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Diabete Libero: Ricerca

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 Curiosità: Da delfini ricerche contro diabete

RicercaRita ha scritto "La chimica del sangue dei cetacei simile a quella umana.
"

 Postato da admin il Tue 02 March 2010
 (174 letture)
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 Nuove scoperte sul processo di sviluppo delle cellule staminali

Ricercavitellozzo77 ha scritto "I ricercatori hanno bisogno di sapere come fa il pancreas in fase di sviluppo in un embrione a “sapere” quali cellule devono produrre insulina e quali invece avranno altri compiti?
"

 Postato da admin2 il Fri 08 January 2010
 (323 letture)
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 Allo studio un farmaco per curare le staminali del cuore danneggiate dal diabete

RicercaRita ha scritto "Sperimentare il primo farmaco per 'curare' le cellule staminali del cuore danneggiate dal diabete.
"

 Postato da admin2 il Wed 30 December 2009
 (129 letture)
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 ''Ormone della felicità'' cruciale nella prevenzione del diabete

RicercaRita ha scritto "Il team ha condotto una serie di esperimenti sui topi e scoperto che l'assenza di serotonina è un precursore per lo sviluppo del diabete."

 Postato da admin2 il Mon 23 November 2009
 (221 letture)
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 Il diabete associato ad un tasso di declino cognitivo più lento nell'Alzheimer

RicercaTuck ha scritto "Prove che la perdita di memoria è più lenta nei pazienti con Alzheimer e diabete sorprendono i ricercatori


Ricercatori francesi e inglesi, che intendevano accertare se i pazienti con Alzheimer e diabete avessero perdite di memoria più rapide rispetto a quelli senza diabete, sono stati sorpresi nello scoprire non solo che questo non era vero ma che, in realtà, la perdita di memoria nei pazienti con diabete era più lenta di quella dei pazienti con Alzheimer non diabetici. Investigando sulle ragioni di tale differenza hanno suggerito che ciò potrebbe essere l'effetto dei farmaci per il diabete o che i pazienti con Alzheimer e diabete abbiano differenti tipi di lesioni cerebrali. Lo studio è il lavoro della dott.ssa Carloine Sanz dell'INSERM, l'Istituto Nazionale Francese per la Salute e la Ricerca Medica, e dei suoi colleghi ed è stato pubblicato sul numero del 27 ottobre della rivista Neurologia, la pubblicazione medica dell'Accademia Americana di Neurologia. Ai ricercatori era già noto, da precedenti studi, che il diabete aumenta il rischio di Alzheimer e della perdita di memoria in persone che soffrono di Alzheimer, ma non era chiaro se le persone con sia Alzheimer e diabete soffrissero di una perdita di memoria più rapida. Sanz ha dichiarato alla stampa che gli esiti della ricerca hanno sorpreso gli stessi ricercatori: "La nostra ipotesi iniziale era che il diabete aumentasse il tasso di declino cognitivo nelle persone con Alzheimer." Ai fini dello studio, patrocinato dal Ministero francese della salute e dalla clinica universitaria di Tolosa, i ricercatori hanno seguito per 4 anni 608 pazienti con Alzheimer di grado da basso a moderato, ricoverati in comunità alloggio. Durante i 4 anni i ricercatori hanno testato le capacità di pensiero e memoria dei pazienti ogni semestre, utilizzando un test per le funzioni cognitive comunemente usato, l'MMSE. 63 dei 608 partecipanti (10,4%) soffrivano anche di diabete. Gli autori hanno scoperto, dopo aver applicato un “modello misto” che prendesse in considerazione “sesso, età, livello d'istruzione, gravità della demenza, uso dell'inibitore colinesterasi e fattori vascolari (ipertensione, fibrillazione atriale, patologie coronariche e iper-colesterolemia)”, che:

- all'inizio del periodo di studio entrambi i gruppi (pazienti con Alzheimer con o senza diabete) avevano lo stesso punteggio medio di 20 nel MMSE;

- nei semestri di verifica il punteggio del gruppo totale era sceso di una media di 1,24 punti;

- nei pazienti senza diabete tale punteggio era sceso, nel semestre, di 0,38 punti in più rispetto a quelli con diabete.

La dott.ssa Sanz e i suoi colleghi concludono che: “Nel gruppo di pazienti con Alzheimer sottoposto allo studio la presenza del diabete mellito era associata ad un tasso di declino cognitivo più basso.” “Studi futuri dovranno prendere in considerazione l'impatto potenziale del diabete mellito sul processo di invecchiamento cerebrale e definire le variazioni neuropatologiche nei pazienti con Alzheimer e diabete” hanno aggiunto. Facendo ipotesi sulle ragioni per cui il tasso di declino cognitivo era più lento nei pazienti con Alzheimer del loro studio, Sanz ha suggerito che: “Una possibile spiegazione potrebbe essere che il diabete negli anziani differisce da quello giovanile e, in più, le persone anziane con diabete potrebbero aver utilizzato farmaci cardiovascolari come farmaci per la pressione alta rispetto a persone che non hanno il diabete." "E' noto che questi farmaci riducono il rischio di sviluppare l'Alzheimer e anche il tasso di declino cognitivo nelle persone con Alzheimer," ha aggiunto, affermando che un'altra ragione che spiegherebbe i risultati ottenuti potrebbe essere ricondotta a: "differenze nelle lesioni cerebrali nelle persone con diabete rispetto a quelle in persone senza diabete. "


"Il diabete è associato ad un tasso di declino cognitivo più lento nella malattia di Alzheimer"

C. Sanz, S. Andrieu, A. Sinclair, H. Hanaire, B. Vellas For the REAL.FR Study Group.
Neurology, Oct 2009; 73: 1359 – 1366.

Fonte: American Academy of Neurology.
Scritto da: Catharine Paddock, Phd. Copyright: Medical News Today.
Indirizzo web: http://www.medicalnewstoday.com/articles/168943
28 Ottobre 2009

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Mon 02 November 2009
 (173 letture)
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 Terapia senza iniezioni per diabete con particolare mutazione genetica

RicercaTuck ha scritto "Terapia senza iniezioni, sperimentata per trattare la rara forma di diabete di una bambina, utilizzata anche da altri pazienti

CHICAGO. Tre anni dopo aver fatto la storia medica ed essere stata liberata dalle dolorose iniezioni di insulina, Lilly Jaffe, 9 anni, sta appena cominciando a capire quanto la sua storia ha cambiato il corso della ricerca e della terapia in materia di diabete. Dopo il suo inizio, altri 70 bambini e molti adulti negli Stati Uniti sono stati in grado di passare dalle iniezioni di insulina a farmaci per via orale. Lo scorso mese la sua storia ha ispirato l'adozione di una “legge di Lilly”, con la quale si è creato un registro nella speranza di aiutare altri bambini e raccogliere maggiori informazioni genetiche sul diabete.
“Quando per la prima volta ho abbandonato l'insulina ero contenta, un po' nervosa e confusa”, dice Lilly durante un'intervista nella sua casa sulla sponda nord a Chicago. “Ora so che se non avessi condiviso la mia storia nessuno di quei bambini avrebbe saputo nulla di questa terapia. Vorrei che ancor più persone ne fossero a conoscenza”.
La storia di Lilly comincia quando i ricercatori dell'Università di Chicago scoprono che soffre di una rara mutazione genetica nota come diabete monogenico. Anche se faceva insulina da quando era una neonata, questa scoperta le ha permesso di usare pillole generalmente utilizzate nel trattamento di un diabete di tipo2 di grado medio.
La storia della diagnosi di Lilly, riportata nel Tribune (settembre 2006) dallo scrittore Peter Gorner ha stimolato centinaia di domande da parte di famiglie in tutti gli Stati Uniti, nella speranza che i propri figli potessero avere la stessa mutazione genetica. Alcuni fra loro avevano la stessa mutazione di Lilly; altri possedevano una differente variante genetica che ha costituito la base per un'altra pubblicazione del 2007 relativa ad una ricerca all'avanguardia in materia.
Quest'estate Lilly è stata in grado di condividere la sua notevole storia con dozzine di altri bambini con diabete quando si è recata a Londra. Insieme a sua madre, Laurie Jaffe, ha partecipato ad una conferenza sul diabete neonatale con i due ricercatori britannici che hanno scoperto la sua mutazione, il Dottor Andrew Hattersley e il Dottor Frances Ashcroft. “E' stato incredibile per Lilly poiché ha incontrato, ed è diventata amica, di alcuni dei bambini che sono stati direttamente influenzati dalla sua storia” ha detto la madre.
Dopo il cambio dalle iniezioni alle pillole, che ha cambiato la vita alla figlia Lilly, Laurie Jaffe è diventata moderatrice di una discussione via e-mail tra genitori di bambini con diabete monogenico. Inizialmente era poco più di un gruppo di supporto online, ma proseguendo nelle discussioni le famiglie hanno scoperto connessioni fra la mutazione genetica e nuovi temi neurologici ed hanno cominciato a raccogliere informalmente dati in mateira, un campo della ricerca sul diabete completamente nuovo. Il dotto Louis Philpson, direttore sanitario del Centro Kovler sul diabete all'Università di Chicago, dice che era già ampiamente noto che alcuni pazienti con diabete con mutazioni genetiche hanno anche problemi neurologici. Di conseguenza lui e i suoi colleghi hanno seguito da vicino questo gruppo di discussione familiare. Philipson e il suo gruppo hanno iniziato lavorando con esperti del neurosviluppo per comprendere meglio la connessione tra diabete e cervello. “I geni che causano il diabete non toccano solo le cellule che producono insulina, ma giocano un ruolo anche nel cervello e in altre zone.” dice Philipson.
“Questa è un'area (di ricerca) relativamente nuova....meno di cinque anni. Ciò rende evidente quanto eccitante sia questo periodo per la medicina e la biologia, in materia di migliore comprensione del ruolo dei geni nella malattia.” A Lilly è stato diagnosticato il diabete tipo 1, la forma più seria, all'età di un mese. Noto anche come diabete giovanile, il diabete di tipo 1 è più spesso diagnosticato nell'infanzia e nell'adolescenza, ma colpisce anche gli adulti. A circa 15.000 bambini ogni anno negli Stati Uniti viene diagnosticato il diabete, secondo la Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile.
Lilly ha iniziato con le iniezioni di insulina per stabilizzare la sua glicemia, ma dopo due terrificanti attacchi notturni, è passata al microinfusore. Anche con il microinfusore la madre di Lilly doveva controllare la sua glicemia circa dieci volte al giorno e ruotare i siti di iniezione da una gamba all'altra per evitare irritazioni e infezioni. Nel giugno del 2006 i genitori di Lilly sono venuti a conoscenza delle ricerche all'avanguardia di Philipson sul diabete. Il medico li informò di un nuovo studio che mostrava come alcuni bambini con diabete di tipo 1 diagnosticato nei primi sei mesi di vita in realtà avevano una inusuale mutazione del diabete di tipo 1 che poteva essere trattata con pillole.
Rapidamente si scoprì che Lilly aveva questa rara mutazione genetica. Un paio di mesi più tardi, Lilly fu in grado di cominciare il trattamento completamente senza insulina, prendendo cinque pillole al giorno di gliburide due volte al giorno. Lilly adesso è alla quarta fase della cura, vive una vita più attiva e sua madre dice che l'obiettivo adesso è quello di identificare più presone negli Stati Uniti con la mutazione genetica di Lilly, che possono beneficiare della nuova scoperta. “Ci sono molte più persone che potrebbero essere aiutate, ma il problema è identificarle” dice Laurie Jaffe. “E non sono solo bambini....gli adulti che sono stati trovati sono quelli che hanno bambini con il diabete mongenico.” Nella speranza di trovare altri pazienti e raccogliere più informazioni genetiche da studiare, i medici dell'Università di Chicago hanno proposto la creazione del primo registro statale sul diabete. Sono riusciti a far modificare la normativa dopo aver unito le loro forze con quelle di Tom Cross (repubblicano, membro dell'Illinois House of Representatives, l'assemblea legislativa di Stato dell'Illinois), la cui figlia sedicenne, Reynolds, soffre di diabete tipo 1, anche se non della mutazione genetica di Lilly. L'atto è diventato ufficialmente “la legge di Lilly”una volta firmata dal Governatore Pat Quinn lo scorso mese. La legge di Lilly dispone che tutti i medici dell'Illinois registrino al Dipartimento di Salute Pubblica tutti i bambini con diabete insorto prima di 12 mesi d'età. I suoi sostenitori sperano che il registro, approvato per ora con un programma pilota di tre anni, porti ulteriori passi avanti nella comprensione delle cause genetiche del diabete. “Molti geni che causano particolari forme di diabete non sono a tutt'oggi conosciuti,”dice Philipson. “Questo programma non serve solo in termini di studio, ma per definire una specifica terapica e per permettere ai membri delle famiglie di comprendere i rischi genetici per le future generazioni.” Dopo che Lilly ha smesso di fare insulina, sua madre dice che una delle prime domande che le ha posto è stata se anche i suoi due cugini con diabete di tipo 1 potessero abbandonare l'insulina. La bambina è stata delusa dal sapere che loro non avevano la sua mutazione genetica e quindi non potessero fare la sua stessa terapia. “Ora siamo impegnati nel trovare cure per i nostri nipoti, cugini e tutti i nostri amici,” dice Laurie Jaffe.

23 settembre 2009
(c) 2009, Chicago Tribune. Distributed by Mclatchy-Tribune News Service.

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Mon 19 October 2009
 (300 letture)
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 Risposta a farmaci? Merito varianti geni

RicercaRita ha scritto "Le sulfoniluree sono tre volte piu' efficaci nei pazienti con diabete di tipo 2 portatori di due varianti del gene CYP2C9.
"

 Postato da admin2 il Wed 14 October 2009
 (162 letture)
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 Trapianti: per diabete o parkinson futuro è maiale

RicercaRita ha scritto "Per l'uomo la speranza di futuri trapianti risiede nella preparazione di maiali 'ingegnerizzati'.
"

 Postato da admin2 il Wed 14 October 2009
 (172 letture)
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 Malati di Parkinson e diabete dagli animali nuove speranze

RicercaRita ha scritto "Xenotrapianto - A Padova neuroni di maiale sulla scimmia. "

 Postato da admin2 il Wed 14 October 2009
 (161 letture)
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 Novità su diabete da cura italiana

RicercaRita ha scritto "Una sperimentazione italiana partirà all'inizio del 2010, un trapianto di cellule nel midollo.
"

 Postato da admin2 il Mon 28 September 2009
 (353 letture)
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 Studio rivela gene alla base della resistenza all'insulina

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori hanno individuato una variante genetica umana che incrementa il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2.
"

 Postato da admin2 il Wed 23 September 2009
 (91 letture)
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 Dalle cellule staminali nuove prospettive per i pazienti diabetici

RicercaRita ha scritto "Alcuni scienziati hanno generato nuove cellule produttrici di insulina inducendo le cellule della pelle a moltiplicarsi in beta cellule."

 Postato da admin2 il Wed 23 September 2009
 (113 letture)
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 Dal teflon la nuova cura al diabete

RicercaRita ha scritto "In uno studio è stato impiantato in cavie da laboratorio un nucleo di cellule produttrici di insulina, ricoperte da un sottile strato di Teflon, questo avrebbe fatto sì che il sistema immunitario non riconoscesse come “estraneo” il nuovo impianto.
"

 Postato da admin2 il Tue 15 September 2009
 (98 letture)
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 Exsulin Corporation annuncia la II^ fase di studio

RicercaRita ha scritto "Exsulin Corporation ha annunciato l'avvio di una II^ fase di sperimentazione clinica sull'uomo, un prodotto volto a ripristinare la produzione di insulina nelle persone con diabete mellito.
Lo studio randomizzato controllato di 12 settimane in pazienti con diabete di tipo 1 (T1DM) sarà co-condotto dalla Mayo Clinic a Rochester nel Minnesota, e la McGill University Health Centre di Montreal in Canada.
I primi risultati dovrebbero essere disponibili nel 2010.
Lo studio si basa su studi precedenti che hanno mostrato un miglioramento nel controllo della secrezione insulinica e del glucosio sia nei pazienti diabetici di tipo 1 che di tipo 2 (T2DM) trattati con Exsulin.

Il diabete è una minaccia per la vita che colpisce quasi 24 milioni di persone negli Stati Uniti, e più di 200 milioni in tutto il mondo. Rimane una delle malattie croniche più importanti e costose della medicina, e la sua prevalenza è destinata a crescere a causa dell'epidemia globale, dell'obesità e dell'invecchiamento della popolazione.
Il diabete di tipo1 si sviluppa quando il sistema immunitario distrugge le cellule beta del pancreas che produce insulina, l'ormone chiave responsabile del controllo dei livelli di zucchero nel sangue. Tutte le persone con T1DM hanno bisogno di una terapia insulinica per sopravvivere.
Le persone con T2DM hanno un'insufficiente secrezione di insulina e di assorbimento della stessa, e spesso richiedono una terapia insulinica, con il progredire della malattia. Un diabete mal controllato può portare a complicanze gravi, compresa la cecità, insufficienza renale e morte.

"Exsulin è un ormone che viene studiato per la sua potenziale capacità di rigenerare le isole - ed eventualmente ripristinare la produzione di insulina - nel pancreas", ha dichiarato G. Alexander Fleming, MD, fondatore e presidente di Exsulin Corporation. "Attendiamo con ansia i risultati di questo importante studio, che si baserà sui risultati precedenti e caratterizzerà in futuro gli effetti della Exsulin sulla produzione di insulina e il controllo del glucosio".

"Questo studio di II^ fase rappresenta una pietra miliare fondamentale che dimostrerà le potenzialità di Exsulin come nuovo trattamento del diabete", ha detto Lisa Jansa fondatore della Exsulin Corporation. "Exsulin è attualmente l'unico ormone, in sviluppo clinico, in grado di rigenerazione le isole per le persone con T1DM. Se questo studio confermerà i dati precedenti, siamo certi di poter passare Exsulin allo studio di fase III, con l'obiettivo finale di creare un trattamento innovativo per i milioni dei pazienti diabetici."

A proposito dei luoghi di sperimentazione

Lo studio di sperimentazione di Exsulin di fase II sarà effettuato da due centri di ricerca sul diabete, la Mayo Clinic di Rochester nel Minnesota, e la McGill University Health Centre di Montreal in Canada.
In entrambe le squadre inizierà il reclutamento dei pazienti con diabete di tipo 1 (diagnosticato da almeno due anni) per lo studio. La selezione dei pazienti richiederà un A1C di 7.5 o inferiore.

McGill University ha una lunga storia nella cura del diabete e della ricerca, è la sede del Centro JDRF per la rigenerazione delle cellule beta, che ha dato molti contributi allo studio delle isole pancreatiche umane.

A proposito di Exsulin Corporation:
Con sede a Minneapolis, Exsulin Corporation è pioniere nello sviluppo di un approccio sperimentale per il trattamento del diabete di tipo 1 e 2 con l'obiettivo di pregiudicare il futuro della cura del diabete e fornendo significativi risparmi sui costi per il sistema sanitario. Exsulin ha lavorato con i laboratori di ricerca leader in diversi paesi per sviluppare la tecnologia che ha portato al processo in corso.

