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 Notizie: STAMINALI, primo trapianto combinato su italiana diabetica

NotizieAnonimo ha scritto "

MIAMI: per la prima volta al mondo, un trapianto combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo insieme a cellule del pancreas, su una donna italiana affetta da diabete insulino dipendente...

...pensiamo di poter in futuro diminuire i farmaci immunoppressori...




E' stato effettuato con successo, per la prima volta al mondo, un trapianto combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo insieme a cellule del pancreas, su una donna affetta da diabete insulino dipendente. L'intervento e' stato effettuato da un team di clinici italiani all'universita' di Miami, coordinati dal dottor Camillo Ricordi, in una donna italiana di 44 anni.

A due mesi dal trapianto i parametri biologici della donna sono stati definiti ottimi: la glicemia, ha spiegato Ricordi, si e' normalizzata e stabilizzata. ''E' la prima volta - ha detto Ricordi - che abbiamo ottenuto l'indipendenza dall'insulina dopo una singola infusione di cellule che producono insulina e due infusioni di cellule staminali purificate dal midollo osseo di uno stesso donatore''.
Il dottor Ricordi ha spiegato che l'intervento effettuato sulla donna e' il primo di sei autorizzati dalla Food and Drug Administration.
''La nostra idea - ha aggiunto da Miami - e' quella di purificare cellule staminali dal midollo osseo e far coesistere il sistema immunitario del donatore con quello del ricevente e far accettare meglio le cellule delle isole pancreatiche che normalmente producono insulina. Se questa strategia sara' vincente - ha aggiunto - pensiamo di poter in futuro diminuire i farmaci immunoppressori. Quello effettuato fino ad ora e' il primo trapianto combinato del genere - ha sottolineato - e l'obiettivo e' di trasferire le tecniche dello studio nei centri italiani dove si effettuano trapianti di isole pancreatiche''.

''Da quando abbiamo effettuato il primo trapianto di isole pancreatiche nel 1990 - ha detto Ricordi - ci siamo concentrati sullo sviluppo di strategie per ridurre o eliminare nel tempo i farmaci antirigetto. E' presto per dire se questo studio ci permettera' di raggiungere questo obiettivo ma siamo davvero entusiasti di questo iniziale successo''.
Le procedure della ricerca condotta negli Stati Uniti richiedono l'uso di donatori multipli; quando un donatore e' disponibile i medici prelevano anche il midollo osseo dal quale estraggono le cellule staminali.
I ricercatori sperano che con questa strategia combinata si possa creare il cosiddetto 'chimerismo', cioe' una condizione nella quale le staminali del donatore potranno coesistere con il sistema immunitario del ricevente.
Il primo paziente trapiantato, una donna italiana, grazie all'innovativo ma ancora sperimentale intervento, non ha bisogno da due mesi di insulina mentre continua ad assumere farmaci antirigetto. Se i parametri rimarranno positivi, in futuro si valutera' la possibile sospensione anche di questi medicinali.

fonte: Ansa 21.09.2005

da Claudio


È stato effettuato, per la prima volta al mondo, un trapianto combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo insieme con cellule del pancreas, su una donna italiana di 44 anni affetta da diabete. L'intervento è stato
effettuato all'università di Miami da un team di medici taliani coordinati dal dottor Camillo Ricordi. A due mesi dal trapianto i parametri biologici della donna sono stati definiti ottimi: la glicemia, ha spiegato Ricordi, si è normalizzata
e stabilizzata.
"È la prima volta", ha detto Ricordi, "che abbiamo ottenuto l'indipendenza dall'insulina dopo una singola infusione di cellule che producono insulina e due infusioni di cellule staminali purificate dal midollo osseo di uno stesso donatore. La nostra idea ha affermato ancora il professor Ricordi da Miami è quella di purificare cellule staminali dal midollo osseo e far coesistere il sistema immunitario del donatore con quello del ricevente e far accettare meglio le cellule delle isole pancreatiche che normalmente producono
insulina. Se questa strategia risulterà vincente, pensiamo di poter in futuro diminuire i farmaci immunoppressori".
"Quello effettuato - afferma Ricordi - è il primo trapianto combinato del genere e i nostro obiettivo resta quello di poter trasferire le tecniche dello studio all'interno dei trapianti di isole pancreatiche. Da quando abbiamo effettuato il primo trapianto di isole pancreatiche, nel 1990, ci siamo concentrati sullo sviluppo di strategie per ridurre o eliminare nel tempo i farmaci antirigetto. È ancora presto per dire se questo studio ci permetterà di raggiungere questo obiettivo ma siamo davvero entusiasti di questo iniziale successo".
Il prof. Camillo Ricordi, nato il 1 aprile del 1957 a Milano, è considerato il massimo esperto mondiale per quanto riguarda la cura del diabete ed il trapianto di cellule pancreatiche ed direttore del Diabetes Research Institute di
Miami. Il Centro della Florida è considerato un vero e proprio punto di riferimento per la cura del diabete e trapianti.
Il metodo per estrarre le cellule che producono insulina è una tecnica messa a punto nel 1988 dal prof. Camillo Ricordi, presidente dell'ISMETT e direttore del Diabetes Research Institute di Miami (www.drinet.org), e consente di trapiantare solo le insulae del pancreas e non l'intero organo.
Il "metodo Ricordi", attualmente utilizzato nei più prestigiosi centri medici del mondo, è una tecnica di purificazione delle cellule del pancreas che producono insulina: un intervento meno invasivo rispetto al trapianto di pancreas, che permette ai pazienti che soffrono di una grave forma di diabete di ritornare ad una buona qualità della vita.
Il metodo consiste nell'utilizzare il pancreas di un donatore e uno speciale macchinario capace di separare dall'organo le cellule che producono l'insulina.
Una volta isolate, tali cellule vengono purificate e successivamente infuse nel ricevente, attraverso una semplice iniezione nella vena porta. In questo modo si evita un intervento chirurgico maggiore, come quello del trapianto dell'organo, con un rischio minimo ed evidenti vantaggi per il paziente che può effettuare l'operazione addirittura in day hospital.
La tecnica, sperimentata con successo a Miami, in Canada e presso il National Institute of Health (NIH - il corrispondente dell'italiano Istituto Superiore di Sanità) ha una percentuale di riuscita pari al 100%.

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