtazione invece non si applica se l'assenza è dovuta a malattie che necessitano di terapie salvavita (quindi anche il diabete insulinodipendente). Detto questo, l'assenza deve essere direttamente dipendente dalla patologia: altrimenti la decurtazione si applica. Forse si potrebbe sostenere che, per un diabetico, un'influenza va ad incidere sul controllo metabolico e quindi è collegata alla patologia che richiede il salvavita, ma io non mi fiderei molto.....
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MessaggioInviato: 04-02-2009 01:56    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Purtroppo il diabete insulinodipendente non è considerato malattia che richieda terapia salvavita da molte ASL (che devono appunto certificare questa condizione)...quindi diabetico/a = soggetto a decurtazione ogni volta che si assenta anche nel caso di visita specialistica o per controlli arrabbiato
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MessaggioInviato: 04-02-2009 11:16    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Tuck... lavori in un ente pubblico?
Rispondimi qui o via pm se preferisci Occhiolino
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MessaggioInviato: 04-02-2009 17:51    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Sì io lavoro all'INPS...ho chiesto un appuntamento al nostro dirigente medico in quanto è lui che in caso di malattia appone il visto sul certificato evitando la decurtazione. La nota che dicevo è recente (non ricordo la data precisa). Peraltro è uscita oggi un'altra nota dove si equiparano (FINALMENTE) il day service ambulatoriale al day-hospital e day-surgery. Che la terapia insulinica non sia salvavita non sta nè in cielo nè in terra: che lo dicano addirittura delle ASL è francamente inqualificabile. Quando noi si va all'estero ci fanno proprio le ASL un certificato con scritto che la terapia insulinica è salvavita e non deve essere MAI per nessun motivo sospesa....più di così! Mah!! Confuso Triste
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MessaggioInviato: 04-02-2009 18:37    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Tuck ha scritto:
Sì io lavoro all'INPS...ho chiesto un appuntamento al nostro dirigente medico in quanto è lui che in caso di malattia appone il visto sul certificato evitando la decurtazione. La nota che dicevo è recente (non ricordo la data precisa). Peraltro è uscita oggi un'altra nota dove si equiparano (FINALMENTE) il day service ambulatoriale al day-hospital e day-surgery. Che la terapia insulinica non sia salvavita non sta nè in cielo nè in terra: che lo dicano addirittura delle ASL è francamente inqualificabile. Quando noi si va all'estero ci fanno proprio le ASL un certificato con scritto che la terapia insulinica è salvavita e non deve essere MAI per nessun motivo sospesa....più di così! Mah!! Confuso Triste


Infatti!! Indiavolato Indiavolato Indiavolato

In ogni caso noi diabetici siamo un pò più delicati; spesso soggetti a magagne e magagnette o incidenti di percorso che non avranno nulla a che fare col pericolo di vita in senso stretto, come ad es l'andare in coma (che grazie a dio oggigiorno capita in casi rari), ma che comunque ti richiedono un pò più di attenzioni e ti possono condizionare la qualità della vita se non ci stai dietro....

E allora io mi chiedo: è giusto che per colpire i lavativi si debba andare contro un diritto costituzionale che è il diritto alla salute, cioè colpire i più deboli?. E soprattutto: è giusto che questo provvedimento venga applicato in modo discriminatorio solo a una parte dei lavoratori, cioè ai dipendenti pubblici?


Io amo il mio lavoro e se sto a casa - forse anche per una specie di spirito di rivalsa nel non sentirmi meno performante degli altri - significa che sto proprio male...
Ma sentirmi colpita come fosse una mia colpa francamente non mi va giù!!

arrabbiato arrabbiato arrabbiato
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MessaggioInviato: 04-02-2009 19:26    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Elisabetta ha scritto:
E soprattutto: è giusto che questo provvedimento venga applicato in modo discriminatorio solo a una parte dei lavoratori, cioè ai dipendenti pubblici?

Guarda, io sarò pessimista ma secondo me questi provvedimenti verso i dipendenti pubblici sono solo il grimaldello per scardinare un diritto che credevamo ormai sancito e cioè quello della tutela dei lavoratori salariati malati. Al Senato c'è una proposta per uniformare il trattamento tra dipendenti pubblici e privati, in materia di reperibilità, per esempio. Questa iniziativa è stata salutata positivamente da alcuni, i quali pensavano che si intendesse ritornare alla reperibilità 10-12 e 17-19 anche per i dipendenti pubblici. La mia OPINIONE PERSONALE è invece che si voglia estendere la reperibilità per tutti i dipendenti...solo per fare un esempio. Confuso Scioccato
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MessaggioInviato: 04-02-2009 19:43    Oggetto: Voto: Rispondi citando

Tuck ha scritto:
Guarda, io sarò pessimista ma secondo me questi provvedimenti verso i dipendenti pubblici sono solo il grimaldello per scardinare un diritto che credevamo ormai sancito e cioè quello della tutela dei lavoratori salariati malati.


Infatti è proprio quello che temo anch'io!! Ed è per questo che sono seriamente preoccupata che prima o poi possa scattare anche l'eventuale possibilità di licenziamento in caso di ridotta produttività. E secondo me era ciò che temeva anche di quella cassiera.
Ma chi la decide la ridotta produttività? Assentarsi 10 min è ridotta produttività?

Tuck ha scritto:
Senato c'è una proposta per uniformare il trattamento tra dipendenti pubblici e privati, in materia di reperibilità, per esempio. Questa iniziativa è stata salutata positivamente da alcuni, i quali pensavano che si intendesse ritornare alla reperibilità 10-12 e 17-19 anche per i dipendenti pubblici. La mia OPINIONE PERSONALE è invece che si voglia estendere la reperibilità per tutti i dipendenti...solo per fare un esempio. Confuso Scioccato


Sì, prima o poi si estenderanno gli stessi provvedimenti in senso restrittivo a tutti. Ovviamente finora, in uno stato sociale, il dipendente pubblico era molto tutelato nei suoi diritti sindacali.
Scardinando - come dici tu - quei diritti, si apre la strada a certe iniziative anche nel mondo privato, perchè "se si fa così nel pubblico, a maggior ragione..."

La questione reperibilità poi è assurda!! Come si può pensare di lasciare un'ora di "libera uscita" senza rischio di visita fiscale??
Ma i sindacati dove sono in tutto ciò??
Chi, come me, vive sola, sarà costretta a chiedere a qualcuno di farle la spesa ed andare in farmacia, pur avendo entrambe in un raggio di 100 metri! E aspettare la visita del medico fiscale, pagato coi soldi che tolti dalle indennità di stipendio del malato.
Scandaloso!!
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