Fonte: Exsulin Corporation - 11/09/2009
Traduzione a cura di: Rita"

 Postato da admin2 il Fri 11 September 2009
 (112 letture)
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 Staminali da pelle umana, scienziati studiano cura per il diabete giovanile

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori americani sono riusciti a creare cellule capaci di produrre insulina a partire da staminali prelevate dalla pelle di pazienti affetti da diabete di tipo 1.
"

 Postato da admin2 il Fri 04 September 2009
 (137 letture)
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 Salute: Nuova tecnica scova cause genetiche di diabete, asma e cancro

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori hanno sperimentato una tecnica per individuare le varie mutazioni genetiche collegate a patologie quali diabete, asma e cancro.
"

 Postato da admin2 il Wed 19 August 2009
 (88 letture)
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 Contro diabete e obesità aiuto da un ormone intestinale

RicercaRita ha scritto "Da una ricerca, hanno dimostrato che un ormone contenuto nell'intestino potrebbe ridurre il livello di glucosio nel sangue.
"

 Postato da admin2 il Fri 07 August 2009
 (73 letture)
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 Bambni attivi nei primi 5 anni di vita più magri da grandi

RicercaRita ha scritto "Uno studio dimostra che l'esercizio fisico accumulato da bambini produrra' una serie di benefici da adulti.
"

 Postato da admin2 il Fri 31 July 2009
 (63 letture)
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 Farmaci antiallrgici contro diabete e obesità

RicercaRita ha scritto "Alcuni farmaci l'allergia e l'asma hanno aiutato i topi obesi e diabetici a perdere peso e a controllare la glicemia.
"

 Postato da admin2 il Fri 31 July 2009
 (71 letture)
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 Cellele di maiale contro il diabete

RicercaRita ha scritto "Sperimentato xenotrapianto per la cura del diabete"

 Postato da admin2 il Fri 31 July 2009
 (96 letture)
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 Studio, flavonoidi da agrumi contro obesità e sindrome metabolica

RicercaRita ha scritto "Un particolare flavonoide derivato dagli agrumi, il naringenin, ha dimostrato di aiutare a prevenire obesita', sindrome metabolica, diabete 2 e malattie cardiovascolari.
"

 Postato da admin2 il Thu 23 July 2009
 (119 letture)
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 Insulina Lantus e controindicazioni

Ricercaandrea79 ha scritto "Comunicato stampa delle Società Scientifiche diabetologiche.
La Società Italiana di Diabetologia (SID), l’Associazione Medici Diabetologi (AMD) e la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) rendono noto che nei prossimi giorni saranno pubblicati alcuni studi sulla rivista “Diabetologia” (organo dell’EASD, Associazione Europea per lo Studio del Diabete) che sembrerebbero mettere in relazione l’uso dell’insulina glargine (commercialmente nota come Lantus) nella popolazione adulta con un aumento del rischio di cancro.
In Italia ci sono circa 3 milioni di persone (bambini e adulti) con diabete e di questi circa il 10% (300.000 persone) usa regolarmente l’insulina per controllare tale patologia. Una parte di questi pazienti è affetta dalla forma di diabete detta “di tipo 1”, caratterizzata da una pressoché completa incapacità del proprio corpo di produrre insulina, a causa della quale i pazienti, spesso fin dall’adolescenza o prima, devono necessariamente somministrarsi l’insulina.
Fino al 2000 esisteva solo l’insulina “umana” (detta così perché identica a quella umana, anche se prodotta con metodi di ingegneria genetica) che è stata utilizzata per decenni nella cura del diabete e di cui è stata chiaramente accertata l’assoluta sicurezza. Più recentemente le aziende farmaceutiche hanno iniziato a sperimentare e produrre nuove insuline, dette “analoghi”, con l’obiettivo di ottenerne un’azione più veloce (analoghi rapidi) o più lenta (analoghi lenti) della normale insulina umana, al fine di semplificare la terapia con insulina e ridurre il rischio di ipoglicemie.
Poiché tali insuline non sono identiche a quella umana, ma sono comunque ormoni, non è escluso che possano interagire con altri processi del nostro organismo, tra i quali quelli che regolano la crescita cellulare con possibili effetti collaterali clinici. Con il fine di approfondire tale relazione è stato condotto un primo studio in Germania, cui ne sono seguiti altri in Svezia, Scozia e Inghilterra. Questi studi sono prevalentemente basati sulla raccolta di dati statistici prelevati da cartelle cliniche di pazienti adulti e non su studi clinici disegnati appositamente per capire il fenomeno. Tre di questi studi sembrerebbero suggerire che l’uso dell’insulina Lantus possa determinare un aumento di rischio di cancro e, in particolare, del cancro della mammella; tuttavia, lo studio effettuato in Inghilterra non ha confermato alcuna relazione tra l’uso di questa insulina e lo sviluppo di cancro. Inoltre, differenze nelle caratteristiche cliniche dei pazienti trattati con Lantus e di quelli trattati con altre insuline non consentono di stabilire un chiaro rapporto di causa-effetto tra la terapia con Lantus e il rischio di cancro.
In ogni caso, in nessuno di questi studi è stata evidenziata alcuna relazione tra l’uso di analoghi dell’insulina ad azione rapida e lo sviluppo di cancro.
Alla luce di quanto sopra esposto, in presenza di dati scientifici assolutamente preliminari, la Società Italiana di Diabetologia, l’Associazione Medici Diabetologi e la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica raccomandano a tutti i pazienti che utilizzano l’insulina Lantus di non sospendere o ridurre o cambiare in alcun modo la propria terapia. Solo in casi particolari (pazienti affetti da cancro o donne con forte familiarità per cancro della mammella) il diabetologo valuterà la possibilità di utilizzare altre insuline. In ogni caso rivolgetevi al vostro diabetologo per chiarire i dubbi e operare scelte in sicurezza.
Per ulteriori dettagli sulle pubblicazioni scientifiche è possibile visitare il sito:
http://www.diabetologia-journal.org/cancer.html
http://www.agenziafarmaco.it/allegati/comunicato_emea_lantus300609.pdf
"

 Postato da admin il Wed 08 July 2009
 (1185 letture)
(Leggi Tutto... | Voto: 4.75)

 Il diabete si può prevedere 3 / 5 anni prima della sua comparsa

RicercaRita ha scritto "Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet la comparsa del diabete si può individuare già con 3 - 5 anni di anticipo.
"

 Postato da admin2 il Thu 25 June 2009
 (108 letture)
(Leggi Tutto... | 2574 bytes aggiuntivi | Voto: 0)

 Telmisartan in pazienti intolleranti ad ACE inibitori

RicercaRita ha scritto "Il telmisartan potrebbe essere considerato un trattamento potenziale per i pazienti con patologie vascolari o diabete ad alto rischio intolleranti agli ACE-inibitori."

 Postato da admin2 il Mon 22 June 2009
 (75 letture)
(Leggi Tutto... | 5303 bytes aggiuntivi | Voto: 0)

 I pazienti tumorali con diabete presentano più alta mortalità

RicercaRita ha scritto "Il diabete mellito sembra essere un fattore di rischio per alcuni tipi di tumore.
"

 Postato da admin2 il Wed 17 June 2009
 (76 letture)
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 Diabete e scompenso cardiaco vanno ''a braccetto''

RicercaRita ha scritto "Lo studio DYDA, iniziato nel 2007, intende valutare il rapporto tra diabete e scompenso cardiaco.
"

 Postato da admin2 il Wed 17 June 2009
 (59 letture)
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 The Lancet pubblica i risultati dello studio Lead™ 6

RicercaRita ha scritto "Pubblicati i risultati dello studio di confronto diretto tra due farmaci di una nuova classe di anti-diabetici, gli antagonisti del recettore GLP-1.
"

 Postato da admin2 il Tue 09 June 2009
 (189 letture)
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 Palermo, premiati tre ricercatori palermitani

RicercaRita ha scritto "Tre giovani ricercatori e dottorandi palermitani hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali."

 Postato da admin2 il Wed 03 June 2009
 (114 letture)
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 Ridere è terapeutico, fa bene ai diabetici

RicercaRita ha scritto "Risata abbinata a medicine sperimentata con successo da piccolo gruppo malati.
"

 Postato da admin2 il Thu 07 May 2009
 (73 letture)
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 PTPN2, un gene candidato per il diabete tipo 1, modula l'apoptosi delle cellule

RicercaElisabetta ha scritto "PTPN2, un gene candidato per il diabete tipo 1, modula l'apoptosi delle cellule beta-pancreatiche, indotta dall'interferon-gamma

Obiettivo: la patogenesi del diabete tipo 1 ha una forte componente genetica. Studi di scansione lungo tutto il genoma hanno recentemente messo in evidenza nuovi geni responsabili della suscettibilità a questa malattia, che comprendono PTPN22 e PTPN2. Sì è ipotizzato che PTPN2 giochi un ruolo diretto nella morte delle cellule beta e si è andati a valutare l'espressione del gene PTPN2 nelle insule pancreatiche umane e nelle cellule beta di ratto, sia primarie che stabilizzate, andando anche ad analizzare il suo ruolo nelle risposte indotte dalle citochine (sostanze coinvolte nelle risposte infiammatorie) e nell'apoptosi (un tipo particolare di morte cellulare programmata) delle cellule beta.

Schema della ricerca e metodi: si è andati a valutare l'espressione dell'mRNA e della proteina codificata dal gene PTPN2 con le tecniche della real-time PCR e dell'Western blotting ( due tecniche che permettono di verificare il grado di espressione di certi geni in specifici tessuti e cellule).
Piccole molecole di siRNA ( small interfering RNA) sono state usate per bloccare in modo specifico l'espressione del gene PTPN2 e a cascata anche del gene STAT1 ( che codifica per una proteina coinvolta nell'attivare specifici geni, e che è attivato a sua volta dalle citochine ), permettendo di evidenziare la morte delle cellule dopo il trattamento con le citochine.

Risultati: i prodotti codificati dal gene PTPN2 vengono effettivamente espressi nelle insule pancreatiche umane e nelle cellule beta di ratto e vengono sovrastimolati dalla presenza delle citochine.
L'aggiunta di siRNA che blocca PTPN2 inibisce l'espressione del gene PTPN2 sia nei suoi livelli di base che quando questo è sovrastimolato dalle citochine. Il calo nell'espressione di PTPN2 incrementa ed accentua l'apoptosi delle cellule beta indotta dall'interleukina-1 (IL-1) e dall'interferon- gamma (IFN- gamma) (due importanti sostanze della risposta immunitaria) e trasforma l' INF-gamma di per sé in un segnale pre-apoptotico. L'inibizione di PTPN2 accentua l'attivazione di STAT-1 indotto da IFN-gamma, mentre il blocco totale di questi due geni protegge le insule beta dalla distruzione indotta dalle citochine, suggerendo che l'iper-attivazine di STAT 1 è responsabile di accentuare la morte delle cellule beta-pancreatiche nelle cellule prive di PTPN2.

Conclusione: è stato identificato un ruolo funzionale per il gene PTPN2, candidato per essere alla base del diabete tipo 1, cioè la modulazione della trasduzione del segnale indotta dall'IFN- gamma nelle cellule beta-pancreatiche. PTPN2 regola cioè l'apoptosi indotta dalle citochine e potrebbe quindi contribuire alla patogenesi del diabete tipo 1.

Moore F, Colli ML, Cnop M, Igoillo Esteve M, Cardozo AK, Cunha DA, Bugliani M, Marchetti P, Eizirik DL.

Fonte: Diabetes - 31/03/2009

traduzione a cura di Elisabetta
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 Postato da admin2 il Mon 04 May 2009
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 Identificare il diabete senza aghi: il fattore sputo

RicercaTuck ha scritto "Una ricerca che sta studiando un nuovo metodo indolore per identificare il diabete, utilizzando la saliva, sarà presentata venerdì 15 maggio, al 18esimo congresso clinico dell'associazione degli endocrinologi clinici americani (AACE) a Houston, in Texas.
Cercando dei biomarcatori che possano indicare il diabete, i dottori hanno esaminato la saliva di 40 differenti pazienti. Attraverso l'analisi della saliva sono riusciti a definire un nuovo metodo per identificare il diabete "non invasivo" che permette di superare la scomoda puntura dell'ago - i pazienti dovranno solo sputare in una tazza.
Il test dello sputo potrebbe essere fatto a basso costo nell'ambulatorio del dottore o a casa del paziente.
"Il nostro obiettivo era di identificare proteine nella saliva umana che potessero indicare un prediabete e diabete di tipo2" dice Srinivasa R. Nagall, medico membro del gruppo di ricerca. "L'analisi di queste proteine ci ha permesso di sviluppare un nuovo metodo per l'indagine diagnostica, la rilevazione e il monitoraggio dello stato diabetico."

Fonte: www.medicalnewstoday.com - 29 aprile 2009

traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Wed 29 April 2009
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 Dall'Australia nuovo sistema anti-rigetto dei tessuti

RicercaRita ha scritto "Uno studio australiano ha sperimentato un sistema nei topi per prolungare il periodo di tempo senza bisogno di medicinali immunosoppressori in seguito a un trapianto di tessuti.
"

 Postato da admin2 il Fri 17 April 2009
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 Trapianto cellule staminali autologhe per cura diabete 1

RicercaRita ha scritto "Il progetto di ricerca a base di cellule staminali neutralizzare il sistema immunitario nei malati di diabete 1 è efficace per tutti.
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 Postato da admin2 il Fri 17 April 2009
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 Dopo trapianto staminali senza insulina 4 anni

RicercaRita ha scritto "Si è visto che, nei diabetici tipo 1, dopo il trapianto di cellule staminali prelevate dal proprio midollo osseo riescono a fare a meno di iniezioni di insulina per 4 anni.
"

 Postato da admin2 il Wed 15 April 2009
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 Ignazio Marino: staminali embrionali sono più che una promessa contro il diabete

RicercaRita ha scritto "I primi pazienti trattati con le staminali adulte sono liberi dai farmaci, mentre con le staminali embrionali si sono ottenuti risultati straordinari nei topi.
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 Postato da admin2 il Mon 06 April 2009
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 Diabete: Milano e Miami alleate per studiare benefici sport

RicercaRita ha scritto "Milano e Miami 'alleate' per studiare il ruolo dello sport sulle malattie del sistema immunitario. in particolare diabete tipo 1.
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 Postato da admin2 il Fri 27 March 2009
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 L'Italia in lotta contro il diabete mellito di tipo 1

RicercaRita ha scritto "Progetto internazionale Defend-1 il cui obiettivo è sconfiggere il diabete tipo 1 utilizzando l'otelixizumab, un anticorpo monoclonale.
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 Postato da admin2 il Fri 27 March 2009
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 Conversione da HbA1c alla stimata del Glucosio Plasmatico (eAG).

RicercaElisabetta ha scritto "La Conversione dall’emoglobina glicata (HbA1c) alla Media stimata del Glucosio (eAG) renderà più facile l’istruzione dei pazienti “ Una nuova e più accurata formula può essere usata per convertire HbA1c nel valore medio della glicemia.

In uno studio Internazionale pubblicato on line nel numero di Agosto di Diabetes Care è stata provata una nuova relazione matematica tra la media dei livelli di glucosio degli ultimi tre mesi e i livelli di HbA1c, permettendo di convertire l’HbA1c in livelli di glicemia stimata (eAG)
HbA1c è stata impiegata per più di 25 anni come principale parametro del controllo dei livelli di glucosio e per stabilire degli obiettivi nella terapia del diabete. “ I risultati di questo largo studio hanno confermato quanto trovato in studi più ristretti e conferma che HbA1c rappresenta davvero la media della glicemia in quanto ora disponiamo di una formula affidabile per convertire HbA1c nella media glicemica”: Ha detto in una recente intervista il dott. David M Nathan, Professore di Medicina alla Harvard Medical School e membro dello Studio Internazionale per la ADAG (Media glicemica derivata dalla Hb glicata).
“ eAG ( Glicemia media stimata) non sostituirà la Hb glicata, ma i medici saranno in grado di interpretare i risultati dei valori sia in unità di HbA1c che in milligrammi/decilitro o millimoli/litro di eAG, a seconda dei Paesi, e scegliere quale usare a seconda delle situazioni cliniche”.
Le implicazioni dell’uso di eAG che è espressa in mg/mL o mmol/L – cioè nella stessa unità di misura usata dai pazienti nel monitoraggio autonomo della glicemia a casa (SMBG) - sono state recentemente discusse da lui con un altro membro dello studio, il dott Robert J Heine, MD, PhD, Professore di Diabetologia al Dipartimento di Endocrinologia al VU University Medical Center di Amsterdam e Direttore Medico Esecutivo della Divisione Diabetologica ed Endocrina della Eli Lilly & Co.
“E’ molto utile per i professionisti della salute e per i pazienti usare lo stesso linguaggio per esprimere gli obiettivi di glicemia” Ha detto il dott Heine. “Siccome i pazienti talvolta trovano difficile comprendere il significato dell’emoglobina glicata, è molto più semplice avere entrambe le analisi – sia quelle provenienti dai laboratori, che quelle eseguite dai pazienti, - nella stessa unità di misura.
Un gruppo di ricercatori internazionali ha condotto uno studio che ha coinvolto 10 centri con l’intento di definire nel modo più accurato possibile la relazione tra i livelli medi di glucosio nel sangue e la HbA1c.
Nello studio sono stati reclutati 507 volontari di varie razze ed etnie: 268 diabetici di tipo 1, 152 di tipo 2 e 80 non diabetici. Lo studio ha misurato mensilmente la HbA1c in un laboratorio centrale per tre mesi consecutivi e ha calcolato la glicemia media stimata, usando una combinazione tra monitoraggio continuo e frequenti autodeterminazioni da parte dei pazienti.
“Abbiamo sviluppato un’equazione che può essere interpretata come una media stimata e accurata dei livelli di glucosio nel sangue, confrontando i valori di HbA1c con i livelli glicemici medi”. Ha spiegato Edward S Horton, MD, Professore di medicina alla Harvard Medical School e co-autore dello studio ADAG.
I ricercatori coinvolti nello studio hanno trovato una semplice correlazione lineare. “ Inoltre la stretta relazione nei diversi sottogruppi suggerisce che, per la maggior parte delle persone, non ci sono importanti fattori che influenzano la relazione tra HbA1c e media glicemica.”
L’Associaziione Americana per il Diabete (ADA), l’Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) e la Federazione Internazionale per il Diabete (IDF) lavoreranno insieme allo scopo di condurre un programma di formazione relativa a questa nuova terminologia, sia per i pazienti che per chi provvede loro, e allo scopo di aiutarli a comprendere la relazione esistente tra HbA1c e AG. Inoltre l’Associazione Americana per il Diabete ha comunicato che i medici possono visitare il sito www.diabetes.org dove troveranno un calcolatore tascabile molto economico che permetterà l’istantanea conversione da HbA1c a eAG.

