 | Sanità: Ufficiale: il virus dei polli ha effettuato il salto di specie (18/01) |
Anonimo ha scritto "Per l'influenza dei polli si è verificato il salto di specie. Il virus è saltato dai polli all'uomo. La certezza è arrivata domenica scorsa quando dai laboratori del Centro per l'influenza di Hong Kong sono arrivati i risultati delle analisi sui campioni prelevati da due bambini e un adulto ricoverati in gravi condizioni...
Per l'influenza dei polli si è verificato il salto di specie. Il virus è saltato dai polli all'uomo. La certezza è arrivata domenica scorsa quando dai laboratori del Centro per l'influenza di Hong Kong sono arrivati i risultati delle analisi sui campioni prelevati da due bambini e un adulto ricoverati in gravi condizioni. Un virus meno aggressivo, l'H5N2, è stato isolato nella zona centrale di Taiwan e ha causato la distruzione di 20 mila polli e la chiusura di Hong Kong all'importazione di pollame da Taiwan, dove comunque non si è registrato nessuna infezione a persone. Intanto il contagio da epidemia aviaria nella versione H5N1, la più pericolosa, si sta diffondendo in tutta l'Asia. Per ora restano tre le vittime umane accertate del virus H5N1. In Vietnam, su 58 province, almeno 25 sono state toccate dal virus, mentre il paese sta per entrare nel periodo delle feste del Tet, il capodanno lunare che inizia il 22 gennaio prossimo e dura per almeno 15 giorni. Il Tet è un periodo di festa in cui si consuma molto pollo, cucinato secondo ricette tradizionali per il Nuovo Anno. Secondo i giornali locali vi sono 4 persone infettate e un'altra vittima. Il bilancio di queste settimane fatto dalle autorità sanitarie parla di 18 infezioni umane, 13 morti (3 confermate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS) e oltre 2 milioni di polli distrutti in poche settimane. Per isolare l'infezione il governo vietnamita ha aperto dei centri di quarantena negli ospedali e ha ordinato l'isolamento di chiunque è sospettato di aver contratto il virus. Secondo l'Oms l'infezione e' piu' diffusa di quanto dice il Vietnam e secondo l'agenzia di Ginevra: ''Le autorita' di Hanoi ostacolano le indagini e impediscono di compiere l'autopsia sui nove morti per ceppo A''. ''Il virus - ha spiegato oggi il rappresentante Oms nel Paese asiatico, Pascale Brudon - probabilmente circola da chissa' quanto tempo. Solo che, ora che la situazione si e' complicata, e' molto piu' difficile risalire al focolaio di infezione''. Il rappresentante dell'Agenzia delle Nazioni Unite sottolinea anche che ''lo stesso ministro dell'Agricoltura ha seri problemi a tenere sotto controllo la situazione, mancandogli un aggiornamento costante e tempestivo delle informazioni delle diverse province colpite''. Grande preoccupazione per la diffusione in Estremo Oriente dell'influenza aviaria la esprime anche l'Organizzazione dell'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura (Fao). ''La malattia - spiega in una nota - sembra avere una dimensione regionale, con la Corea del Sud, il Vietnam e il Giappone colpiti in un breve periodo di tempo. E si sta ancora indagando sui possibili collegamenti tra queste epidemie. Se esistono - dice la Fao - se ne devono ancora chiarire le ragioni epidemiologiche''. Peter Cordingley, rappresentante dell'OMS ha dichiarato che la trasmissione della malattia agli esseri umani può essere anche più mortale della Sars. Egli ha spiegato che " se il virus H5N1 si attacca al normale raffreddore delle persone e si trasmette, potrebbe causare grandi disastri". E ha avvertito che "la mortalità [dell'influenza aviaria] è molto maggiore di quella del virus Sars". Un allarme ha lanciato oggi anche Peter Collignon, direttore del Dipartimento di malattie infettive del Canberra Hospital in Australia. ''Se il virus dell'influenza dei polli scoperto in Vietnam trovera' il modo di trasferirsi da uomo a uomo potrebbe diffondersi nel mondo intero, allora potrebbe solo essere questione di tempo'' dice Collignon. Secondo lo scienziato il virus H5N1 potrebbe essersi adattato per infettare l'uomo, rubandone pezzetti di Dna in modo da cambiare la sua struttura. ''E allora saremmo veramente di fronte a una vera e propria emergenza sanitaria, perche' il virus influenzale e' molto aggressivo. Virus e batteri - ha ricordato l'esperto in una intervista radiofonica - con i loro ospiti prendono anche un '747' e fanno il giro del mondo''. Il dott. Shigeru Omi, direttore della Regione Pacifico Occidentale dell'OMS, ha detto che non siamo ancora in una situazione di panico, ma se il contagio dovesse evolversi secondo quanto detto da Cordingley, allora " avremmo una situazione davvero seria". "il virus che ne risulterebbe sarebbe altamente patogeno e facilmente transmissible". "Non c' è protezione contro questo virus di nuova generazione, che potrebbe innescare una grande epidemia", ha detto la microbiologa Veronica Chan dell'Università delle Filippine. Chan ha ricordato che nel 20esimo secolo un virus simile a quello apparso in Asia ha provocato delle epidemie "devastanti", come quella dell'"influenza spagnola", che in Europa uccise milioni di persone. Il virus della "spagnola" non fu mai identificato, e scomparve spontaneamente dopo aver seminato la morte. "Ci dobbiamo preoccupare - ha rincarato la dose la scienziata - perchè è un virus che uccide. Uccide". Secondo Giancarlo Belluzzi, direttore del Dipartimento di prevenzione veterinaria della Asl di Cremona e membro del Consiglio direttivo dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi), il rischio che il virus responsabile dell'influenza dei polli contagi l'uomo e' altissimo solo in Asia, e non nel mondo occidentale. ''In Oriente il salto di specie animale-uomo si verifica infatti circa nel 70-80% dei casi. Mentre da noi questo rischio e' solo del 5%, e riguarda esclusivamente i lavoratori a stretto contatto con animali, specie pollame. In genere, le rare vittime umane di queste epidemie sono dovute al fatto che la malattia colpisce un organismo gia' debilitato. Il meccanismo di passaggio da animale a uomo e' semplice. I nuovi virus arrivano dagli animali selvatici agli uccelli da cortile, ma il cortocircuito si verifica in Asia dove si alleva il pollame assieme ai maiali. Questi ultimi costituiscono il principale serbatoio virale conosciuto e poiche' i maiali vengono lasciati liberi di circolare anche in casa, ecco che si moltiplicano le occasioni di contagio. A Bruxelles, la rappresentante della Commissione Europea per la tutela della salute e dei consumatori Beate Gminder ha detto che in Europa non c'è rischio per la salute. Non importiamo pollame o uccelli dal Vietnam, però non bisogna abbassare la guardia visto che un veterinario olandese è morto durante l'esplosione dell'influenza dei polli l'anno scorso nei Paesi Bassi.
18.01.2004
Tratto da Italia Salute. "
|
|
|
|
| |
| Links Correlati |  |
| Votazione Articolo |  |
Media Punteggio: 0 Voti: 0
| |
| Opzioni |  |
|