 | Rimonabant nel diabete tipo 2: studio SERENADE |
Rita ha scritto "Rimonabant migliora il metabolismo glicidico e alcuni parametri di rischio cardiovascolare nei diabetici tipo 2 non precedentemente trattati con farmaci.
Lo studio SERENADE (Study Evaluating Rimonabant Efficacy in Drug-Naive Diabetic Patients) è stato presentato al 19° Congresso Mondiale sul Diabete ed è il secondo trial (dopo il RIO-Diabete) in cui il rimonabant viene provato su pazienti diabetici.
Si tratta di un trial multicentrico, randomizzato e controllato, in cui sono stati arruolati 278 pazienti affetti da diabete tipo 2, mai trattati in precedenza con farmaci e che non avevano risposto ad una terapia dietetica di sei mesi. Lo studio prevedeva, per ragioni etiche, che se dopo 3 mesi dall'arruolamento, la glicoemoglobina fosse stata superiore al 9% il paziente avrebbe potuto essere trattato con un antidiabetico. L'analisi è stata effettuata secondo l'intenzione a trattare. L'end-point primario dello studio era la variazione della emoglobina glicata dopo 6 mesi.
Al baseline i valori medi di glicoemoglobina erano di 7,9%; alla fine dei sei mesi di trattamento si ebbe una riduzione di 0,8% nel gruppo rimonabant e di 0,3% nel gruppo placebo (differenza statisticamente significativa, p = 0,002). Nei pazienti in cui la glicoemoglobina superava al baseline il valore di 8,5%, la riduzione dopo i sei mesi di terapia era molto più evidente nel gruppo rimonabant (- 1,9%) che nel gruppo placebo (-0,7%), con P < 0,0009.
Inoltre se si escludono i valori di pressione arteriosa che risultarono simili nei due gruppi, il rimonabant produsse una serie di effetti positivi rispetto al placebo: riduzione del peso corporeo (- 6,7 kg vs - 2,7), della circonferenza addominale (- 6,1 cm vs - 2,4 cm), dei trigliceridi e aumento
del colesterolo HDL (+ 10,1% vs + 3,2%). Circa il 57% dei miglioramenti della glicoemoglobina erano indipendenti dalla riduzione del peso corporeo, il che lascia supporre che il rimonabant abbia un effetto diretto sul metabolismo glicidico.
Presentando i risultati dello studio il dr. Rosenstock ha ammesso che la metformina dovrebbe essere la terapia di prima linea nel diabete tipo 2 ma ha anche aggiunto che l'associazione metformina/rimonabant potrebbe diventare la combinazione di primo impiego.
Tratto da: www.Pillole.org -26 giugno '07
Fonte: Rosenstock R. International Diabetes Federation 19° Congresso Mondiale sul Diabete. 3-7 dicembre 2006. Cape Town, Sud Africa"
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