Per trasformare HbA1c nella nuova media glicemica si può usare la seguente formula:

eAG(mg/dl) = (28.7 X HbA1c) – 46.7

Ad esempio, col vecchio metodo, ad un valore di HbA1c pari al 6% corrispondeva una media glicemica di 135 mg/dL, mentre con la nuova formula si otterrà un più realistico valore di 126mg/dL.
Ad un valore del 7% di HbA1c, adesso corrisponde un eAG di 154mg/dL anziché 170mg/dL.

A1c Prima eAG (New) mg/dL
5% 100 97
6% 135 126
7% 170 154
8% 205 183
9% 240 212
10% 275 240
11% 310 269
12% 345 298

Presentato alla 68^ Sessione Scientifica Annuale dell’’Associazione Americana Diabete (ADA)


Traduzione a cura di Elisabetta "

 Postato da admin2 il Mon 09 March 2009
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 Allenarsi al controllo del diabete giorno per giorno - studio Solve

RicercaRita ha scritto "Lo studio SOLVE (Study of Once-daily LeVEmir) ha l’obiettivo di misurare l’efficacia e la sicurezza dell’insulina detemir come terapia insulinica iniziale nella gestione del diabete di tipo 2. "

 Postato da admin2 il Fri 27 February 2009
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 Nigeria, da un arbusto una possibile cura per il diabete

RicercaAnonimo ha scritto "Il fitofarmaco antidiabete è stato sperimentato in due studi clinici e sarà presto prodotto e commercializzato ad Abuja (Nigeria).
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 Postato da admin2 il Tue 17 February 2009
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 L'esposizione al sole può aiutare a prevenire il diabete di tipo 1

Ricercacin67 ha scritto "Una limitata esposizione al sole potrebbe avere un ruolo nello sviluppo del diabete di tipo 1 e l'integrazione di vitamina D nella prima infanzia può contribuire a prevenire tale patologia.

Il tasso di diabete di tipo 1 è risultato più alto nei paesi a latitudini più elevate (R2 = 0,25, P0.001), dove l'irraggiamento solare per metro quadrato al giorno è più basso, hanno riferito F. Cedric Garland, Dr.PH, della University of California di San Diego e i suoi colleghi di Diabetologia.

Dopo aver messo in relazione la copertura nuvolosa e la spesa sanitaria pro capite, i ricercatori hanno anche scoperto che l’irradiazione di raggi UVB era negativamente correlata con i tassi di diabete di tipo 1 (r2 =- 0,42, P0.05). "Questo esperimento ha rivelato che il 25% della variazione nei tassi di incidenza [per il diabete di tipo 1] tra le regioni del mondo può essere spiegato sulla base della latitudine, e che il 42% può essere spiegato in base alla irradiazione solare UVB e alla percentuale di copertura nuvolosa, i principali elementi che determinano la biosintesi di vitamina D ", hanno scritto i ricercatori.

Essi raccomandano di associare una breve esposizione quotidiana alla luce del sole ad una dieta a base di vitamina D per tutti i bambini piccoli, in particolare quelli che vivono in climi settentrionali.

Questo studio è l'ultima pubblicazione dal Dr. Garland - Università della California, San Diego.

Il nuovo studio è il primo a collegare l’esposizione al sole ad una malattia non maligna, ma molto diffusa. Il Dr. Garland e i suoi colleghi hanno detto che è stato suggerito da una serie di analisi che indicavano che, per esempio, i tassi di diabete di tipo 1 sono 370 volte più elevati in Finlandia che in Cina.

"Il modello segue un gradiente latitudinale che è l'inverso della distribuzione globale di irradiazione di UVB", hanno spiegato. Inoltre, diversi studi precedenti avevano trovato maggiore incidenza di diabete di tipo 1 nei bambini che avevano assunto poca vitamina D.

Lo studio di Diabetologia descrive un'analisi sistematica dei tassi di diabete di tipo 1 in 51 regioni del mondo dal 1990 al 1994, originariamente raccolti dal Gruppo di Progetto Mondiale per il Diabete.

Questi hanno confermato che la spesa sanitaria pro capite era positivamente correlata con i tassi di diabete (p = 0,004), ma che l’irradiazione locale di UVB è rimasto un importante predittore dei tassi di diabete nell’ analisi multivariata.

Sono citati limiti alla loro analisi tra cui la mancanza di dati sull’assunzione di vitamina D e sull’ abbigliamento tipico, che può influire sull’effettiva esposizione della pelle alla luce solare.

È anche possibile, hanno fatto osservare, che l’esposizione UVB aiuti a prevenire il dabete di tipo 1 in base a meccanismi indipendenti dalla vitamina D. Alcuni studi hanno suggerito che la malattia è causata da agenti patogeni virali come il virus Coxsackie, che può essere ucciso con l'esposizione alla luce solare.

In ogni caso, il Dr. Garland e i suoi colleghi hanno suggerito che i bambini di età superiore ad un anno che vivono in latitudini elevate dovrebbero assumere da 25 a 50 mcg di vitamina D3 quotidianamente, soprattutto in inverno.

I ricercatori hanno definito alte latitudini quelle al di là del 30o Parallelo, che copre la totalità degli Stati Uniti, ad eccezione delle Hawaii, del Texas meridionale, della penisola della Florida.

Hanno aggiunto che stare all'aperto, alla luce del sole per un paio di minuti al giorno può sostituire parte del fabbisogno raccomandato di viitamina D.

" Sarebbero opportuni ulteriori studi epidemiologici sull’effetto dei livelli di siero 25 (OH) D [metabolita attivo della vitamina D] e dell’’assunzione orale di vitamina D sull’ incidenza di diabete di tipo 1", hanno detto i ricercatori.

"Nel frattempo, l’intervento sulla salute pubblica sembra giustificato dalle prove raccolte fino ad oggi in molti studi."
Una meta-analisi di studi precedenti sulla vitamina D e il diabete di tipo 1, pubblicato nel numero di giugno degli Archivi delle malattie infantili condotto da ricercatori inglesi, ha portato i suoi autori ad avanzare una simile raccomandazione.

"L’integrazione di vitamina D nella prima infanzia può offrire protezione contro lo sviluppo di diabete di tipo 1", hanno scritto Christos Zipitis, medico della Stockport NHS Trust, e colleghi dopo aver esaminato cinque studi sull’ assunzione di vitamina D e tassi di diabete di tipo 1.

Indicazioni utili:

- Spiegare ai pazienti interessati che lo studio ha rilevato che la mancanza di esposizione alla luce solare può essere collegata allo sviluppo del diabete di tipo 1.
- Raccomandare che i bambini piccoli ricevano una breve esposizione quotidiana alla luce del sole e assummano vitamina D specie coloro che vivono nelle latitudini elevate, tra cui la maggior parte degli Stati Uniti
- Sottolineare che l’ipotizzato effetto preventivo sul diabete di tipo 1 non è stato confermato in uno studio prospettico e questi studi non possono dimostrare il nesso di causalità dell'associazione.

Diabetologia: Mohr S, et al "L'associazione tra irradiazione di UV, vitamina D e di tassi di incidenza del diabete di tipo 1 in 51 regioni in tutto il mondo" Diabetologia 2008, DOI: 10.1007/s00125-008-1061-5

Archivi malattie infantili: Zipitis C, et al "Integrazione di vitamina D nella prima infanzia e il rischio di diabete di tipo 1: revisione sistematica e meta-analisi" Archivi malattie infantili 2008; 93: 512-17.
traduzione a cura di Cinzia
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 Postato da admin2 il Thu 12 February 2009
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 Il diabete può provocare deficit cognitivi

Ricercarita ha scritto "Il diabete di tipo 2 può danneggiare la capacità del cervello, rallentando le funzioni cognitive."

 Postato da admin2 il Tue 27 January 2009
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 L'esordio del diabete di tipo 1 ritardato in caso di genitori con diabete tipo 2

RicercaTuck ha scritto "New York - Ricercatori finlandesi hanno scoperto che, fra le persone che sviluppano il diabete di tipo 1, l'età di esordio tende ad aumentare nel caso di pazienti con genitori con diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 1 è una condizione autoimmune in cui il corpo attacca erroneamente le cellule deputate alla produzione di insulina e generalmente inizia durante l'infanzia; il diabete di tipo 2 è un disordine metabolico, spesso legato all'obesità che si manifesta più tardi nella vita di una persona.
Alcuni studi hanno analizzato l'influenza di una storia familiare di diabete di tipo 2 sui nascituri con diabete di tipo 1, secondo quanto riportato dal giornale scientifico “Diabetes Care”. Per effettuare tale analisi il gruppo del Dr. Per-Henrik Groop, della Clinica Universitaria di Helsinki, ha analizzato i dati di 1860 pazienti con diabete di tipo 1. Circa un terzo dei soggetti aveva genitori con diabete di tipo 2. In media, l'esordio del diabete di tipo 1 si era verificato all'età di 17,2 anni, nel caso del gruppo con una storia familiare di diabete, rispetto ai 16,1 anni del gruppo di pazienti con genitori senza diabete. Non sembra esserci una spiegazione chiara a questo risultato, che appare inatteso, dato che un rischio ereditato per il diabete potrebbe tendere ad accelerare, piuttosto che a ritardare l'esordio del diabete di tipo 1. I ricercatori dicono che la possibilità che i casi di diabete di tipo 1 possano in realtà includere pazienti con diabete di tipo 2 “non sembra essere la risposta”.

Fonte: Diabetes Care, 9 gennaio 2009

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Wed 21 January 2009
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 Il diabete ad esordio neonatale/infantile: un mistero risolto

RicercaRita ha scritto "Risolto il mistero del diabete ad esordio neonatale/infantile che richiede terapia insulinica entro i primi sei mesi di vita.
"

 Postato da admin2 il Wed 21 January 2009
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 Nuove cellule di Langerhans per la cura del diabete

RicercaElisabetta ha scritto "Le cellule progenitrici presenti nel dotto pancreatico possono differenziarsi in isole di Langerhans funzionanti.
Un gruppo di ricercatori del Joslin Diabetes Center della Harvard Medical School, guidati da Susan Bonner-Weir, ha pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) uno studio dal quale risulta che esiste una popolazione di cellule pancreatiche che può essere stimolata, in vivo o in vitro, per trasformarsi in nuove cellule beta delle isole di Langerhans, quelle che mancano nel diabete di tipo 1.
Nel diabete di tipo 1 le cellule beta produttrici di insulina sono distrutte dal sistema immunitario della persona per cui il pancreas secerne poca o alcuna insulina. Per curare questa situazione si è fatto ricorso con successo al trapianto di isole di Langerhans, permettendo alle persone trattate di evitare assunzioni quotidiane di insulina, anche se questa terapia comporta la necessità di sottostare al trattamento con immunosoppressori per evitare sia il rigetto sia un nuova distruzione delle isole da parte del sistema immunitario.
Susan Bonner-Weir spiega che "Uno dei principali problemi del trapianto di isole di Langerhans è però che non ne abbiamo abbastanza e che durante il loro isolamento vanno incontro a processi traumatici.
Così molte isole non sono al massimo delle loro condizioni una volta che sono state isolate".
La ricerca contraddice uno studio precedente del 2004 condotto da Douglas Melton e collaboratori ad Harvard dal quale sembrava risultare che dopo la nascita le cellule beta non si formino più da cellule progenitrici e possano ottenersi solo per divisione cellulare da cellule beta presistenti ma già nel 2007 uno studio condotto da Xiaobo Xu della Vrije Universiteit di Bruxelles, in Belgio, aveva mostrato come fosse comunque possibile rinvenire alcune rare cellule progenitrici delle cellule beta nel pancreas adulto, ma non era stato in grado di individuarne la fonte.
Grazie alla ricerca guidata da Bonner-Weir si sa ora che la fonte di queste cellule progenitrici è il dotto pancreatico e che questa popolazione di cellule può esser fatta differenziare non solo in cellule produttrici di insulina, ma anche in cellule acinari, una scoperta che in prospettiva potrebbe avere ricadute nella terapia del cancro del pancreas.
Bonner-Weir conclude "I nostri dati forniscono forti conferme all'idea di un'origine comune delle cellule del dotto, acinari e delle isole di Langerhans, dopo la nascita, anche nell'adulto. Ciò significa che c'è una popolazione di cellule che può essere stimolata a differenziarsi in nuove isole di Langerhans".
La metodica, per ora attuata a livello sperimentale, potrebbe rappresentare una approccio terapeutico del tutto innovativo

Tratto da: www.molecularlab.it - 12/2008
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 Postato da admin2 il Mon 19 January 2009
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 Terapia ipoglicemizzante intensiva: non per tutti i diabetici

Ricercarita ha scritto "Studio VADT un'intensa terapia ipoglicemizzante non sempre previene infarti e ictus nei diabetici di tipo 2."

 Postato da admin2 il Wed 14 January 2009
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 Diabete, l'insulina si ricaverà da piante Biotech

Ricercarita ha scritto "In Canada la sperimentazione sull'uomo."

 Postato da admin2 il Mon 12 January 2009
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 Diabete, trapianto cellulare come primo passo per cura

Ricercarita ha scritto "Gli scienziati americani hanno trapiantato nei topi cellule produttrici di insulina, senza che il sistema immunitario le distrugga.
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 Postato da admin2 il Fri 09 January 2009
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 Diabetico nello spazio per testare nuova insulina

RicercaRita ha scritto "Un quarantunenne diabetico da 18 anni originario dei Paesi Baschi, Josu Feijoo ha accettato di farsi "cavia" nello spazio per sperimentare un nuovo tipo di insulna.
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 Postato da admin2 il Mon 29 December 2008
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 Medicina: diabetico nello spazio per test nuova insulina

RicercaRita ha scritto "A settembre test nello spazio per provare una nuova insulina."

 Postato da admin2 il Mon 29 December 2008
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 Complicanze dermatologiche in bambini e adolescenti in terapia con microinfusore

Ricercarita ha scritto "OBIETTIVI: descrivere problemi dermatologici legati all’uso del microinfusore (CSII) nei giovani diabetici di tipo1, valutare la loro associazione con la durata della terapia, l'età, peso, emoglobina glicosilata, dose e tipo di insulina e set di infusione utilizzato.

STUDIO: e’ stato condotto uno studio su 50 pazienti (di cui 26 di sesso femminile) con diabete di tipo 1 in terapia CSII da almeno 6 mesi, con un'età compresa tra i 13 anni e i 16 anni e mezzo (13,3 +/- 3,5 anni) e con un’emoglobina glicosilata intorno al 7,7% .

RISULTATI: le lesioni più comuni sono risultate cicatrici di diametro <3 mm (94%), si sono riscontrati casi di eritema cutaneo non associato a noduli (66%), noduli sottocutanei (62%) e lipoipertrofia (42%).
Si è registrata una correlazione inversa tra la gravità delle lesioni e la massa corporea (r= -0,3, P= .039), ma senza correlazioni con HbA1, la marca di insulina o il sito di iniezione.
L’utilizzo di set d’infusione con angolo a 90°(verticali) hanno evidenziato minori lesioni.
Si è visto che l'insorgenza di queste piccole lesioni non ha preoccupato né i genitori né i ragazzi.

CONCLUSIONI: queste complicazioni non hanno influito sul controllo glicemico e non sono state nemmeno tali da richiedere l'interruzione della terapia CSII.

Tratto da: www.pubmed.gov
Fonte: J Pediatr. 2008 May;152(5):622-8. Epub 2008 Jan 22.

Traduzione a cura di Elisabetta e Rita"

 Postato da admin2 il Fri 19 December 2008
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 Verona, nasce Officina Biotecnologica, terzo spin off di ateneo

RicercaRita ha scritto "Per la prevenzione del diabete autoimmune.
Obiettivo della società la produzione di un vaccino prodotto in pianta per la prevenzione del diabete autoimmune."

 Postato da admin2 il Thu 18 December 2008
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 La lattuga potrà aiutare i diabetici?

Ricercaa_lisa ha scritto "Mike Beckman per 34 anni ha dovuto gestire il suo diabete di tipo 1.
”E’ con te ogni giorno” diceva Beckman.
Ha avuto emoraggie agli occhi, un attacco di cuore, danni ai nervi e ora,entrambi i suoi reni stanno cedendo.
“Ho una sorella molto giovane e vorrei vederla crescere e vedere i miei nipoti. Questo è ciò che mi emoziona.” Disse Beckman
Presto, il biologo molecolare Dr. Henry Daniell potrebbe avere una risposta per le persone come Mike e la risposta potrebbe arrivare dalla lattuga.
“E’ totalmente un concetto nuovo” disse Dr. Henry Daniell.

Dr.Daniell inietta il gene umano per l’insulina nelle foglie di lattuga che stanno crescendo in laboratorio. Le foglie possono essere macinate in polvere e messe in una capsula.
“Ciò che abbiamo fatto è insegnare al corpo a curare la propria malattia.”
La lattuga aiuta le capsule a raggiungere l’intestino. Qui, le cellule della pianta incontrano i batteri e rilasciano insulina. Ciò stimola una risposta immunitaria e dice al corpo di produrre da solo l’insulina.
Il primo test è sugli animali. Dopo 8 settimane, tutti i topi diabetici avevano livelli di glucosio nel sangue normali e producevano insulina, anche dopo aver smesso di prendere la lattuga. Ora, si stanno pianificando test sulle persone. Il Dr. Daniell dice che potrebbe essere una soluzione definitiva.
“Potrei smettere letteralmente di curare me stesso oltre alla la mia famiglia.”Disse Beckman.
Il Dr. Daniell sta lavorando da 20 anni per perfezionare questo concetto. Dice che i pazienti dovrebbero prendere le pillole solo per qualche settimana e non per mesi o anni. Una volta che il loro sistema immunitario risponde, non avranno più la malattia.
Dice anche che essendo una terapia basata sulle piante, non costerà che qualche centesimo per produrla. Non ci sono stati effetti collaterali sui topi. Test sull’uomo sono previsti per il prossimo anno.

Altre informazioni dal WEB:
il diabete tipo1 è di solito diagnosticato nei bambini e nei giovani adulti ed è conosciuto come diabete giovanile. Nel tipo 1 il corpo non produce insulina. L’insulina è un ormone che serve per convertire lo zucchero, i carboidrati e il resto del cibo in energia per la vita quotidiana.
In accordo con la Fondazione per la ricerca sul Diabete Giovanile, circa 3milioni di Americani potrebbero avere il DBT1. La malattia può portare a diverse complicanze quali malattie al cuore, problemi ai reni, agli occhi, ai nervi, ai piedi e alla pelle. Le persone con diabete 1 devono monitorare con attenzione i livelli di zucchero nel sangue.
Le attuali terapie per il diabete 1 prevedono il rilascio di insulina nel sangue.
Questo può essere fatto in diverse maniere. I pazienti possono iniettarsi l’insulina, inalarla o utilizzare il microinfusore. L’insulina non cura il problema; è solo una regola momentanea. I pazienti devono continuare a prendere insulina per tutta la vita.

