Anonimo ha scritto "È tornata a salire nel 2004 la spesa farmaceutica a carico del Servizio sanitario nazionale. Nel gennaio-aprile 2004, lo dicono i dati di Federfarma (associazione delle farmacie private, incaricata di raccogliere i dati delle prescrizioni farmaceutiche per conto del Ssn), la spesa è aumentata del 10,2% rispetto al primo quadrimestre 2003, attestandosi intorno a 4 miliardi e 161 milioni di euro.
Si è così invertito, nei primi mesi del 2004, il trend che aveva visto alleggerirsi la spesa...
È tornata a salire nel 2004 la spesa farmaceutica a carico del Servizio
sanitario nazionale. Nel gennaio-aprile 2004, lo dicono i dati di Federfarma
(associazione delle farmacie private, incaricata di raccogliere i dati delle
prescrizioni farmaceutiche per conto del Ssn), la spesa è aumentata del 10,2%
rispetto al primo quadrimestre 2003, attestandosi intorno a 4 miliardi e 161
milioni di euro.
Si è così invertito, nei primi mesi del 2004, il trend che aveva visto
alleggerirsi la spesa dello Stato per farmaci nel corso del 2003. Un calo di
spesa che, peraltro, lo abbiamo sottolineato più volte sulle nostre pagine, non
era stato comunque vantaggioso per i cittadini. Al contrario:
parallelamente, questi avevano visto aumentare la spesa legata all'acquisto di
farmaci a loro carico (quelli in fascia C, non rimborsati, ma anche farmaci
rimborsabili acquistati privatamente).
Un fenomeno dovuto sia all'aumento
generalizzato dei prezzi di questi farmaci, sia dei consumi.
Inoltre,
come denunciato da una nostra inchiesta pubblicata su
Salutest n. 46 (ottobre 2003), aveva giocato un ruolo il maggiore peso del
ticket, cioè la somma da pagare anche quando si ricorre a farmaci rimborsati.
Ticket che non è l'unico strumento per ridurre la spesa pubblica per farmaci.
Tanto è vero che dalla nostra inchiesta risultava che la spesa pubblica pro
capite per farmaci era diminuita di più proprio nelle regioni che non hanno
imposto il ticket.
Ora l'aumento della spesa pubblica per farmaci porta nuovi costi anche
a carico del Servizio sanitario nazionale, cioè della collettività: e
costringerà probabilmente a prendere provvedimenti (come misure di contenimento
e tasse più alte), che ricadranno anche sui cittadini. I quali, dopo
non avere ottenuto vantaggi dal calo di spesa, indirettamente ne pagano anche la
nuova crescita.
Tra i motivi per spiegare il nuovo, per molti versi imprevisto rialzo della
spesa:
- un aumento del numero delle ricette (+7%, in particolare nei mesi di marzo
e aprile), legato anche alla limitazione del numero di confezioni prescrivibili
a ricetta (introdotta, per esempio, nelle Marche);
- ”effetto mix”, vale a dire spostamento delle prescrizioni da farmaci più
economici a farmaci sostanzialmente equivalenti, ma più costosi, presentati in
generale come novità, anche se ben raramente lo sono davvero;
- ampliamento delle fasce di esenzione o abolizione del ticket (in Sicilia,
Veneto e Sardegna).
Per quanto riguarda i primi due punti, è facile ipotizzare che alla radice
del fenomeno ci siano anche comportamenti poco razionali da parte dei medici che
prescrivono i farmaci, legati soprattutto alla forte spinta promozionale da
parte delle aziende.
Primo fronte su cui agire, dunque, risultano essere i medici convenzionati
con il Servizio sanitario: è a loro che spetta prescrivere i farmaci solo quando
sono necessari; è a loro che spetta resistere alle pressioni delle aziende
farmaceutiche per promuovere farmaci sempre più costosi. Al Ministero, informare
i medici e spingerli all'appropriatezza delle prescrizioni. Inoltre, vigilare
sulle aziende, perché rispettino le norme imposte nella promozione dei farmaci
ai medici.
Da sottolineare, infine, un'altra potenzialità poco sfruttata: il
ricorso ai farmaci generici che, a tre anni dalla loro introduzione, non hanno
ancora ottenuto l'affermazione sperata.
Un utile strumento per risparmiare sui farmaci è la nostra Banca dati
online, che consente di verificare in pochi secondi se esiste un
farmaco equivalente a quello che ci serve, ma meno costoso.
fonte: ALTROCONSUMO Il portale al servizio dei consumatori -
Giugno 2004
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