Un dispositivo sottocutaneo in grado di sostituire l'uso di insulina nei malati di diabete. È questo l'obiettivo della ricerca effettuata dalla Scuola di Dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, per la quale la Provincia di Padova ha contribuito attivamente con il finanziamento di borse di studio...
Padova, 7 febbraio 2007
Un dispositivo sottocutaneo in grado di sostituire l'uso di insulina nei malati di diabete. È questo l'obiettivo della ricerca effettuata dalla Scuola di Dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, per la quale la Provincia di Padova ha contribuito attivamente con il finanziamento di borse di studio.
I risultati della ricerca sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa a palazzo Santo Stefano, alla quale hanno partecipato Vittorio Casarin, presidente della Provincia di Padova, il professor Pierpaolo Parnigotto, direttore della scuola di dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, il dottor Eugenio De Carlo, dirigente medico della Clinica medica II dell'Azienda ospedaliera.
“Si tratta di un risultato davvero straordinario che lascia ben sperare per il futuro di tanti malati - ha dichiarato il presidente Casarin - La realizzazione di questo progetto permetterà infatti di aumentare la qualità di vita delle persone affette da questa tipologia di diabete. Attraverso il finanziamento di alcune borse di studio l'Ente Provincia si mette a disposizione della ricerca e contribuisce ad arrestare la ‘fuga di cervelli' dal nostro territorio”.
“Abbiamo voluto mostrare i risultati della nostra ricerca, perché senza di essi non si è credibili - ha sottolineato il professor Parnigotto -Grazie al contributo della Provincia, che finora ha finanziato tre borse di studio triennali del valore di 45 mila euro ciascuna, abbiamo avuto la possibilità di investire personale su questo importante progetto”.
L'elevata incidenza del diabete mellito di tipo 1 in tutta la popolazione occidentale, e i consistenti costi sanitari e sociali connessi, motivano l'impegno della ricerca scientifica verso soluzioni terapeutiche più efficaci.
Il diabete mellito di tipo 1 è una malattia caratterizzata da distruzione delle cellule insulino-secernenti contenute nelle insule pancreatiche, con insorgenza di iperglicemia e altre alterazioni metaboliche. La somministrazione sottocutanea di insulina non riesce a ripristinare completamente il controllo glicemico e tutt'ora la qualità e l'aspettativa di vita dei pazienti diabetici è limitata dall'insorgenza, nel tempo, di patologie a carico di cuore e reni.
Lo studio presentato dalla scuola di dottorato in Biologia e Medicina della rigenerazione, dimostra che un supporto biologico organo-specifico, qual è la membrana acellulare pancreatica, aiuta a mantenere la vitalità e funzione delle insule pancreatiche sia in coltura che dopo impianto nell'animale diabetico, correggendone l'iperglicemia in modo “automatico”, senza intervenire con iniezioni di insulina dall'esterno e senza somministrare farmaci immunosoppressori.
In prospettiva questa strategia terapeutica potrebbe essere trasferita nell'uomo, realizzando un bioreattore di facile impianto e/o sostituzione, senza l'uso di immunosoppressori, eliminando la necessità di ripetute somministrazioni insuliniche e ottenendo un miglior controllo metabolico.
fonte: la Provincia di Padova