PUO’ LA LATTUGA AIUTARE? Il Dr. Daniell sta sperimentando un nuovo modo per utilizzare l’insulina. Lui e il suo team iniettano il gene umano per l’insulina nelle foglie di lattuga. La lattuga può essere macinata e trasformata in polvere di capsula.
Questa è una lattuga geneticamente modificata, ogni singola cellula della foglia della lattuga contiente 10.000 copie del gene dell’insulina. Egli ha dato la polvere di lattuga ai topi diabetici, una volta a settimana e il risultato è stato scioccante. Solo dopo 8 settimane di trattamento, tutti i topi avevano livelli di zuccheri nel sangue normali e le cellule producevano normali livelli di insulina. I ricercatori non hanno osservato effetti collaterali nei topi. Potrebbero un giorno essere usato per prevenire il diabete prima della comparsa dei sintomi e curare la malattia nelle sue fasi successive.

COME FUNZIONA: con questo metodo, le cellule della lattuga aiutano l’insulina a raggiungere l’intestino. Una volta che la pianta arriva qui, i batteri lentamente rompono le pareti delle cellule e rilasciano insulina nel sangue.Questo crea una risposta immunitaria e insegna al corpo a produrre da solo l’insulina. “E’ la stessa insulina che viene iniettata. Quello che abbiamo fatto è di insegnare al corpo come curare questa patologia. Si tratta di un concetto assolutamente nuovo, una nuova piattaforma per l'utilizzo di questo sistema di erogazione per via orale per risolvere questo disordine immunitario ".

LA SPERIMENTAZIONE UMANA: Il passo successivo è quello di testare la lattuga capsule negli esseri umani. Dr Daniell dice che il suo gruppo di ricerca ha già offerte da partner formali, e la University of Central Florida sta negoziando con loro per iniziare una fase 1 di sperimentazione clinica dei pazienti con diabete di tipo 1. "Stiamo anticipando lo stesso risultato, come abbiamo trovato nel modello animale", ha osservato Daniell Dr. Egli afferma che la sua ricerca forse un giorno potrà aiutare anche i pazienti con diabete di tipo 2, la sclerosi multipla e alcune forme di artrite.

Traduzione a cura di Annalisa"

 Postato da admin2 il Wed 17 December 2008
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 Cellule nuove per produrre insulina

RicercaRita ha scritto "Nel dotto pancreatico esiste una popolazione di cellule progenitrici che può essere stimolata a differenziarsi in nuove isole di Langerhans.
"

 Postato da admin2 il Tue 25 November 2008
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 Presentati risultati studio fase 3b su liraglutide

RicercaRita ha scritto "Liraglutide farmaco per la cura del tipo 2 confrontato con uso exenatide.
"

 Postato da admin2 il Fri 31 October 2008
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 Al ricercatore Saverio Cinti la medaglia europea 'Pascal'

RicercaRita ha scritto "Il team accademico del ricercatore anconetano - unico italiano premiato nel 2008 - sta lavorando per cercare le molecole, naturalmente presenti nell'organismo, che riescono a far cambiare identità alle cellule, per combattere anche l'obesità e diabete.
"

 Postato da admin2 il Fri 31 October 2008
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 Candesartan non rallenta la progressione della retinopatia diabetica

RicercaRita ha scritto "La terapia con candesartan in pazienti con retinopatia diabetica non rallenta la progressione della retinopatia ed è incerto che ne riduca l'insorgenza. Tre studi pubblicati in due articoli del Lancet non mostrano il raggiungimento di alcun end point primario prespecificato. "

 Postato da admin2 il Fri 24 October 2008
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 Pediatria: riconoscimento per la ricerca sull'insulina

RicercaRita ha scritto "Lo studio che è stato selezionato dal Congresso dell'Espe tra le migliori 5 ricerche di base, ha messo in evidenza dati relativi alla sensibilità insulinica nelle placente di neonati con ritardo di crescita intrauterino. "

 Postato da admin2 il Wed 15 October 2008
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 L'ipotesi ''igiene'' collegata alla prevenzione del diabete di tipo 1?

RicercaTuck ha scritto "L'ipotesi “igiene” correlata alla prevenzione del diabete in uno studio della Fondazione per la ricerca sul diabete giovanile (Juvenile Diabetes Research Foundation)

Uno studio finanziato dalla JDRF suggerisce che un comune batterio intestinale possa fornire una qualche protezione rispetto alla possibilità di sviluppare il diabete di tipo 1. I risultati della ricerca costituiscono un importante passo verso la comprensione di come e perché il diabete di tipo 1 si sviluppa nelle persone e potrebbe potenzialmente portare a nuove cure.
Lo studio, pubblicato questa settimana su “Nature”, dà ulteriore supporto all'ipotesi “igiene”, secondo la quale l'esposizione ad una appropriata quantità e composizione di batteri potrebbe essere importante per vivere una vita salubre; la sensibilità al diabete di tipo 1 e ad altre malattie autoimmuni inoltre potrebbe essere in realtà causata da una carenza di esposizione a certi parassiti e microbi.
Nello studio, ricercatori dell'Università di Yale e dell'Università di Chicago hanno scoperto che, nei topi, l'esposizione a determinati batteri potrebbe innescare una risposta del sistema immunitario. Si ritiene che tale risposta sia ciò che previene i disordini autoimmuni - condizioni dove il sistema immunitario attacca le cellule sane del corpo. Nelle persone con diabete di tipo 1 il sistema immunitario attacca le cellule beta del pancreas, eliminando la capacità del corpo di individuare il glucosio e produrre insulina. Nello studio i batteri usati erano microbi innocui, caratteristici dell'intestino umano. Gli scienziati suggeriscono che una esposizione misurata e sicura, a determinati batteri, potrebbe ridurre il rischio di malattie autoimmuni.
“I risultati di questo studio ci mostrano una nuova strada da percorrere” dice il vicepresidente esecutivo del settore ricerca della JDRF, Richard A. Insel, medico. “E, considerato che il numero di persone colpite da diabete negli Stati Uniti e in molte nazioni si aggira interno al 3% annuo, ogni passo è significativo. Questa ricerca ci spinge verso una miglior comprensione di come la flora batterica nel nostro corpo influenzi le difese e le risposte immunitarie che forniscono resistenza allo sviluppo del diabete di tipo 1. Tale comprensione potrebbe fornire un nuovo approccio terapeutico alla prevenzione.”

Per lo studio, i gruppi di lavoro guidati da Li Wen all'Università di Yale e Alexander V. Chervonsky all'Università di Chicago hanno usato topi che, in condizioni normali, non avrebbero sviluppato il diabete. Se cresciuti in un ambiente senza germi, invece, i topi hanno sviluppato il diabete. I topi che sono stati esposti a comuni batteri intestinali hanno mantenuto un basso profilo di rischio per la malattia.

Articolo adattato da “Medical News Today” dall'originale apparso sulla stampa 7.10.2008

Fonte: Michael Cook 7.10.2008
Juvenile Diabetes Research Foundation International

Traduzione a cura di Daniela
"

 Postato da admin2 il Fri 10 October 2008
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 Su The Lancet risultati studio di fase 3 su Liraglutide

RicercaRita ha scritto "The Lancet ha pubblicato i dati dello studio di fase 3 “LEAD™ 3” su liraglutide, per la cura del diabete di tipo 2.
"

 Postato da admin2 il Wed 01 October 2008
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 Diabete: scoperti batteri amici, scudo contro tipo 1

RicercaRita ha scritto "Un'equipe di studiosi di Chicago ha dimostrato come la presenza di un comunissimo batterio nello stomaco di topi finiva per proteggereli dal diabete di tipo 1."

 Postato da admin2 il Wed 01 October 2008
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 Diabete, per curarlo basterà una iniezione a settimana

RicercaRita ha scritto "Una sola iniezione di exenatide alla settimana per contrastare il diabete di tipo 2."

 Postato da admin2 il Tue 16 September 2008
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 Verso la cura definitiva del diabete giovanile

RicercaRita ha scritto "In una ricerca del Massachusetts General Hospital di Boston sono riusciti a distruggere selettivamente quelle cellule del sistema immunitario responsabili degli attacchi autoimmuni alle cellule del pancreas che producono l'insulina.
"

 Postato da admin2 il Fri 12 September 2008
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 Diabete,cura con cellule in scatola

RicercaRita ha scritto "Sperimentato sugli animali. Entro tre anni test sull'uomo. E le classifiche dicono che in Italia la malattia si cura bene "

 Postato da admin2 il Thu 11 September 2008
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 Obesità e diabete: tutta colpa dello stress cellulare

RicercaRita ha scritto "Uno studio ha dimostrato che il grasso delle persone obese è "malato" e che è questa condizione a predisporli a ictus e diabete.
"

 Postato da admin2 il Wed 03 September 2008
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 Una cura per il diabete?

RicercaHorus ha scritto "In un esperimento, che ha sorpreso anche coloro che lo hanno fatto, scienziati canadesi dicono di aver aperto una porta ad una potenziale cura di questa malattia.

Dei topi diabetici si sono curari in pratica immediatamente, dopo che gli studiosi hanno iniettato una sostanza che contrasta il mal funzionamento di un paio di tipi di cellule nervose nel pancreas.

"Non potevo crederlo", disse il Dott. Michael Salter, un medico dell'ospedale per bambini ammalati di Toronto e integrante del gruppo. "I topi che avevano diabete, già non lo avevano più".

I ricercatori dicono che devono ancora confermare la scoperta sugli esseri umani, sono fiduciosi nell'ottenere risultati fra un anno circa. In caso dovesse sorgere un trattamento è ancora lontano.

"Non avevo mai visto una cosa del genere", disse il Dott. Hans Michael Dosch, un immunologo dell'ospedale e leader della ricerca. "Nella mia carriera, è una cosa unica".

I risultati ottenuti entrano in contrasto con l'opinione pubblica, fino ad oggi pensava che il diatebe tipo 1, la forma più severa della malatia che si mostra durante i primi anni dell'infazia era causata unicamente come risposta autoimmune, che vuole dire, che il sistema immunologico del corpo si volta contra se stesso.

Sono anche arrivati a scoprire che c'erano più simillitudini fra il diabete tipo 1 e il tipo 2 di quelli supposti che probabilmente i nervi giocano un ruolo importante nelle altre condizioni infiammatorie croniche, come sono l'asma e la malatia di Crohn

La terapia insulinica è l'unico trattamento per il diabete tipo 1, e non può impedire molti degli effetti collateri, dagli attacchi di cuore fino al danno dei reni

Il Dott. Dosch in un articolo pubblicato nel 1999 era arrivato alla conclusione che ci sono similitudini sorprendenti fra il diabete e la sclerosi multipla, una malatia del sistema nervoso centrale

Sospettando una relazione fra i nervi e il diabete, lui e il Dott. Salter utilizzarono un vecchio trucco di sperimentazione: iniettare capsaicina, l'ingrediente attivo del peperone piccante, per far morire i nervi sensori pancreatici nei topi che avevano l'equivalente del diabete tipo 1.

"Inoltre ricevemmo lo stupore più grande della nostra vita", disse il Dott. Dosch. Quasi immediatamente, le isole (ndt. isole di Langerhans) cominciarono a produrre insulina in forma normale.

Svilupparono allora un trattamento, il quale consiste in iniettare un neuropeptide, chiamato "sostanza P", nel pancreas di topi diabetici. I risultati furono impressionanti.

Scoprirono anche che il suo trattamento eliminava la resistenza all'insulina che è la caratteristica del diabete tipo 2.

Adesso, i ricercatori si dedicano a confermare se la connessione fra i nervi sensori e il diabete c'è anche negli esseri umani. Se così fosse, allora vedranno se il loro trattamento avrà lo stesso effetto sulle persone.

Nulla è sicuro, "però c'è un futuro promettente", disse il Dott. Salter.

Fonte: http://www.chilein.com/cura_milagrosa.htm

Traduzione a cura di Thomas"

 Postato da admin2 il Tue 02 September 2008
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 Ferite da rimarginare? La saliva aiuta

RicercaRita ha scritto "Uno studio olandese ha identificato un componente della saliva capace di facilitare e accelerare la rimarginazione delle ferite.
"

 Postato da admin2 il Mon 01 September 2008
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 Saliva come cicatrizzante

RicercaRita ha scritto "E' stata scoperta la proteina contenuta nella saliva che ha l’effetto cicatrizzante, l’istatina, ora le prospettive d’uso sono sconfinate."

 Postato da admin2 il Wed 27 August 2008
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 Diabete: studio, bebe' nati col cesareo piu' a rischio tipo 1

Ricercarita ha scritto "I 'figli' del parto cesareo si ammalano più facilmente di diabete di tipo 1."

 Postato da admin2 il Wed 27 August 2008
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 Possibile alternativa a iniezioni giornaliere insulina

Ricercarita ha scritto "La nuova cura prevede un'iniezione periodica di una sostanza gelatinosa che contiene l'insulina, ma non e' pero' priva di rischi.
"

 Postato da admin2 il Mon 18 August 2008
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 Create staminali su misura per dieci diverse malattie

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori hanno creato delle speciali linee di cellule staminali simili alle embrionali ricavate da cellule adulte di pazienti.
"

 Postato da admin2 il Wed 13 August 2008
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 Livelli di glicemia postprandiale autonomamente associati con tasso mortalità

RicercaTuck ha scritto "Risultati di un nuovo studio mostrano quale informazione dai test da carico orale di glucosio può essere usata in maniera separatamente per predire la mortalità.
Secondo i ricercatori dell'Istituto Universitario Nazionale per la Salute di Parma, il fattore di rischio indipendente più significativo per la mortalità, nello studio in questione, è stato l'elevato valore della glicemia due ore dopo il pasto. I ricercatori hanno studiato 1.401 persone di età fra i 17 e i 95 anni, che hanno partecipato ad una studio longitudinale sull'invecchiamento a Baltimora. Ogni soggetto è stato sottoposto a uno o più test da carico orale di glucosio e ad ognuno sono stati fatte misurazioni della glicemia e dell'insulina ogni 20 minuti, per un periodo di due ore. Nessuno dei partecipanti aveva il diabete all'inizio dello studio.
Durante i vent'anni di durata dello studio, il test da carico di glucosio dopo la prima ora e i livelli di insulina sono aumentati leggermente con l'età. I livelli del test da carico dopo la seconda ora sono invece aumentati notevolmente (4% per decennio). La maggior crescita dei valori dopo due ore, registrata con l'età, è coerente con i precedenti report, secondo lo studio.
Se esaminati separatamente i risultati del test da carico di glucosio dopo 100 e 120 minuti sono stati anche indicatori indipendenti di mortalità, così come i livelli di insulina a digiuno e dopo 100 minuti. L'elevato valore della glicemia dopo due ore è stato l'unico fattore independente di rischio significativo per la mortalità. Questi risultati suggeriscono, secondo i ricercatori, la bontà dell'uso del test da carico di glucosio nella pratica clinica

Fonte: Diabetes Care 2008;31:1026-1030

http://www.diabetesincontrol.com/results.php?storyarticle=5861

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Tue 08 July 2008
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 Importanti segnali corporei interni per la ricerca sul diabete

RicercaRita ha scritto "Una ricerca ha fatto nuove scoperte su come un corpo sano regola la concentrazione di glucosio nel sangue.
"

 Postato da admin2 il Tue 01 July 2008
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 Il diabete potrebbe provocare la sordità

RicercaRita ha scritto "Da uno studio è emerso che i diabetici potrebbero avere anche problemi uditivi.
"

 Postato da admin2 il Mon 30 June 2008
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 Diabete di tipo 2 di nuova diagnosi e terapia intensiva con insulina

RicercaRita ha scritto "Diabete di tipo 2 di nuova diagnosi: la terapia intensiva con Insulina ha effetti benefici sulla funzione delle cellule beta e sul controllo glicemico.

"

 Postato da admin2 il Fri 27 June 2008
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 Gli effetti del diabete tipo 1 sulla sostanza bianca

RicercaTuck ha scritto "Studi del Centro-diabete Joslin per la ricerca sul comportamento e la salute mentale

OBIETTIVO/IPOTESI
Studi che analizzano struttura, neurofisiologia e stato della sostanza bianca, fra i pazienti diabetici di tipo1, hanno dato risultati contraddittori. Lo scopo era di studiare la relazione tra diabete di tipo1 e i segnali iperintensi della sostanza bianca.

METODO
Tali studi hanno accertato l'integrità della sostanza bianca (utilizzando la tecnica della risonanza magnetica nucleare), eventuali sintomi depressivi e funzione neurofisiologica in 114 pazienti diabetici di tipo1 e in 58 persone non diabetiche di età corrispondente, come gruppo di controllo.

RISULTATI
Nei 114 pazienti diabetici (con una storia di diabete lunga ma relativamente giovani) sono stati riscontrati soltanto segnali iperintensi nella sostanza bianca di grado 1 e 2 sulla scala di Fazekas1; la gravità delle lesioni non differiva sostanzialmente da quella rilevata nei 58 soggetti di controllo. L'iperintensità dei segnali della sostanza bianca non è stata associatia con una storia clinica di depressione o con le caratteristiche cliniche del diabete, incluse retinopatia, ipoglicemie severe o, ancora, con il controllo glicemico.

CONCLUSIONI/INTERPRETAZIONI
I dati degli studi non supportano la teoria di una associazione tra le caratteristiche del diabete e l'iperintensità della sostanza bianca fra i partecipanti, pazienti diabetici di tipo1 relativamente giovani.

NdT
1. dal 01 luglio 2005 Direttore del Dipartimento Clinico di Neurologia Generale dell'Università di Graz

Fonte: Pubmed - 18/12/2007

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Fri 13 June 2008
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 Un controllo intensivo della glicemia riduce le complicazioni gravi

RicercaRita ha scritto "Il più grande studio mai realizzato nel diabete indica che un controllo intensivo della glicemia riduce le complicazioni gravi"

 Postato da admin2 il Mon 09 June 2008
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 Geni collegano l'obesità con il diabete

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori hanno scoperto una sequenza genetica che fluenza il modo in cui mangiamo e quanta energia consumiamo o conserviamo.
"

 Postato da admin2 il Thu 05 June 2008
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 Il microinfusore riduce la variabilità glicemica

Ricercazeroqi ha scritto "Variabilità glicemica nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 con buon controllo glicemico: minore variabilità con la terapia con microinfusore rispetto alla terapia multiniettiva con insulina glargine.

La superiorità della terapia con microinfusore (continuous subcutaneous insulin infusion - CSII) rispetto alla terapia multiniettiva (multiple daily injections - MDI) non è certa.

In questo studio cross-over randomizzato, abbiamo confrontato le terapie CSII e MDI con glargine in pazienti affetti da diabete di Tipo 1 con buon controllo glicemico in terapia con CSII. Abbiamo individuato la variabilità glicemica come end-point primario.

