Anonimo ha scritto "Entro qualche anno una visita dal proprio medico di base potrebbe non includere più noiose riviste e la farmacia, al contrario un microchip impiantato nel corpo opererà come un sistema medico di bordo in grado di diagnosticare con rapidità le malattie e di somministrare direttamente nel sangue i medicinali necessari.
Se tutto questo vi sembra appartenere a un mondo fantascientifico....

Entro qualche anno una visita dal proprio medico di base potrebbe non includere più noiose riviste e la farmacia, al contrario un microchip impiantato nel corpo opererà come un sistema medico di bordo in grado di diagnosticare con rapidità le malattie e di somministrare direttamente nel sangue i medicinali necessari.
Se tutto questo vi sembra appartenere a un mondo fantascientifico a metà strada tra Orwell e Asimov visto in un qualche cartone animato, allora soffermatevi a riflettere per qualche istante e potreste realizzare che l'avvento dei biosensori potrebbe trasformare tutto questo in realtà ancor prima che vostro figlio raggiunga l'università.
I biosensori sono infatti già impiegati in campo medico, ad esempio nelle unità di pronto soccorso ospedaliere come unità di monitoraggio: il "laboratorio su chip" prodotto dalla i-Stat é in grado di rilevare in tempo reale l'arresto cardiaco del paziente attraverso l'analisi chimica del sangue. Altre società del settore stanno sviluppando chip impiantabili in grado di tracciare l'andamento nel tempo della concentrazione di glucosio nel sangue e di mettere in circolo secondo necessità l'insulina. I laboratori della MicroChips stanno testando un chip in grado di garantire il rilascio a tempo controllato di particolari medicinali; la Digital Angel sta invece cercando di integrare il proprio biosensore esterno con il VeriChip, un vero e proprio microprocessore impiantabile.
Se l'evoluzione di queste tecnologie continuerà senza intoppi, il presidente della MicroChips, John Santini, si aspetta che nell'arco di dieci anni saremo in grado di produrre biosensori capaci di assolvere alle funzioni di un medico di base. Sempre secondo Santini stiamo vivendo un periodo storico in cui la tecnologia può fornire grandi emozioni e soddisfazioni; il prossimo passo sarà quello di sviluppare un biosensore a controllo manuale con collegamenti wireless capace di rilevare e trattare sintomatologie acute, mentre l'obiettivo finale sarà quello di approssimare il funzionamento di un organo artificiale, ovvero capace di rispondere autonomamente a seconda delle condizioni fisiche.
Con l'aria che tira di questi tempi, la spinta del mercato si é spostata verso le funzioni di biosicurezza focalizzate sugli aspetti della guerra batteriologica. 1 risultati di una recente analisi di mercato effettuata dall'In-Stat hanno rilevato che, in questo particolare momento, pubblicizzare queste applicazioni attraverso i principali media d'infor-mazione sarebbe prematuro. Nonostante l'aver annunciato pubblicamente che m breve tempo saranno disponibili chip capaci di rilevare in tempo reale la presenza di armi batteriologice e chimiche, la tecnologia non é stata all'altezza delle aspettative.
Oggigiorno, i biosensori impiegati per il monitoraggio ambientale possono si rilevare composti come l'antrace, ma solo in un intervallo di tempo dalle 12 alle 24 ore; la migliore tecnologia presente sul mercato impiega invece 20 minuti.
I Sandia National Laboratories stanno realizzando il MicroChemLab, un dispositivo in grado di rilevare in soli cinque minuti la presenza di biotossine. Art Pontau, capotecnico del reparto di microfluidodinamica, prevede che questo dispositivo sarà installato in breve tempo nelle metropolitane di Boston; allo stato attuale il suo team sta lavorando per migliorare il MicroChemLab con lo scopo di realizzare un singolo strumento portatile in grado di effettuare l'analisi sia di liquidi sia di gas.
Secondo Marlene Bourne, analista della In-Stat, questo tipo di biosensori potrebbe essere incorporato nelle uniformi militari ed eventualmente nelle abitazioni come allarmi di rischio batteriologico simili agli odierni sensori di fumo; con l'attuale tasso di progresso tecnologico, questa applicazione potrebbe essere pronta nell'arco di cinque anni. Una delle preoccupazioni é che pur essendo m teoria un'ottima applicazione, un falso allarme potrebbe generare il panico, mentre un mancato allarme potrebbe rivelarsi una enorme responsabilità.
Gli stessi esperti del settore discordano su come l'attenzione rivolta al terrorismo possa influenzare lo sviluppo dei biosensori. Secondo Bourne esiste effettivamente la preoccupazione che le applicazioni non militari possano perdersi nella confusione.
Uno dei settori con le più importanti applicazioni sarebbe quello industriale, nel quale i biosensori potrebbero monitorare la qualità del l'aria, le emissioni degli impianti di raffinazione e la qualità degli impianti alimentari. Oggi le ispezioni sono effettuate prelevando campioni di alimenti dalle linee produttive per sottoporli a sensori in grado di rilevare la presenza dell'escherichia coli e della salmonella; se i finanziamenti per la ricerca non saranno dirottati verso applicazioni militari, entro cinque anni potremmo avere linee di produzione alimentare dotate di biosensori in grado di controllare ogni singolo prodotto.
Al momento il mercato é guidato da problemi riguardanti la sicurezza nazionale contro attacchi batteriologici e chimici, ma l'obiettivo vero del progetto MicroChemLab, come affermato da Pountau, é quello di creare un chip capace di rilevare immediatamente malattie gravi come il cancro cosi come un semplice raffreddore. In verità, alcuni esperti sperano che l'industria militare possa produrre un eguale sviluppo anche in campo civile e medico. Secondo Santini, se il programma di difesa militare sarà in grado di spingere con maggiore vigore lo sviluppo di queste tecnologie, in tempi relativamente brevi potremmo avere i primi organi artificiali pilotati da biosensori.
A cura di Rita
Fonte: Pc Professionale
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