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Che cos'è l'influenza aviaria?
È una malattia infettiva che colpisce volatili domestici e selvatici; è causata da un virus appartenente alla famiglia Orthomyxoviridae, che comprende i virus responsabili dell'influenza dei mammiferi, dei volatili e dell'uomo. Il virus in questione appartiene al sierotipo A, che si suddivide in 15 sottotipi H e nove sottotipi N; il ceppo che sta colpendo gli uccelli dell'Asia è il “A H5 N1”. Questa malattia è stata descritta per la prima volta in Italia nel 1878.
Come si diffonde il virus?
Gli uccelli acquatici migratori, in particolare le anatre selvatiche, possono essere portatori del virus dell'influenza aviaria, ma sono generalmente più resistenti alla malattia. Il contatto diretto o indiretto tra questi animali e i volatili domestici (pollo e tacchino sono i più recettivi) è alla base del contagio e del successivo verificarsi di epidemie. L'elevata sensibilità del pollame all'infezione e l'alta concentrazione di animali, tipica degli allevamenti industriali, favorisce l'insorgenza di vaste epidemie con le gravi conseguenze socio-economiche che conosciamo.
Il virus può trasmettersi all'uomo?
Il passaggio inter-specie può verificarsi ma è un evento raro. Il virus aviare può trasmettersi all'uomo attraverso il passaggio in una specie intermedia rappresentata dal suino. L'unica eccezione è quella di Hong Kong nel 1997 (ceppo H5 N1), quando il virus aviare si è ibridato con un virus umano all'interno dell'uomo stesso, ma da tale trasformazione è nato un virus imperfetto che non è stato in grado di trasmettersi da uomo a uomo.
Ci sono dei rischi a mangiare carne di uccelli malati?
I virus dell'influenza aviaria si trasmettono per via respiratoria. Non sono mai stati registrati contagi per via alimentare e non c'è nessuna evidenza scientifica che consumare carne di pollo o tacchino cucinata possa costituire un veicolo di trasmissione.
Quali sono i Paesi colpiti da questa epidemia?
Sono alcuni Paesi dell'estremo oriente. Il primo a dare l'annuncio ufficiale alle autorità internazionali è stata la Corea del Sud, a fine dicembre. Successivamente la presenza del virus influenzale aviare è stata riportata in Vietnam, Indonesia Thailandia,Giappone, Cambogia, Hong Kong, Laos, Indonesia, Cina e Pakistan.
Che precauzioni ha adottato l'Italia?
Le misure cautelative adottate non riguardano solo l'Italia, ma tutta l'Europa, dal momento che dal 23 gennaio la Commissione europea ha sospeso l'importazione di carne di pollame dalla Thailandia. Questo infatti è l'unico Paese tra quelli colpiti dall'epidemia dal quale l'Europa importava carne di pollo. L'importazione di animali vivi, unica fonte di contaminazione accertata, era da tempo già vietata.
Perché c'è tanta preoccupazione sull'influenza aviaria?
Perché i virus responsabili della malattia nei volatili possono contribuire all'evoluzione di nuovi stipiti virali umani. Infatti se il virus dell'influenza aviaria colpisce un organismo nel quale è presente un altro virus influenzale, può accadere che si verifichi quella che in gergo tecnico è chiamata “ ricombinazione genetica”. Consiste nel rimescolamento di geni che dà origine a un nuovo virus con caratteristiche nuove, che potrebbe essere in in grado di trasmettersi all'uomo come l'influenza che ogni anno ci colpisce in inverno.
In Italia ci sono folcolai dell'influenza aviaria? Attualmente non ci sono focolai. L'ultima epidemia risale al 1999, ma il virus che ha colpito i polli e i tacchini era diverso da quello che sta circolando attualmente in Asia. Il ceppo virale italiano era stato identificato come H7N1.
L'OMS si è raccomandata di limitare i viaggi nei Paesi colpiti dall'influenza aviaria?
Non c'è nessuna restrizione, ma solo qualche indicazione precauzionale: evitare di visitare zone rurali e ossevare banali norme igieniche, quali lavarsi spesso le mani, possono evitare qualunque tipo di contagio.
fonte: ALTROCONSUMO Il portale al servizio del consumatore - Febbraio 2004 |