CARATTERISTICHE DELLO STUDIO: trentanove pazienti [età 38.1 +/- 9.3 (mean +/- sd), affetti da diabete da 16.6 +/- 8.2 anni, emoglobina glicosilata (HbA(1c)) 7.6 +/- 0.8%], già in terapia con CSII da almeno sei mesi; assegnati in maniera casuale alla terapia CSII con lispro o alla terapia MDI con lispro e glargine. Dopo 4 mesi, i pazienti dei due gruppi hanno scambiato il tipo di terapia. Durante l'ultimo mese di ogni terapia, è stata analizzata la variabilità glicemica utilizzando i valori di deviazione standard glicemica, ampiezza media dell'escursione glicemica (mean amplitude of glycaemic excursions MAGE), indice di labilità ed il range del rischio medio giornaliero (average daily risk range ADRR). Come end-point secondari sono stati analizzati il profilo glicemico, l'emoglobina glicosilata HbA(1c), il numero di episodi di ipoglicemia ed iper-glicemia, il profilo lipidico, gli acidi grassi liberi (free fatty acids FFA), l'ormone della crescita e la soddisfazione dei pazienti.

RISULTATI: Durante la terapia con CSII, la variabilità glicemica è risultata inferiore del 5-12% rispetto alla terapia MDI con glargine. La differenza è stata significativa solamente prima della colazione considerando la deviazione standard glicemica (P = 0.011), significativa in generale considerando la MAGE (P = 0.016) ed l'indice di labilità (P = 0.005) e non significativa prendendo in considerazione l' ADRR. Sebbene la HbA(1c) fosse simile con entrambe le terapie, rispetto alla terapia MDI con gl'argine, l'uso della terapia CSII ha comportato: livelli di glucosio nel sangue significativamente inferiori, minori episodi di iperglicemia, minor dosaggio di insulina, minori FFA e maggiore soddisfazione dei pazienti. La frequenza di episodi di ipoglicemia è risultata simile con entrambi i trattamenti.

CONCLUSIONI: Durante la terapia con CSII, la variabilità glicemica è inferiore, il controllo glicemico migliore e la soddisfazione dei pazienti è maggiore riaspetto alla terapia MDI con glargine.

Università di Padova - Bruttomesso D. daniela.bruttomesso@unipd.it

Fonte: www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18307459 - 03/2008

Traduzione a cura di Claudio"

 Postato da admin2 il Fri 30 May 2008
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 Diabete 2, dati-shock sugli effetti di interventi sugli stili di vita

RicercaRita ha scritto "È emerso che gli interventi combinati sullo stile di vista hanno ridotto del 43% l’incidenza del diabete di tipo 2 nell’arco di 20 anni.
"

 Postato da admin2 il Wed 28 May 2008
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 Ricerca / insulina per curare diabete prodotta dal fegato

RicercaRita ha scritto "La ricerca si basa sulla dimostrazione sperimentale che alcuni geni sono in grado di attivare il gene dell'insulina nelle cellule del fegato.
"

 Postato da admin2 il Tue 27 May 2008
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 Un gene fetale contribuisce al rischio di diabete

RicercaRita ha scritto "Un gene fetale sembra essere in grado di aumentare la vulnerabilità al diabete di tipo 2 nelle fasi successive della vita.
"

 Postato da admin2 il Fri 23 May 2008
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 Quali sono i trattamenti più efficaci per la retinopatia diabetica?

RicercaRita ha scritto "Il controllo della glicemia e della pressione sono i cardini per la prevenzione e il rallentamento della retinopatia diabetica.
"

 Postato da admin2 il Fri 23 May 2008
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 Iperglicemia in gravidanza: pubblicati risultati dello studio HAPO

RicercaRita ha scritto "Risultati sullo studio clinico HAPO (Hyperglycemia and Adverse Pregnancy Outcome). "

 Postato da admin2 il Tue 20 May 2008
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 Le staminali aprono una nuova frontiera: addio iniezioni di insulina?

RicercaRita ha scritto "Una terapia con cellule staminali per la prima volta al mondo ha reso inutili le quotidiane iniezioni di insulina in pazienti che soffrono di diabete.
"

 Postato da admin2 il Tue 20 May 2008
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 Infusore ad ansa chiusa pregi e difetti

Ricercapumpy ha scritto "Erogazione completamente automatizzata di insulina (con sistema) ad ansa chiusa contro (sistema di) controllo ibrido semiautomatico in pazienti pediatrici con diabete di tipo 1 per mezzo di pancreas artificiale.

OGGETTO - La terapia più promettente nella sostituzione delle beta-cellule per i bambini affetti da diabete di tipo 1 è un pancreas artificiale ad ansa chiusa che incorpora i sensori continui di glicemia e i microinfusori. Il sistema Medtronic MiniMed per la erogazione fisiologica esterna di insulina (ePID) unisce un microinfusore esterno e un sensore dotato di algoritmo a variabile tasso di infusione insulinica per simulare le fisiologiche caratteristiche delle beta-cellule.Tuttavia, il ritardo nell’assorbimento dell’insulina associato alla rotazione dei siti di infusione sottocutanea inevitabilmente determinano una significativa escursione glicemica postprandiale.

PROGETTO E METODO DI RICERCA - Abbiamo studiato la utilità del sistema Medtronic ePID nei giovani con diabete di tipo 1 e abbiamo ipotizzato che piccoli boli manuali prepasto “priming” avrebbero ridotto le escursioni glicemiche postprandiali durante il controllo ad ansa chiusa. Diciassette adolescenti (eta’ 15.9 + o - 1.6 anni; A1C 7.1 + o – 0.8%) sono stati controllati per 34 ore con il sistema ad ansa chiusa; 8 con controllo ad ansa chiusa completa (FLC) e 9 con controllo ibrido ad ansa chiusa (HCL) (bolo “priming” prepasto).

RISULTATI - I livelli medi di glucosio sono stati 135 + o - 45mg/dl nel gruppo HCL contro 141 + o - 55mg/dl del gruppo FLC (P = 0.09); i livelli di glucosio durante il giorno in media sono stati 149 + o – 47mg/dl nel gruppo HCL contro il 159 + o – 59mg/dl nel gruppo FLC (P=0.03). Il picco glicemico postprandiale mediamente è stato di 194 + o – 47mg/dl nel gruppo HCL contro 226 + o – 51mg/dl nel gruppo FLC (P=0.04). Il controllo notturno è stato simile in entrambi i gruppi ( 111 + o – 27 contro 112 + o – 28 mg/dl).

CONCLUSIONI – Il controllo glicemico ad ansa chiusa con sensore esterno e microinfusore offre uno strumento per raggiungere valori glicemici di normalità nei giovani con diabete 1 durante la notte. L’aggiunta di piccoli boli “priming” manuali di dosi insuliniche, erogati 15 minuti prima del pasto, migliora l’escursione glicemica postprandiale.

Abbreviazioni: FCL, fully closed loop, ansa chiusa completa • HCL, hybrid closed loop, ansa chiusa ibrida • PID, proportional-integrative-derivative, proporzionale integrale- derivata


Corresponding author: Stuart A Weinzimer, MD, Yale University Department of Pediatrics, P.O. Box 208064, 333 Cedar St., New Haven, CT 06520-8064. E-mail: stuart.weinzimer@yale.edu
Stuart A. Weinzimer, MD 1, Garry M. Steil, PHD 2, Karena L. Swan, MD 1, Jim Dziura, PHD 3, Natalie Kurtz, PHD 2 and William V. Tamborlane, MD 1,3

1 Department of Pediatrics, Yale University School of Medicine, New Haven, Connecticut
2 Medtronic MiniMed, Northridge, California
3 Yale Center for Clinical Investigation, Yale University School of Medicine, New Haven, Connecticut

Fonte: Diabetes Care 2008 Maggio (31:934-939, 2008)

Traduzione a cura di Alessandra"

 Postato da admin2 il Tue 20 May 2008
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 Ridurre il glucosio può allungare la vita del 25%

Ricercazeroqi ha scritto "Ridurre il glucosio può allungare la vita del 25%
La vita può essere più dolce se diminuisci il consumo di zucchero.

Alcuni ricercatori tedeschi hanno riscontrato che limitando l'assunzione di glucosio - uno zucchero semplice che si trova nei cibi quali i dolci, e che è fonte primaria di energia per l'organismo - si innesca un processo che incrementa fino al 25% il periodo di vita di alcune larve.

In uno studio pubblicato su Cell Metabolism i ricercatori sostengono che la chiave è stata incrementare il livello di “radicali liberi” - molecole instabili che possono danneggiare l'organismo e delle quali tentiamo di liberarci consumando cibi e bevande ricche di antiossidanti quali la vitamina E.

Michael Ristow, endocrinologo dell'Università di Jena e del German Institute of Human Nutrition e responsabile dello studio, ha affermato che la limitazione del glucosio ha dapprima stimolato le larve a generare più radicali liberi, ed ha quindi rapidamente indotto la costruzione di difese durature nei confronti di queste molecole.

Ristow afferma: “Durante il processo la larva genera più radicali liberi, i quali attivano all'interno della larva maggiori difese nei confronti degli stessi. Un effetto negativo ha come conseguenza qualcosa di buono. Il corpo ha bisogno di glucosio, ma un'assunzione eccessiva non è salutare.”

I ricercatori sanno da tempo che una diminuzione nella assunzione di calorie incrementa la longevità in larve e primati, e lo studio di Ristow attribuisce tale effetto alla diminuzione di glucosio. Esso inoltre individua per la prima volta una possibile causa del perché gli antiossidanti possono produrre più danni che benefici.

Il team tedesco ha impiegato un agente capace di inibire l'utilizzo di glucosio quale fonte di energia nelle larve, ottenendo un'estensione del periodo di vita del 25%, pari 15 anni di vita di un essere umano.

Le larve, inibite nel consumo di glucosio hanno utilizzato maggiormente altri tipi di energia attingendo da altri tipi di processi cellulari. Tali attività hanno prodotto più radicali liberi, la presenza dei quali ha causato la produzione di enzimi capaci di rafforzare le difese contro queste pericolose molecole.

Comunque, la somministrazione di antiossidanti e vitamine alle larve ha azzerato questi benefici, neutralizzando i radicali liberi e rendendo quindi non necessario per gli organismi produrre ulteriori difese.

I ricercatori affermano che: “Questi ultimi risultati suggeriscono sperimentalmente che l'uso estensivo di antiossidanti come integratori dell'alimentazione umana può indurre effetti indesiderati”

Fonte: Cell Metabolism October 2007, Vol 6, 280-293, 03

Traduzione a cura di Claudio"

 Postato da admin2 il Sun 18 May 2008
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 Scienziati individuano molecola che favorisce il rilascio di insulina

RicercaRita ha scritto "Alcuni scienziati hanno identificato una molecola che regola il grasso corporeo e il rilascio di insulina da parte del pancreas.
"

 Postato da admin2 il Sat 17 May 2008
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 Sedere grosso meno rischio di diabete?

Ricercarita ha scritto "I ricercatori sostengono che il grasso raccolto nell'addome può incrementare i rischi di diabete, mentre le persone con un corpo cosiddetto a pera, con il grasso che si deposita su fianchi e sedere, sono meno prone a questo genere di disordini.
"

 Postato da admin2 il Tue 13 May 2008
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 Un nuovo aiuto da cromolyn

Ricercapumpy ha scritto "La terapia con cromolyn per uso topico stabilizzando le cellule albero [mastociti N.d.T] puo’ rallentare la lipodistrofia, indotta precocemente nei siti di iniezione dagli analoghi di insulina umana, e prevenire ulteriori lesioni.

Il Dr. Allison B. Goldfine del Joslin Diabetes Center, Boston, Massachusetts afferma che, “ il problema di lipodistrofia locale non è comune, e che i vantaggi degli analoghi di insulina per i pazienti con diabete superano questo piccolo rischio”. “ Tuttavia, ci piacerebbe che la nostra terapia offrisse uno strumento per trattare le lesioni in coloro che avessero sviluppato questa rara complicanza”.

Dr. Goldfine e colleghi hanno descritto la patofisiologia indotta dall’insulina umana ricombinante responsabile di lipodistrofia e il suo esito al trattamento con cromolyn topica in 3 donne e 2 uomini con severa atropia. [Lipoatrofia ( lipodistrofia) è il termine che descrive la localizzata perdita di tessuto adiposo. Ciò può verificarsi a seguito di iniezioni sottocutanee di insulina N.d.T].

Gli studiosi riferiscono che la biopsia subcutanea dai siti di iniezione affetti in forma acuta e cronica ha manifestato un aumentato numero di cellule albero interstiziali e perivascolari con degranulazione attiva in tutti i casi e una eosinofili significativa in 3 casi.

Spiegano che “Il sodio cromoglicato per uso topico è stato applicato 2 volte al giorno nelle aree atrofiche e per profilassi sui nuovi siti oggetto di iniezione”.

I ricercatori hanno notato che nessuno dei pazienti ha sviluppato nuove lesioni lipoatrofiche dopo aver usato in via topica cromolyn, e che 4 dei 5 ( pazienti) hanno mostrato un significativo miglioramento della lipoatrofia, con guarigione completa dopo solo 4 settimane in un paziente.
Il solo paziente che non ha evidenziato miglioramenti nelle lesioni, ha mostrato un peggioramento delle stesse.
La paziente riportava però il più lungo intervallo di tempo dalla prima comparsa della lipoatrofia.

“Sulla base dei nostri risultati ipotizziamo che le cellule albero trovate in abbondanza in siti lipodistrofici indotti da insulina, contribuiscano patologicamente al processo infiammatorio distruttivo. Queste sono state le tryptase-positive/ chymase-positive, un sottotipo di cellule albero noto per essere sensibile a cromolyn ma resistente ai glucocorticoidi”. I ricercatori hanno concluso.
“I medici stanno optando per l’impiego delle nostre scoperte e per l’uso empirico di cromolyn senza biopsia” ha detto Dr. Goldfine e “ Non si tratta di un approccio irragionevole”.

Studi futuri a lungo termine, ha concluso Dr. Goldfine “aiuteranno a capire se questi pazienti avranno bisogno di usare cromolyn topica permanentemente per prevenire le lesioni da lipoatrofia, o se dopo un certo periodo di trattamento con cromolyn, la sua sospensione con o senza un ulteriore intervento potrà arrestare il processo”.

Fonte: Diabetes Care 2008; 31: 442-444

Traduzione a cura di Alessandra"

 Postato da admin2 il Mon 12 May 2008
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 Nutrizione del neonato e rischio di diabete mellito tipo 1

RicercaElisabetta ha scritto "Nutrizione del neonato e rischio di diabete mellito tipo 1: uno studio caso -controllo basato sulla popolazione nazionale.


Introduzione: L'evidenza sul ruolo dei fattori ambientali nello sviluppo del diabete tipo 1 è tuttora controverso. Noi abbiamo studiato l'associazione tra il rischio di diabete tipo 1 e l'esposizione di tipo nutrizionale ed ambientale nei bambini in età pre-scolare.

Metodi: Questo studio caso controllo, basato sull'intera popolazione nazionale, ha incluso 760 casi di diabete tipo 1 neo diagnosticati tra il 1992 e il 1995, al di sotto dei 5 anni di età. Dalla popolazione generale sono stati selezionati in modo casuale 1871 controlli e appaiati individualmente per età (+/- di 1 anno), sesso e residenza. Attraverso un questionario somministrato ai genitori, sono state ottenute informazioni sulla dieta seguita dai bambini, su eventuali episodi fetali e perinatali e su fattori socio-economici e familiarità al diabete. I dati sono stati analizzati mediante regressione logica condizionata.

Risultati: La durata dell'allattamento al seno e l'età di introduzione del biberon sono risultati inversamente correlati col rischio di diabete tipo 1, con una relazione causa-effetto (significatività statistica pConclusioni: I nostri risultati indicano che l'alimentazione nell'infanzia è associata con il rischio di diabete tipo 1 e che una parte considerevole di nuovi casi di diabete tipo 1 è potenzialmente prevenibile.

Rosenbauer J, Herzig P, Giani G.

Fonte: Diabetes Metab Res Rev. 2008 Mar-Apr;24(3):211-22

Traduzione a cura di Elisabetta"

 Postato da admin2 il Mon 12 May 2008
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 Bassi livelli di vitamina B12 in gravidanza e insulino-resistenza nei nascituri

RicercaTuck ha scritto "Secondo i risultati di uno studio, bassi livelli di vitamina B12 durante il primo trimestre e alti livelli di B9 nel secondo trimestre della gravidanza sembrano predisporre i nascituri all'insulino-resistenza.
Un gruppo di studio sulla nutrizione materna, di cui fa parte il Dr. Chittaranjan S. Yajnik del King Edward Memorial Hospital di Pune, nell'India occidentale, composto da medici di varie nazionalità, ha analizzato la composizione dei pasti di 700 donne alla 18esima ed alla 28esima settimana di gestazione: vitamine B12 e B9, omocisteina1 totale e livelli di acido metilmalonico2 .
653 figli di queste donne sono stati seguiti fino ai sei anni di età con analisi fisiche e biochimiche, composizione del corpo (assorbimetria con raggi x) e insulino-resistenza (usando modelli omeostatici).
I livelli di B12 nel plasma erano bassi (<150 pmol/L) nella maggioranza delle donne alla 18esima settimana e alla 28esima settimana di gestazione, ma i ricercatori riferiscono che erano significativamente più alti tra quelle madri la cui dieta includeva latticini e cibo non esclusivamente vegetariano; inoltre, in media, la vitamina B9 nei globuli rossi era significativamente elevata alla 28esima settimana di gestazione.
Il gruppo di studio del Dr. Yajnik ha rilevato inoltre che l''insulino-resistenza ai sei anni di età dei bambini era, in media, significativamente più alta nei nati da madri che avevano avuto bassi livelli di B12 alla 18esima settimana e alti livelli di B9 alla 28esima ed era la più elevata in quelli dove si era riscontrata la combinazione dei due dati. L'adiposità era più elevata fra i nati da madri con più alti livelli di vitamina B9, aggiungono.
Aumentati livelli di omocisteina nel plasma e di acido metilmalonico (a seguito dei bassi livelli di B12 nel plasma) hanno come conseguenza lipogenesi, la riduzione della sintesi delle proteine e la riduzione della massa magra, che, postulano i ricercatori, potrebbero essere considerati i precursori dell'insulino-resistenza,
“L'epigenetica3, in special modo la metilazione del DNA4 potrebbe essere un altro meccanismo di programmazione nutrizionale” aggiungono gli stessi ricercatori.
Il Dottor Yajnik afferma che “Uno squilibrio nei livelli di vitamina B12 e di B9 produce effetti indesiderabili”.
“Il vegetarianismo multigenerazionale ha reso comune fra gli indiani la carenza di vitamina B12, mentre la carenza di vitamina B9 è relativamente rara” spiega il Dottor Yajnik. “Assumere elevate quantità di vitamina B9, per le madri con carenza di vitamina B12, potrebbe aumentare il rischio di diabete di tipo 2 nei nascituri.”
“Il programma nazionale sull'anemia raccomanda l'uso di ferro e vitamina B9 durante la gravidanza ma ignora la vitamina B12. Questo fattore va riconsiderato e deve essere data attenzione alla vitamina B12” conclude il Dottor. Yajnik.

