Anonimo ha scritto "E un altro milione non lo sa. Gravi complicazioni a carico del cuore, dei reni, degli occhi, dei nervi e dei vasi sanguigni...
MANTOVA - Sempre piu' persone si ammalano di diabete senza saperlo, andando incontro a gravi complicazioni a carico del cuore, dei reni, degli occhi, dei nervi e dei vasi sanguigni.
Per evitare rischi soprattutto nei giovani occorre portare alla luce al piu' presto questo diabete sommerso, scientificamente definito di Tipo 2.
E' la 'missione' che si pongono i maggiori esperti mondiali della malattia, riuniti da oggi e sino a sabato al teatro Bibiena di Mantova per il convegno internazionale sul diabete di Tipo 2.
Organizzatore del workshop e' Enzo Bonora, professore ordinario di endocrinologia all'universita' di Verona, in collaborazione con l'Accademia nazionale virgiliana. Alla quattro-giorni partecipano i maggiori diabetologi mondiali, tra cui Roberto De Fronzo della Texas University e James Meigs della Harvard University.
In Italia, accanto ai due milioni di diabetici noti e ai 250 mila, a cui ogni anno viene diagnosticata la malattia, esistono un milione di persone che, pur essendo malate, non sanno di esserlo.
''I fattori di rischio noti - ha spiegato Bonora - come ipertensione, sovrappeso, vita sedentaria, familiarita', glicemia non ottimale, trigliceridi e basso colesterolo Hdl, sono già oggetto da tempo dell'attenzione di medici e ricercatori. Adesso, grazie agli studi genetici in corso, si iniziano ad identificare nuove strade attraverso le quali si potra' intervenire per tempo''.
La nuova frontiera della ricerca per la prevenzione del diabete di Tipo 2, che da sola colpisce 150 milioni di persone nel mondo, sempre piu' spesso giovani adulti e adolescenti, e' la genetica. L'obiettivo dei ricercatori e' quello di rendere disponibile entro pochi anni uno ''screening genetico'' in grado di individuare le persone a rischio di diabete di tipo 2 quando ancora non sono malate o addirittura alla nascita. Al convegno di Mantova si parlera' anche della sperimentazione di nuovi farmaci in grado di curare il diabete.
''Al momento - ha detto Bonora - sono in corso diverse ricerche sulle molecole di glitazone, che hanno dimostrato una notevole efficacia su persone insulinoresistenti e che si ritiene possano prevenire il diabete''.
L'universita' di Verona e' all'avanguardia in Italia nella ricerca e nella cura delle varie forme di diabete.
Del gruppo di lavoro guidato dal professor Bonora fa parte il ricercatore americano James Meigs, che sta collaborando a vari progetti di ricerca: ''Dal 1990 - ha spiegato Bonora - stiamo portando avanti uno studio sulla popolazione di Brunico che ci sta permettendo di individuare nuovi fattori di rischio e che produrra' presto anche dati sulla genetica''.
Ansa, 21 aprile 2004"