Fonte: Diabetologia 2008; 51:29-38


Note del traduttore:

1. un aminoacido solforato che si forma in seguito a perdita di un gruppo metilico da parte della metionina, un aminoacido essenziale che deve essere introdotto con la dieta
2. la misurazione dell'acido metilmalonico è il test più sensibile per verificare lo status della vitamina B12
3. la regolazione dei geni tramite processi chimici che non comportano cambiamenti nel codice genetico del DNA
4. una delle più importanti modificazioni post-replicative del genoma


Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Thu 08 May 2008
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 Sanità: creato gel per insulina direttamente nell'intestino

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori hanno messo a punto un composto chimico sotto forma di gel che avvolgendo la molecola di insulina e la protegge dall'azione dei succhi gastrici.
"

 Postato da admin2 il Wed 07 May 2008
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 Siena, identificate nuove cause del diabete giovanile

RicercaRita ha scritto "Identificate nuove cause genetiche ed ambientali che provocano il diabete giovanile e chiariti i meccanismi che conducono alla distruzione delle cellule che producono l'insulina.
"

 Postato da admin2 il Mon 05 May 2008
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 Svelati i meccanismi della 'fame' cellulare

RicercaRita ha scritto "Uno studio suggerisce la possibilità di un collegamento fra alterazioni dei meccanismi di risparmio energetico cellulare, diabete e cancro.
"

 Postato da admin2 il Tue 29 April 2008
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 Al via la terza fase di studi sul vaccino Diamyd ®

RicercaTuck ha scritto "La Diamyd Medical ha annunciato che l'Agenzia Svedese per il Farmaco (MPA), in Europa, e la Food and Drug Administration (FDA), negli Stati Uniti, hanno accolto la richiesta della società per l'avvio della terza fase degli studi sul vaccino contro il diabete chiamato Diamyd ®


“Sono estremamente lieto di poter ora offrire ai nostri pazienti a cui è stato recentemente diagnosticato il diabete di tipo uno la possibilità di partecipare anche allo studio europeo” dice il professor Johnny Ludvigsson, Linkoping, Svezia, ricercatore di riferimento per questo studio.

I gruppi sul diabete, provenienti da circa 20 cliniche pediatriche svedesi, si incontreranno a Linkoping in Svezia il 4 aprile per discutere i dettagli di questo studio, che riguarderà 306 nuovi pazienti con diabete di tipo uno. La Diamyd Medical sta pianificando di realizzare studi di prova in altre tre o quattro nazioni europee e di includere 20 nuove cliniche allo studio.
“L'approvazione da parte dell'Agenzia Svedese per il farmaco (MPA) è un ulteriore importante passo nello sviluppo del Diamyd ® verso il mercato” dice Elisabeth Lindner, Presidente e Amministratore Delegato della Diamyd Medical. “La scorsa settimana abbiamo ottenuto l'autorizzazione dalla Food and Drug Administration (FDA ) ad iniziare una terza fase parallela negli Stati Uniti, e assieme allo studio pianificato da TrialNet, sempre negli Stati Uniti, l'interesse per il Diamyd è forte. Riceviamo giornalmente richieste da genitori di pazienti che desiderano partecipare ai nostri studi.”

http://www.diamyd.com

Fonte: www.diabetesincontrol.com

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Mon 28 April 2008
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 La glicemia a digiuno vacilla come fattore di rischio per il diabete?

Ricercapumpy ha scritto "La retinopatia si presenta in un considerevole numero di casi, anche quando i livelli di glucosio sono inferiori a quelli che innescherebbero una diagnosi di prediabete, basandosi sulla meta-analisi. [la meta analisi combina i risultati di diversi studi che affrontano una serie di ipotesi di ricerca N.d.T]

Più del 60% dei casi di retinopatia sono riscontrati tra pazienti con valori di glucosio plasmatico a digiuno inferiori a 7,0 mmol/L (126 mg/dl) ha dichiarato Tien Wong , M.D. Ph.D., dell’Università di Melbourne.

I criteri per la diagnosi di diabete proposti dalla WHO [World Health Organization N.d.T] e dalla Associazione Diabetici Americani, sono stati elaborati sulla base dei crescenti fenomeni di retinopatia oltre la soglia glicemica di 7 mmol/L (126 mg/dl) riportata in 3 precedenti studi.

Tuttavia questi studi hanno valutato la retinopatia partendo dall’esame clinico diretto oftalmoscopico o sulla singola fotografia retinica piuttosto che sulla regola d’oro dei trial clinici, fotografie multi-campo.

La meta-analisi dei trial usando il metodo più affidabile “punta alla necessità di rivedere gli attuali criteri diagnostici per il diabete” hanno dichiarato i ricercatori.

La meta-analisi non ha offerto una soglia alternativa che potrebbe fungere allo scopo, hanno fatto notare, e c’è scetticismo sul fatto che riducendo ulteriormente gli standard, ciò si rivelerebbe un beneficio.

“Noi probabilmente dovremmo fissare meno l’attenzione su un solo singolo fattore universale da rimuovere e invece investire risorse, basandosi su standardizzate e comprovate risultanze sul rischio individuale, in modo da combinare le misurazioni della glicemia con gli altri fattori di rischio” hanno suggerito.

“Ma che cosa dovremmo dire ai nostri pazienti che ci chiedono se sono diabetici?” Il Dr. Wong e i suoi colleghi hanno analizzato i dati incrociati di 3 coorti [In statistica e demografia, una coorte è un gruppo di soggetti - definito mediante verifica di un evento in un determinato periodo di tempo N.d.T] che hanno seguito il medesimo protocollo per classificare la retinopatia utilizzando fotografie retiniche multi-campo.

Questo ha coinvolto 3162 partecipanti provenienti dal Blue Mountain Eye Study con la prospettiva di 5 anni di follow up per 1903 di questi pazienti; 2182 partecipanti all’ Australian Diabetes, Obesity, and Lifestyle Study; e 6079 pazienti provenienti dal Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis.
Complessivamente la prevalenza di retinopatia in questi studi è stata rispettivamente del 11.5%, 9.6% e 15.8%. Non c’è stata una significativa soglia glicemica a digiuno in ordine alla quale la prevalenza di retinopatia sia stata più significativa.

Nello Studio Blue Mountain Eye, i ricercatori hanno osservato che la percentuale di retinopatia si assestava intorno al 10% anche a concentrazioni di glucosio plasmatico a digiuno inferiori a 5.6 mmol/L (100 mg/dl) – l’attuale definizione di valore normale – e aumentava notevolmente a concentrazioni superiroi a 6.3 mmol/L (115 mg/dl).

Nello Australian Diabetes Study, la retinopatia compariva ad un valore analogo tra pazienti con basse concentrazioni di glucosio nel plasma a digiuno come nell’insieme della coorte.La percentuale aumenta tra 7.1 e 7.8 mmol/L (tra 128 e 140 mg/dl) tuttavia per una retinopatia moderata non è stata suggerita una soglia.

Il Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis, ha mostrato lo stesso valore di incidenza a bassi livelli di glucosio plasmatici a digiuno ma nell’insieme non c’è stato un valore soglia per la retinopatia o per un esiguo numero di casi.

Accorpando i 3 studi dal 7.4% al 13.4% dei partecipanti aveva una retinopatia con valori glicemici inferiori a 5.6 mmol/L (100 mg/dl).

Studi precedenti avevano rilevato come la retinopatia non fosse comune, e che in una percentuale compresa tra il 2% e il 4% fosse presente tra quei pazienti con valori glicemici a digiuno inferiori a 5.6 mmol/L (100 mg/dl).

Negli studi combinati, la prevalenza di retinopatia si e’ collocata tra il 17.8% e il 34.7% per un valore superiore a 7.0 mmol/L (126mg/dl) eccessivo per una diagnosi di diabete.

Mentre gli studi precedenti hanno suggerito una sensibilita’ maggiore al 80% relativa alla soglia diagnostica di 7.0 mmol/L (126mg/dl), il gruppo del Dr. Wong ha scoperto una sensibilità inferiore compresa tra il 14.8% e il 39.1%, per il medesimo campione.

Oltretutto le analisi hanno mostrato una graduale ma aumentata frequenza di retinopatia per i valori di glicemia a digiuno rispetto al passato, il che suggerisce fortemente un continuo innalzamento (degli episodi di retinopatia N.dT) senza una soglia (di riferimento standard N.d.T), hanno detto i ricercatori.

“Tuttavia questi risultati su glicemia a digiuno e retinopatia sono ricchi di osservazioni sul fatto che la relazione tra glucosio e complicanze macrovascolari come le malattie cardiovascolari è ininterrotta e senza soglia di riferimento” Dr. Wong e colleghi hanno concluso, “ed è analoga al caso di un danno d’organo finale, scoperto tramite altri fattori di rischio cardiovascolare, quali pressione sanguigna e livelli di colesterolo.”

Practice Pearls:
spiego ai pazienti interessati che sebbene lo studio getti dubbi sui criteri usati per diagnosticare il diabete, il valore 7.0 mmol/L ( 126 mg/dl) usato sino ad oggi mostra d'essere il miglior strumento attualmente disponibile per la diagnosi.

Noto che lo studio non ha mostrato un valore che potrebbe realisticamente individuare pazienti a rischio di retinopatia basandosi sui valori di glicemia a digiuno.

Wong TY, et al "Relation between fasting glucose and retinopathy for diagnosis of diabetes: three population-based cross-sectional studies".

Fonte: Lancet 2008; 371: 736-743.

Traduzione a cura di Alessandra
"

 Postato da admin2 il Mon 28 April 2008
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 Il diabete durante la gravidanza aumenta il rischio di diabete tipo2 per i figli

RicercaTuck ha scritto "I ricercatori hanno individuato un nesso tra la comparsa di diabete di tipo 2 negli adulti e la presenza di diabete di tipo 1 o diabete gestazionale nelle loro madri.
Il Dott. Tine Dalsgaard Clausen e i suoi colleghi dell'ospedale universitario di Copenhagen ed altri medici in Danimarca hanno testato 597 adulti danesi per il diabete, o per condizioni che potrebbero portare al diabete. Come i ricercatori riportano sulla rivista medica "Diabetes Care" la probabilità di avere il diabete di tipo 2 o pre-diabete era collegata allo stato di diabete gestazionale.
Nello specifico, il tasso di diabete o di pre-diabete era del 21% nei soggetti nati da madri che avevano sofferto di diabete gestazionale, del 12% in quelli le cui madri avevano una predisposizione genetica per il diabete, dell'11% se le madri avevano avuto diabete di tipo 1 e del 4% in soggetti nati da donne che non avevano storia di diabete gestazionale o di altri tipi di diabete.
Secondo i ricercatori tali risultati darebbero credito all'idea che l'esposizione ad alti livelli di glucosio nell'utero contribuisca allo sviluppo del diabete di tipo 2 nell'età adulta. Avere come obiettivo per le gestanti una glicemia normale “potrebbe ridurre il rischio di diabete di tipo 2 nelle generazioni future”.

Diabetes Care, Febbraio 2008

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Thu 24 April 2008
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 Farmaco in pillola invece che nell'iniezione

RicercaRita ha scritto "Il brevetto dei chimici palermitani proteggerà i farmaci dall'aggressione dei succhi gastrici e potrà essere impiegato anche per i diabetici.
"

 Postato da admin2 il Tue 22 April 2008
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 GLP-1, incretina e incretino mimetici, cosa sono?

RicercaRita ha scritto "Alcune informazioni sugli incretino mimetici, GLP-1 e incretina.
"

 Postato da admin2 il Mon 21 April 2008
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 Alla ricerca di un collegamento fra apnee notturne e diabete

RicercaTuck ha scritto "Immaginate di provare a trattenere il fiato per 30 secondi, ogni minuto, per le prossime 8 ore.
Questo è esattamente quello che succede durante la notte ad alcune persone che soffrono di apnee notturne. Questa condizione fa perdere una buona notte di sonno a qualcosa come 12 milioni di americani*; le apnee notturne potrebbero inoltre causare problemi maggiori di questo. Alcuni medici affermano che le apnee notturne potrebbero giocare un ruolo in varie patologie, dall'alta pressione sanguigna a problemi cardiaci. Oggi si teme una connessione con il diabete.
La maggior parte di noi indossa qualcosa di comodo prima di andare a letto. Lou Flocken indossa invece una maschera per l'ossigeno. Lou soffre di apnea notturna e poiché smette di respirare molte volte per ora, durante la notte, il suo medico insiste che utilizzi la maschera per mantenere aperte le sue vie aeree.
“Dicono che ogni ora si verificano 35 interruzioni del mio sonno. Questo comporta che io non riesca mai ad addormentarmi totalmente come ogni persona necessita; ognuno ha bisogno di cadere nello stato di sonno profondo.” dice Flocken.
Questa impossibilità di godere dello stato di sonno profondo potrebbe aver messo Lou in grossi guai. Sei mesi dopo la diagnosi di apnee notturne, infatti, Lou si è ritrovato al Pronto Soccorso con problemi cardiaci.
Questo collegamento non sorprende il Dott. Ulysses Magalang, un esperto di sonno del Centro Medico dell'Università Statale dell'Ohio. Egli afferma infatti che privare il corpo dell'ossigeno così frequentemente ha delle conseguenze. Coloro che soffrono di apnee notturne potrebbero avere un rischio di ictus o malattie cardiache superiore al normale. Oggi i dottori cercano un possibile collegamento con il diabete.
“Non sappiamo se le apnee notturne causano il diabete. Quello che sappiamo è che i pazienti con apnee notturne soffrono di un'aumentata resistenza all'insulina, caratteristica tipica dei pazienti con diabete.” dice Magalang.
Il Dott. Magalang dice che l'obesità è un rischio di fattore comune sia per il diabete che per le apnee notturne, e che le cellule grasse sembrano funzionare alla stessa maniera nei due casi. Vari studi hanno mostrato che utilizzare maschera per l'ossigeno durante la notte può prevenire problemi con queste cellule “grasse”. Il problema è però convincere i pazienti ad indossarle. “Nel migliore dei casi, circa 6 persone su 10 si lamentano della lunga durata di questo trattamento. Per questo motivo abbiamo bisogno di nuove opzioni terapeutiche.” dice Magalang.
I medici stanno ricercando il possibile collegamento fra il diabete e apnee notturne. Ancora per molto non sapranno se esiste oppure no. Per il trattamento di queste apnee alcuni pazienti, in alternativa all'utilizzo della maschera d'ossigeno, si sottopongono ad interventi chirurgici per rimodellare il tessuto molle nella parte posteriore della gola, in modo da poter respirare con più facilità la notte.

*Apnee notturne Associazione Americana dei medici di famiglia, tratto da www.familydoctor.org-Marzo 2008

Studio Ohio State University - articolo pubblicato da www.medicalnewstoday.com il 3.4.2008

Traduzione a cura di Daniela"

 Postato da admin2 il Wed 16 April 2008
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 I pregi di Levemir

Ricercapumpy ha scritto "Levemir migliora significativamente il controllo glicemico e riduce nello stesso tempo gli episodi di ipoglicemia.

I nuovi risultati annunciati da Novo Nordisk sulla base di due studi, confermano che Levemir (insulina detemir [ dna ricombinante ] ) consente un ridotto aumento di peso se paragonata
alle altre insuline basali usate nel diabete di tipo 1 e 2.
Gli studi dimostrano anche, che Levemir favorisce un miglior controllo glicemico in entrambi i tipi di diabete e ridotti fenomeni di ipoglicemia.

In uno studio della durata di 2 anni condotto sul diabete di tipo 1, i pazienti trattati con Levemir hanno perso peso in modo significativo rispetto a quelli in trattamento con insulina NPH e hanno nel contempo migliorato di molto il controllo glicemico rispetto agli stessi trattati con NPH.
Questo primo studio a lungo termine con un’ insulina basale moderna messa a confronto con la più vecchia e comunemente usata NPH, dimostra che il vantaggio sul peso ponderale dato da Levemir è sostenibile, e che nello stesso tempo permette un miglior controllo glicemico, e un ridotto numero di ipoglicemie notturne.

I benefici di Levemir sono ampiamente confermati dal grande trial clinico randomizzato PREDECTIVE 303, che ha coinvolto più di 5000 pazienti. I pazienti diabetici di tipo 2 che sono passati dall’insulina NPH o glargine (Lantus NdT) a Levemir per un periodo di 26 settimane hanno effettivamente perso peso, pur continuando ad ottenere miglioramenti rilevanti nel controllo delle glicemia e riducendo gli episodi di ipoglicemia.

“Al di là del beneficio sul peso,sono i risultati presentati al meeting EASD (European Association for the Study of Diabetes ) che evidenziano come Levemir sia associata ad una significativa riduzione di peso corporeo, in entrambi i diabete di tipo 1 e 2, e che questo miglioramento si mantiene nel tempo. Levemir a ben vedere puo’ essere un’opzione più allettante nella scelta della insulina basale per tutti quei pazienti diabetici preoccupati dal rapporto: insulina – aumento ponderale.
Le scoperte sull’aumento di peso riferite al meeting EASD sono significative, su ben 13 studi clinici su 13 pubblicati, l’unico vantaggio sul peso è riferito a Levemir , la quale è stata confrontata con le altre insuline basali , la glargine e la NPH. Di questi studi 3 su 15 hanno presentato i dati raccolti su più di 4000 pazienti diabetici.

Un aumento di peso corporeo può avere un effetto avverso sul rischio cardiovascolare dell’individuo. Se un paziente rinviasse l’inizio del trattamento insulinico per il timore di ingrassare, i livelli di glucosio potrebbero restare senza controllo, esponendo il paziente ad un elevato rischio di complicanze legate al diabete. I diabetici che ingrassano incorrono in costi per spese mediche molto più onerosi.
L’aumento di peso può anche affliggere il benessere psicologico del paziente, per 19 persone su 20 la qualità di vita, e per 21 la durata del loro regime di cura.
Al contrario persino una modesta perdita di peso provoca sostanziali benefici sulla salute, come ad esempio la maggior sensibilità all’insulina, la riduzione della pressione sanguigna e la diminuzione del rischio cardiovascolare nel suo complesso.

Fonte: www.diabetesincontrol.com - 2007

(Traduzione a cura di Alessandra)
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 Postato da admin2 il Thu 10 April 2008
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 Notizie: CGMS iPro Recorder, strumento approvato dalla FDA per il monitoraggio glicemico

Ricercapumpy ha scritto "Uno strumento semplice per le valutazioni dei medici nella personalizzazione dei programmi di trattamento del diabete.

Minneapolis - 29 Gennaio 2008 – Medtronic, Inc. (NYSE : MDT) ha oggi annunciato l’approvazione da parte della FDA di un nuovo sistema di monitoraggio continuo della glicemia (CGM) , il CGMS iPro Recorder. I medici mandano i pazienti a casa con il CGMS iPro Recorder per scoprire potenziali problemi, che spesso restano sconosciuti con gli attuali strumenti standard di misurazione, come i glucometri per la glicemia capillare e i test di hbA1c (emoglobina glicosilata NdT).

Il nuovo CGMS iPro Recorder è più piccolo, meno pesante e più durevole, rispetto ai precedenti CGMS Recorder.
I medici possono infatti ottenere informazioni cliniche aggiuntive dal CGMS iPro Recorder in pochi minuti, mentre la migliorata ergonomicità del dispositivo, quando lo si indossa, offre ai pazienti più libertà. I servizi medici offerti insieme al CGMS iPro Recorder vengono rimborsati da Medicare in tutti i 50 Stati ed il rimborso assicurativo privato si è esteso.

I pazienti indossano il CGMS iPro Recorder per 3 giorni, in seguito ai quali i medici possono esaminare i dati registrati e usare i risultati ottenuti per scoprire i profili glicemici e ottimizzare la terapia. Basandosi sui profili glicemici dettagliati registrati dal CGMS iPro Recorder, lo specialista puo’ creare una terapia su misura per ogni paziente.
Ciò può essere particolarmente utile per tutti quei diabetici che hanno una glicemia instabile, che subiscono ipoglicemie senza averle avvertite prima, e che in genere desiderano un miglior controllo, così anche per le donne con diabete gestazionale, e donne diabetiche nel corso della gravidanza.

“Il diabete è una malattia fatta di persone, e richiede attenzioni molto specifiche e personalizzate per ognuna di loro” , ha detto Thomas Blevins, del M.D., Texas Diabetes and Endocrinology, ad Austin , Texas. “ iPro mi aiuterà a lavorare con i miei pazienti per capire come le quotidiane attività possano influire sul loro diabete. Uno strumento come questo potra’ aprire una finestra sul diabete del paziente in un modo impossibile alla glicemia capillare e alla Ac1” (glicata NdT) .

Il CGMS iPro Recorder è attaccato ad un piccolo sensore per il glucosio inserito sottocute. Nel corso di 3 giorni, il Recorder automaticamente misura e registra le glicemie durante le attività quotidiane come lavorare, dormire, mangiare e fare esercizio fisico. Al termine di questo periodo, il paziente ritorna in ambulatorio dal medico, il dispositivo viene rimosso e i dati scaricati.
Lo specialista potra’ a questo punto interpretare ed elaborare i dettagliati rapporti sulla glicemia per decidere i cambiamenti da apportare alla terapia.

“CGMS iPro è il più recente passo avanti nella rivoluzione tecnologica dei sistemi CGM di Medtronic, ” ha riferito Chris O’ Connell, presidente dell’area Diabetes business di Medtronic.
“Medtronic possiede 10 anni di esperienza con i sistemi CGM, e continuiamo ad estendere l'applicazione delle nostre tecnologie in ambiti nuovi ed insoliti.
CGMS iPro rappresenta il più grande salto in avanti nel cammino per rendere il monitoraggio continuo glicemico un elemento più centrale nella pratica medica”.

Statistiche sul diabete.
Sulla base dei dati forniti dalla American Diabetes Association, quasi 21 milioni di Americani (il 7% della popolazione) hanno la malattia. Il diabete affligge adulti e bambini, costando agli Stati Uniti più di 132 bilioni di dollari in spese dirette e indirette.

Riguardo l’area Diabetes Business in Medtronic.
La Diabetes Business in Medtronic (www.medtronicdiabetes.com) è leader mondiale nel trattamento del diabete.
I prodotti della compagnia includono la terapia con microinfusore, il sistema di monitoraggio continuo del glucosio, i relativi prodotti usa e getta, e un software per il trattamento della malattia.

(Traduzione a cura di Alessandra)

Fonte: www.medtronic.com - 29/01/2008"

 Postato da admin2 il Tue 01 April 2008
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 Diabete, scoperti sei nuovi geni legati alla malattia

RicercaRita ha scritto "Scoperti 6 nuovi geni che influiscono sul diabete di tipo 2, il più comune.
"

 Postato da admin2 il Tue 01 April 2008
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 Nella saliva il segreto per scovare decine di malattie

RicercaRita ha scritto "La saliva umana rappresenta la nuova frontiera dell’analisi clinica, sono state individuate alcune sostanze corrispondenti a quelle presenti nel sangue.
"

 Postato da admin2 il Tue 01 April 2008
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 Alcol e ipoglicemia

RicercaTuck ha scritto "L'assunzione di alcol etilico è ben conosciuta come causa potenziale di ipoglicemia in pazienti diabetici ed ora i risultati di uno studio sugli animali fanno luce sui meccanismi coinvolti.

L'autore principale, il Dr. Ake Sjoholm, del Karolinska Institute di Stoccolma, afferma che i risultati di questo studio mostrano che l'alcol produce “una massiccia redistribuzione del flusso del sangue all'interno del pancreas”.
Usando varie tecniche, il Dr. Sjoholm con il Dr. Zhen Huang, sempre del Karolinska Institute, hanno mostrato che il flusso sanguigno delle insule pancreatiche aumenta di circa quattro volte nei ratti dopo un'iniezione di alcol etilico. Il flusso pancreatico complessivo, al contrario, non viene influenzato.
“L'effetto dell'alcol sul flusso sanguigno delle insule ci ha sorpreso” dice il Dr. Sjoholm. L'iniezione di alcol etilico ha anche amplificato la secrezione di insulina e ha provocato ipoglicemia.
Ulteriori esperimenti hanno mostrato che questi effetti venivano prevenuti da un inibitore enzimatico di ossido di azoto e da atropina.
Riassumendo, i ricercatori scrivono: “I risultati dei nostri studi dimostrano che l'alcol etilico esercita notevoli influenze sulla microcircolazione pancreatica, provocando una massiccia redistribuzione del flusso di sangue pancreatico, dalla parte esocrina a quella endocrina, attraverso un meccanismo mediato dall'ossido di azoto e dallo stimolo vagale”.
Consiglio pratico: “I medici dovrebbero consigliare ai propri pazienti diabetici (o pazienti con problemi al fegato) di essere molto prudenti con l'alcol, specialmente se sono trattati anche con sulfoniluree dato che questi medicinali possono potenziare l'effetto dell'alcol,” enfatizza il Dr. Sjoholm.


Fonte: "Endocrinologia" Gennaio, 2008; 149: 232-236

(traduzione a cura di Daniela)"

 Postato da admin2 il Thu 27 March 2008
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 Diabete: ricerca su derivati del tè e secrezioni anfibi

RicercaRita ha scritto "Bere te nero potrebbe prevenire il diabete.
"

 Postato da admin2 il Tue 04 March 2008
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 Sostanza anti diabete dalla pelle di una rana sudamericana

RicercaRita ha scritto "Composto sintetico stimola il rilascio dell’insulina.
"

 Postato da admin2 il Tue 04 March 2008
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 Usa. Cellule staminali embrionali possono curare il diabete

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori americani sono riusciti convertendo cellule staminali embrionali umane in cellule beta a creare una fonte rinnovabile di cellule per il trattamento del diabete."

 Postato da admin2 il Tue 04 March 2008
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 Spagna: B. Soria sulle sperimentazioni con cellule staminali contro il diabete

RicercaRita ha scritto "In Spagna sono in corso quattro sperimentazioni cliniche con le cellule staminali su pazienti affetti da piede diabetico.
"

 Postato da admin2 il Wed 20 February 2008
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 Diabete: individuato il gene che brucia i grassi

RicercaRita ha scritto "Scoperto il gene responsabile della capacita’ dell’organismo umano di bruciare i grassi.
"

 Postato da admin2 il Wed 20 February 2008
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 Diabete: insulinoresistenza accelera progressione?

RicercaRita ha scritto "La sensibilità all’insulina modula l’insorgenza del diabete nei soggetti con funzionalità cellulare gravemente compromessa.
"

 Postato da admin2 il Tue 05 February 2008
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 La rana pescatrice aiuta i diabetici di tipo 2

RicercaRita ha scritto "Scoperta una proteina capace di stimolare il pancreas nei pazienti con diabete di tipo 2.
"

 Postato da admin2 il Fri 25 January 2008
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 Insulina aspart in gravidanza nel diabete di tipo 1

RicercaRita ha scritto "Da uno studio è stato dimostrato pari livello di efficacia e sicurezza tra l'insulina umana e l'aspart in gravidanza.
"

 Postato da admin2 il Sat 19 January 2008
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 Disfunzione erettile e genetica.

Ricercamellito ha scritto "Anche per la DE (Disfunzione Erettile) la soluzione potrebbe venire dalla genetica. Le prime ricerche danno risultati incoraggianti.
"

 Postato da admin2 il Thu 17 January 2008
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 Notizie: Il vaccino anti epatite B potrebbe aumentare il rischio di diabete del tipo 1

RicercaAnonimo ha scritto "Una ricerca italiana, presentata al meeting annuale dell'American Diabetes Association, ha dimostrato che esiste una relazione tra il vaccino e l'insorgenza della malattia."

 Postato da admin il Mon 26 November 2007
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 Individuata una proteina responsabile del diabete gestazionale

RicercaRita ha scritto "Pubblicato sulla rivista Science il risultato di uno studio che consente di individuare una proteina che blocca l'incremento di produzione di insulina determinando insorgenza di diabete gestazionale.
"

 Postato da admin2 il Fri 16 November 2007
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 Vasi da pelle impiantati nell'uomo

RicercaRita ha scritto "È la prima volta al mondo che vengono interamente ottenuti vasi sanguigni da tessuti dei pazienti stessi.
"

 Postato da admin2 il Wed 10 October 2007
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 Ricerca: italiani scoprono staminali che riavviano fabbrica insulina

RicercaRita ha scritto "Ricercatori italiani, insieme a colleghi inglesi, hanno identificato e moltiplicato cellule staminali in grado di riparare le cellule del pancreas danneggiate dal diabete."

 Postato da admin2 il Wed 19 September 2007
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 Diabete, nuova arma per combatterlo

RicercaRita ha scritto "Uno dei più vasti studi mai condotti sul diabete tipo 2, ha dimostrato che un farmaco noto per combattere l'ipertensione riduce del 14% le morti per diabete.
"

 Postato da admin2 il Mon 10 September 2007
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 Scoperte staminali che rigenerano neuroni della retina

RicercaRita ha scritto "Alcuni ricercatori inglesi dell'istituto di Oftamologia dell'Università di Londra hanno identificato cellule staminali adulte in grado di rigenerare tutti i tipi di tessuti neuronali della retina.
"

 Postato da admin2 il Mon 20 August 2007
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 Dalle ossa nuove speranze contro diabete e obesità

RicercaRita ha scritto "Da uno studio americano sui topi pubblicato su 'Cell' sembra che nelle ossa potrebbe nascondersi una nuova speranza di cura contro diabete e obesità.
"

 Postato da admin2 il Mon 20 August 2007
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 Notizie: Siena, nuove speranze per la cura del diabete

RicercaRita ha scritto "Dal pancreas umano cellule staminali capaci di produrre insulina: i risultati di un gruppo di lavoro coordinato dal professor Vincenzo Sorrentino.

"

 Postato da admin il Mon 06 August 2007
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 Da pancreas cellule staminali capaci di produrre insulina

RicercaRita ha scritto "Cellule staminali che potrebbero essere utilizzate per curare il diabete sono state individuate nel pancreas umano.
"

 Postato da admin2 il Fri 20 July 2007
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 Le staminali umane costruiscono il loro guscio

RicercaRita ha scritto "Le cellule staminali embrionali umane, tolte dal loro "guscio" naturale, sono capaci di ricostruirsi la propria "casa" da sole.
Scoperta alla McMaster University di Hamilton"

 Postato da admin2 il Fri 20 July 2007
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 Diabete, la chiave è nel miR124?

RicercaRita ha scritto "Sviluppare nuovi farmaci che abbiano come target la molecola di microRNA potrebbe aprire nuove prospettive nella lotta al diabete.
"

 Postato da admin2 il Fri 20 July 2007
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 Le scimmie rivelano il lato nascosto delle staminali

RicercaRita ha scritto "Il funzionamento delle staminali è un mistero.
"

 Postato da admin2 il Mon 09 July 2007
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 Il diabete infantile si cura con le cellule del cordone ombelicale

RicercaRita ha scritto "Uno studio americano dimostra che trattando i bambini malati di diabete di tipo 1 con il sangue estratto dal loro cordone ombelicale si riduce la gravità dei sintomi, ma sono necessari ulteriori studi.
"

 Postato da admin2 il Mon 09 July 2007
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 Genoma, primo passo verso la vita artificiale

RicercaRita ha scritto "Batteri riprogrammati geneticamente in modo da diventare spazzini capaci di decontaminare terreni invasi da rifiuti tossici, oppure trasformati in fabbriche di farmaci; ma anche nuove tecniche per ottenere cellule staminali senza passare per l'embrione..."

 Postato da admin2 il Mon 02 July 2007
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 Una "pillola d'insulina" per i diabetici

Ricercarita ha scritto "A realizzare questo nuovo metodo di assunzione di insulina è stata l'azienda britannica Diabetology, grazie all'aiuto di un gruppo di esperti della Cardiff University. I ricercatori sono riusciti a creare un rivestimento speciale per proteggere l'ormone dai succhi gastrici. Tuttavia, questa ricerca e' ancora in fase iniziale."

 Postato da admin2 il Mon 25 June 2007
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 Sanità: Nel DNA il segreto delle malattie più diffuse al mondo

Ricerca


 Postato da admin il Fri 22 June 2007
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 Così il diabete lascia il segno

RicercaRita ha scritto "La malattia trasmette una "memoria" all'organismo anche quando la glicemia torna normale "

 Postato da admin2 il Thu 21 June 2007
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 Sta nel segreto delle cellule beta la chiave del diabete 1?

RicercaRita ha scritto "Uno studio europeo pubblicato sul Journal of Biological Chemistry svela i segreti della secrezione di insulina a livello embrionale... ora i ricercatori sperano di sconfiggere il diabete grazie alle cellule staminali.
"

 Postato da admin2 il Tue 19 June 2007
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 Spagna. Le cellule staminali embrionali, l'unica terapia reale per il diabete

RicercaRita ha scritto "Il ricercatore Bernat Soria ha espresso l'opinione che coltivare cellule staminali embrionali per ottenere cellule beta e' l'unica terapia percorribile per quel tipo di patologia.
"

 Postato da admin2 il Fri 08 June 2007
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 Usa. Staminali embrionali trasformate in cellule pancreas

RicercaRita ha scritto "Secondo l'azienda biotecnologica californiana Geron, le cellule staminali embrionali umane possono essere trasformate in cellule del pancreas che producono insulina e potenzialmente curano il diabete."

 Postato da admin2 il Fri 08 June 2007
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 Palermo. Al via la 'Cell Factory'

RicercaRita ha scritto "Nasce all' Ismett di Palermo, la 'Cell Factory', una fabbrica di cellule per avviare programmi di ricerca nel settore della medicina rigenerativa.
"

 Postato da admin2 il Fri 08 June 2007
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 Notizie: Diabete, test glicemia senza punture

RicercaUn nuovo test per la glicemia poco invasivo, in quanto non prevede le punture, potrebbe essere commercializzato entro la metà del 2008.

 Postato da admin il Thu 24 May 2007
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 Dalle piante transgeniche vaccini per Hiv, diabete e Tbc

Ricercarita ha scritto "Vaccini e anticorpi per la salute umana possono essere prodotti dalle piante.
"

 Postato da admin2 il Thu 24 May 2007
 (245 letture)
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 Notizie: HOLTER GLICEMICO MIGLIORA CONTROLLO METABOLICO NEL DIABETE TIPO I

RicercaIl più grande studio clinico sul controllo glicemico conferma i benefici del sistema per il monitoraggio continuo della glicemia. In Italia, l’Ospedale San Raffaele di Milano ha preso parte della sperimentazione internazionale che ha coinvolto 162 pazienti in sette paesi

 Postato da admin il Tue 22 May 2007
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 DIABETE: SPERANZE DI CURA DA STAMINALI DI MIDOLLO OSSEO

RicercaRita ha scritto "Speranze di cura del diabete di tipo 1 dalle cellule staminali del midollo osseo.
"

 Postato da admin2 il Thu 17 May 2007
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 Efficacia del trapianto di cellule staminali nei pazienti con diabete di tipo 1

RicercaRita ha scritto "Efficacia del trapianto di cellule staminali ematopoietiche non-mieloablative autologhe nei pazienti con diabete mellito di tipo 1 di nuova diagnosi.
"

 Postato da admin2 il Thu 17 May 2007
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 Alla “mensa dei geni” si combatte il diabete

RicercaRita ha scritto "Dopo anni di ricerche sul ruolo dell’alimentazione nella prevenzione dei tumori e delle malattie metaboliche – i cui risultati sono stati solo parziali – oggi si delinea sempre più un nuovo concetto di dieta.
"

 Postato da admin2 il Fri 11 May 2007
 (142 letture)
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 Strumento misura glucosio nel sangue attraverso la pelle

RicercaRita ha scritto "E' stato inventato uno strumento che misura il glucosio nel sangue attraverso la pelle sfruttando le proprietà dei raggi infrarossi.

"

 Postato da admin2 il Mon 07 May 2007
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 Ramipril riduce il ricorso alla dialisi nei pazienti con insufficienza renale

RicercaRita ha scritto "E' stata studiata in due ricerche l’efficacia del Ramipril nei pazienti diabetici di tipo 1 con nefropatia iniziale caratterizzata da microalbuminuria."

 Postato da admin2 il Mon 30 April 2007
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 Diabete, 7 nuovi geni

RicercaRita ha scritto "Il numero di geni che sono coinvolti in un aumento del rischio di sviluppare il diabete del tipo 2 sale così a 10, 3 erano già conosciuti.
"

 Postato da admin2 il Mon 30 April 2007
 (105 letture)
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 Nuove speranze per i malati di diabete tipo 2

RicercaRita ha scritto "Dei ricercatori dell'Università di Zurigo hanno sviluppato una nuova terapia che permette di frenare il decorso della malattia.
"

 Postato da admin2 il Wed 18 April 2007
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 Brasile-Usa. Niente piu' insulina con nuova terapia anti-diabete

RicercaRita ha scritto "Un'iniezione di staminali, e addio punture quotidiane di insulina. Sembrano promettenti, ma da confermare e approfondire con ricerche piu' ampie, i risultati preliminari di uno studio coordinato da Julio C. Voltarelli e colleghi dell'universita' di Sao Paolo a Ribeirao Preto, in Brasile."

 Postato da admin2 il Wed 18 April 2007
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 L’insulina dai fiori

RicercaRita ha scritto "In commercio entro il 2010 l’ormone per i diabetici ricavato da una pianta modificata con un gene umano.
"

 Postato da admin2 il Wed 04 April 2007
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 Notizie: Cellule staminali nel liquido amniotico

RicercaArriva da Londra la notizia della scoperta di cellule staminali del tutto simili a quelle embrionali, prelevate direttamente dal liquido amniotico...

 Postato da admin il Wed 28 March 2007
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 Notizie: Contro il diabete

Ricerca...farmaco biotec che, somministrato nei pazienti affetti da diabete, rilascia gradualmente e costantemente insulina...

 Postato da admin il Wed 28 March 2007
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 Notizie: Ricerca? Bravi, ma pagati un terzo degli altri

RicercaAppello del preside di Medicina di Padova a Regione e imprese : "Investite nel biotech o i migliori se ne vanno"...

 Postato da admin il Wed 28 March 2007
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 Notizie: Anche a Vicenza un gruppo di scienziati sta studiando il liquido amniotico

RicercaLiquido amniotico, una fonte inesauribile ed eticamente corretta di cellule staminali. Infatti, rispetto a quelle prelevate dall'embrione, quelle ricavate dal liquido amniotico in corso di amniocentesi non comportano alcun rischio per il feto. Una speranza di cura concreta per chi soffre di cancro, sindromi neurologiche e diabete...

 Postato da admin il Wed 28 March 2007
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 Notizie: Nuove frontiere nella ricerca sul diabete tipo 1 grazie ai supporti finanziari

RicercaUn dispositivo sottocutaneo in grado di sostituire l’uso di insulina nei malati di diabete. È questo l’obiettivo della ricerca effettuata dalla Scuola di Dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, per la quale la Provincia di Padova ha contribuito attivamente con il finanziamento di borse di studio...

 Postato da admin il Sun 18 March 2007
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 MEDICINA: ISOLATO IN ITALIA VIRUS CHE SCATENA DIABETE TIPO 1

RicercaRita ha scritto "Una ricerca internazionale è riuscita a isolare per la prima volta il virus Coxsackie B4 dal pancreas di pazienti affetti da diabete di tipio 1.
Ora, per la prima volta, l'infezione virale è stata accertata 'sul campo' e in modo inequivocabile."

 Postato da Admin il Fri 16 March 2007
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 Scoperto il gene legato al diabete di tipo 2

RicercaRita ha scritto "Uno studio condotto da un'equipe di scienziati ha rivelato che i pazienti affetti da diabete 2 presentano tutti una forma mutata di una molecola che trasporta lo zinco nota come SCL30A8, che ha un ruolo importante nel processo di secrezione dell’insulina.
"

 Postato da admin2 il Tue 20 February 2007
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 La provincia di Padova finanzia la ricerca sul diabete

RicercaRita ha scritto "Lo studio presentato dalla scuola di dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, dimostra che un supporto biologico organo-specifico, qual è la membrana acellulare pancreatica, aiuta a mantenere la vitalità e funzione delle insule pancreatiche sia in coltura che dopo impianto nell’animale diabetico, correggendone l’iperglicemia in modo “automatico”, senza intervenire con iniezioni di insulina dall’esterno e senza somministrare farmaci immunosoppressori. "

 Postato da admin2 il Wed 14 February 2007
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 Si chiama SH2B1 e la sua assenza genera problemi di obesita'

RicercaRita ha scritto "Una singola proteina nelle cellule cerebrali, la SH2B1, ricopre un ruolo chiave nella regolazione del peso corporeo.
"

 Postato da admin2 il Wed 31 January 2007
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 Scoperta una proteina anti-aterosclerosi: i risultati sulla rivista Nature

RicercaRita ha scritto "E' stata la rivista Nature a pubblicare i risultati di uno studio destinato ad aprire un nuovo orizzonte nella lotta alle forme di aterosclerosi.
"

 Postato da admin2 il Wed 31 January 2007
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 Argentina. Importante scoperta tramite partenogenesi

Ricercarita ha scritto "Alcuni ricercatori argentini sono riusciti a far si' che degli ovuli congelati di donna si sviluppassero senza l'intervento degli spermatozoi, utilizzando la tecnica di riproduzione asessuata o partenogenesi, il cui risultato potrebbe in futuro fornire cellule staminali "autoriparatrici", utilizzabili da donne affette da malattie come l'Alzheimer, il Parkinson o il diabete."

 Postato da admin2 il Thu 25 January 2007
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 Effetti benefici della terapia con Rapamicina ed Interleuchina-10

RicercaRita ha scritto "Uno studio, condotto su un modello animale del diabete di tipo 1, ha portato ad identificare una terapia farmacologica in grado di bloccare la malattia."

 Postato da Admin2 il Fri 29 December 2006
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 Usa. Iniezione di staminali nel midollo aiuta i pazienti col diabete

RicercaRita ha scritto "Un'equipe di ricercatori dell'Universita' di Tulane (New Orleans) è certa che "le iniezioni di cellule staminali del midollo osseo umano permettano miglioramenti dei reni nei topi diabetici, cosi' come riparano le cellule che producono insulina nel pancreas".
"

 Postato da Admin2 il Fri 29 December 2006
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 Nascono i ponti per mettere in comunicazione la ricerca mondiale e fermare il db

RicercaRita ha scritto "Grazie al programma BRIDGES i ricercatori di tutto il mondo potranno scambiarsi informazioni e consigli per il miglioramento dei loro progetti, in modo tale che i risultati possano essere applicati in contesti culturali differenti, con lo scopo di porre un freno al progredire del diabete.
"

 Postato da Admin2 il Mon 18 December 2006
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 Parte Igea, un progetto per affrontare il diabete

RicercaRita ha scritto "Il progetto IGEA si prefigge l'ambizioso obiettivo di istituire la gestione integrata dei cittadini affetti da diabete mellito, da parte delle figure istituzionali preposte all'assistenza: il Medico di Medicina Generale, i Pediatri di libera scelta e lo Specialista Diabetologo.
"

 Postato da Admin2 il Fri 17 November 2006
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 Luci e ombre del trapianto di insule

RicercaRita ha scritto "Da un trial clinico si è concluso che il trapianto di insule è in grado di garantire autosufficienza insulinica (totale o parziale) in più della metà dei soggetti trattati per almeno 1 anno.
"

 Postato da Admin2 il Wed 15 November 2006
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 Notizie: I chip sottopelle misureranno il diabete

RicercaRita ha scritto "Questa volta l'identificazione di informazioni personali in radiofrequenza potrebbe risultare utile alle centinaia di milioni di malati affetti da una delle patologie più diffuse al mondo.
"

 Postato da admin2 il Tue 07 November 2006
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 Notizie: Gb, giovanissimi sperimentano pancreas artificiale

RicercaRita ha scritto "Giovanissimi britannici sperimenteranno a gennaio il pancreas artificiale.
La speranza è che il pancreas artificiale regali ai malati di diabete uno stile di vita più naturale e li protegga meglio dalle complicanze. "

 Postato da admin2 il Tue 07 November 2006
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 Diabetici, sparisce l'incubo delle terapie anti-rigetto

RicercaRita ha scritto "Per la prima volta al mondo, al Policlinico Umberto I di Roma è stato effettuato un trapianto di cellule pancreatiche incapsulate in microsfere.
I primi risultati lasciano ben sperare, ma bisognerà attendere il termine della sperimentazione."

 Postato da admin2 il Mon 30 October 2006
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 Notizie: Staminali, fabbriche di insulina

RicercaRita ha scritto "Lo studio apre nuove e più concrete prospettive verso la messa a punto di nuove terapie per la cura del diabete."

 Postato da admin2 il Tue 24 October 2006
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 Notizie: Arriva l'insulina spray. Ora c'è un'arma in più

Ricercarita ha scritto "Darebbe buoni risultati, ma la prevenzione resta fondamentale.
"

 Postato da Admin il Tue 24 October 2006
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 Notizie: Spagna. Approvati quattro nuovi progetti di ricerca con cellule staminali

RicercaRita ha scritto "I progetti approvati il 19 settembre riguardano la correzione di difetti monogenetici, il controllo e lo studio della differenziazione cellulare per possibili applicazioni in malattie neurogenerative (due progetti) e la creazione di modelli di malattie umane in cellule embrionali."

 Postato da Admin il Tue 03 October 2006
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 Notizie: Lotta al diabete, una nuova speranza

RicercaRita ha scritto "L'exenatide ha la stessa efficacia dell'insulina, ma contrasta l'obesità: al via i test, forse i farmaci in Italia fra un anno.
"

 Postato da Admin il Fri 22 September 2006
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 Notizie: Dal fegato cellule che generano ossa e arterie

RicercaRita ha scritto "Scienziati italiani hanno scoperto nuove staminali nel fegato molto più versatili perchè, oltre che in cellule del fegato, possono trasformarsi in cellule di ossa, vasi sanguigni e nelle isole pancreatiche produttrici di insulina.
"

 Postato da Admin il Fri 22 September 2006
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 Notizie: Scoperta australiana promette nuove terapie

RicercaRita ha scritto "Una scoperta di scienziati australiani sulla struttura dell'insulina apre la strada a nuove terapie per trattare il diabete. "

 Postato da admin il Tue 19 September 2006
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 Notizie: Importante riconoscimento scientifico al Centro Fitness di Sandro Di Giovanni

RicercaRita ha scritto "L'Athlos Club e il reparto Diabetologia del S. Paolo selezionati come centri di sperimentazione di un progetto nazionale di cura e ricerca sul diabete.
"

 Postato da admin il Tue 01 August 2006
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 Notizie: RBP4, la proteina che predice il diabete

Ricercarita ha scritto "Il team guidato dalla professoressa Barbara Kahn ha scoperto che RBP4, una proteina secreta dalle cellule adipose, causa insulino-resistenza.
La scoperta offre un potenziale nuovo target per lo sviluppo di nuove terapie anti-diabete.
"

 Postato da admin il Mon 17 July 2006
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 Notizie: Diabete giovanile, trovata mutazione legata alla malattia

Ricercarita ha scritto "Trovato un gene legato al diabete giovanile, questa scoperta dà una prova in più che la reazione impropria a un virus potrebbe essere tra i fattori scatenanti la malattia.
"

 Postato da admin il Mon 17 July 2006
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 Italia. Le staminali

RicercaRita ha scritto "La via e' senza dubbio promettente, bisogna però procedere a test su almeno 8-10 pazienti, e seguirli per minimo 2-3 anni per essere sicuri che tutto funzioni al meglio.
"

 Postato da admin il Tue 11 July 2006
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 Notizie: Terapia anti-CD3 nel DM1 all´esordio

RicercaRita ha scritto "Agosto 2005 - L’uso terapeutico di anticorpi monoclonali ‘umanizzati’ sta dando risultati positivi in diversi campi della medicina, compreso quello delle malattie autoimmunitarie.
"

 Postato da admin il Tue 11 July 2006
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 Notizie: Analogo della vitamina D3 arresta lo sviluppo

RicercaRita ha scritto "26/04/2002 - Bioxell S.p.A. ha annunciato la pubblicazione sulla rivista Diabetes, di uno studio che evidenzia la capacità di un analogo sintetico della forma attiva della vitamina D3 di arrestare lo sviluppo del diabete autoimmune nei topi NOD."

 Postato da admin il Tue 11 July 2006
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 Notizie: La vitamina D contro il diabete di tipo I

RicercaRita ha scritto "E’ possibile migliorare il decorso del diabete mellito di tipo I attraverso la somministrazione della forma attiva della vitamina D, l’1,25-diidrossi vitamina D3 o calcitriolo? E’ questa la domanda a cui intende rispondere un trial clinico in corso in cinque diversi centri romani."

 Postato da admin il Tue 11 July 2006
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 Notizie: Il futuro dei tatuaggi

RicercaRita ha scritto "Il display-tatuaggio è collegato a un microchip, impiantato nell’epidermide, che controlla i valori vitali (come pressione, livelli di colesterolo, glicemia, etc)"

 Postato da admin il Wed 05 July 2006
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 Notizie: Diabete: Italiani bloccano forma autoimmune, cura piu' vicina

RicercaRita ha scritto "Verona, 27 giu - Ricercatori italiani identificano un cocktail di farmaci in grado di bloccare il diabete di tipo 1; la scoperta si deve a Manuela Battaglia."

 Postato da admin il Wed 05 July 2006
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 Notizie: Nuovo farmaco che blocca la reazione del diabete

RicercaRita ha scritto "Un recente studio condotto sul modello animale del diabete di tipo 1 ha portato a identificare una terapia farmacologica in grado di bloccare la malattia."

 Postato da admin il Wed 05 July 2006
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 Notizie: Cocktail di farmaci contro il diabete

RicercaRita ha scritto "Al San Raffaele identificato un cocktail di farmaci in grado di bloccare il diabete di tipo 1
"

 Postato da admin il Wed 05 July 2006
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 Notizie: Nuova terapia per curare diabete

RicercaRita ha scritto "VERONA, 27 giu - Uno studio italiano suggerisce una nuova via per aggredire il diabete di tipo 1 basata sulla terapia farmacologica."

 Postato da admin il Wed 05 July 2006
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 Notizie: Staminali, fra scienza e religione riparte la grande sfida

RicercaRita ha scritto "Le chiamano cell factory, sono i laboratori dove viene condotta la sperimentazione sulle cellule staminali, a fini di ricerca scientifica.
"

 Postato da admin il Wed 21 June 2006
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 Notizie: Hi-tech, microinfusori e cerotti

RicercaRita ha scritto ""All'ultimo congresso della Società italiana di diabetologia abbiamo visto il presente avanzato che va verso il futuro": così Antonio Pontiroli del San Paolo di Milano, descrive le ultime novità.
"

 Postato da admin il Sun 11 June 2006
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 Curiosità: Capsula Endoscopica con video per l'esame dell'intestino

RicercaFino a poco tempo fa per potere esplorare dall'interno il piccolo intestino (intestino tenue ed ileo) era necessario utilizzare il tradizionale endoscopio. Ora c'è la video capsula. Ecco i centri dove esiste...

 Postato da admin il Sat 27 May 2006
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 Notizie: Nuova arma contro il diabete, gabbietta produce insulina

RicercaRita ha scritto "Una gabbietta cilindrica di acciaio introdotta sottopelle e popolata da vasi sanguigni, diventa una fabbrica di isole pancreatiche.
I ricercatori prevedono di presentare nei prossimi mesi la richiesta di autorizzazione per i test sull'uomo all'FDA. Lo ha detto a Pavia il direttore della divisione di Trapianto cellulare e direttore dell'Istituto di Ricerca sul Diabete dell'università di Miami, Camillo Ricordi, a margine del convegno internazionale sulle staminali..."

 Postato da admin il Thu 25 May 2006
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 Notizie: Argentina. Cure per il diabete

RicercaRita ha scritto "Un gruppo di medici ha presentato una ricerca scientifica che applica un nuovo procedimento di autoimpianto di cellule staminali nel pancreas per la cura del diabete di tipo I..."

 Postato da admin il Thu 25 May 2006
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 Notizie: NICE: Exubera non è costo-efficace (raccomandazioni preliminari)

Ricercarita ha scritto "Secondo gli Esperti l’Insulina per via inalatoria non permette ai pazienti con diabete tipo 1 di fare aggiustamenti ottimali.
Esistono, inoltre, problemi di sicurezza nel lungo periodo ancora da definire...
"

 Postato da admin il Tue 09 May 2006
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 Notizie: Staminali: dal 2007 al Gemelli

Ricercarita ha scritto "Sara' come una grande officina dove con le cellule staminali del cordone ombelicale e dei tessuti adulti si proveranno a curare molte malattie oggi ancora in attesa di terapie risolutive..."

 Postato da admin il Tue 09 May 2006
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 Notizie: Iperglicemia postprandiale e rischio di eventi cardiovascolari nel db tipo 2

Ricercarita ha scritto "Dai risultati del San Luigi Gonzaga Diabetes Study è emerso che la glicemia postprandiale, ma non a digiuno, è un fattore di rischio indipendente di eventi cardiovascolari nel diabete di tipo 2, con un potere predittivo maggiore nelle donne che non negli uomini. .."

 Postato da admin il Tue 09 May 2006
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 Notizie: Insulina glargine + Insulina lispro: migliore controllo glicemico nel diabete 1

RicercaRita ha scritto "Da uno studio si è visto che il livello di HbA1c è risultato più basso con insulina glargine associata ad insulina lispro, piuttosto che con Insulina NPH associata ad Insulina umana..."

 Postato da admin il Wed 19 April 2006
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 Notizie: Spagna. I primi progetti di ricerca di clonazione terapeutica

RicercaRita ha scritto "Il laboratorio andaluso di Terapia Celular ha elaborato un metodo per ottenere “isolotti” pancreatici, cellule capaci di produrre e liberare insulina in modo regolare, a partire da cellule embrionali umane."

 Postato da admin il Wed 19 April 2006
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 Notizie: Il trapianto di isole nel diabete di tipo 1

RicercaIl trapianto di isole nel diabete mellito di tipo 1: risultati della prima sperimentazione Australiana...

 Postato da admin il Thu 06 April 2006
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 Notizie: IL ''CAR&GOLF'' MANDA IN BUCA LA SOLIDARIETA'

Ricerca

Gara di generosità tra collezionisti d'auto e campioni di golf. Un mix di glamour e solidarietà, per un cocktail di grande fascino.

Prendete 160 golfisti, una carellata di auto storiche da collezione e un progetto di grande valore sociale, uniteli e otterrete...


 Postato da admin il Tue 04 April 2006
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 Sanità: Staminali adulte nel pancreas

RicercaLa tecnica apre la strada allo studio di terapie rigenerative per il trattamento del diabete. Nel pancreas umano adulto esistono cellule staminali progenitrici di cellule endocrine e possono essere trasformate in cellule produttrici delle insulina...

 Postato da admin il Sat 18 March 2006
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 Notizie: Cellule staminali del cordone ombelicale: ecco come fare

RicercaSi parla tanto di cellule staminali, capaci di rigenerare tessuti e organi. Ne è ricco il sangue di cordone ombelicale e placenta. Ecco il racconto della neo-mamma Federica Panicucci e le istruzioni di come farlo...

 Postato da admin il Sat 18 March 2006
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 Notizie: Centro nazionale trapianti: no al cordone all'estero

RicercaNon serve e non conviene portare all'estero il cordone ombelicale. Lo sostiene in una nota il Centro nazionale trapianti, visto l'incremento di richieste di future mamme che decidono di conservare il proprio cordone ombelicale all'estero per poterlo poi riutilizzare in caso di cure future, attraverso le cellule staminali...

 Postato da admin il Sat 18 March 2006
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 Notizie: Cellule staminali del cordone ombelicale

RicercaCellule staminali prelevate dal cordone ombelicale e conservate in banche genetiche, pronte per essere utilizzate in caso di malattia del nascituro. Dopo la nascita della sua bambina Sofia, Federica Panicucci ha chiesto che venissero raccolte le cellule della neonata e le ha inviate ...

 Postato da admin il Sat 18 March 2006
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 Notizie: La vitrectomia migliora la vista

Ricercafabrys77 ha scritto "

La vitrectomia migliora la vista
in pazienti selezionati con edema maculare diabetico...

"

 Postato da admin il Thu 16 February 2006
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 Notizie: Inizia il trial di fase III con il vaccino DIAPEP277

Ricercafabrys77 ha scritto "

Allo studio potranno partecipare soggetti con diabete di Tipo 1 di recente insorgenza.
Nel mese di febbraio inizierà il reclutamento in 4 centri universitari italiani di diabetologia (Milano, Roma, Bari e Palermo) di ragazzi ed adulti con diabete di tipo 1 utilizzando il vaccino Diapep 277 che è stato impiegato con successo in precedenti studi...

"

 Postato da admin il Thu 16 February 2006
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